Colf in nero, i rischi ad avere una donna delle pulizie senza contratto

Da sanzioni amministrative fino all’arresto: quali sono i rischi che si corrono ad avere una colf in nero senza regolare contratto di lavoro

Colf in nero, i rischi ad avere una donn

Quali sono i rischi di avere di una colf in nero?

Chi fa lavorare presso la propria abitazione una colf in nero rischia pesanti sanzioni per la mancata comunicazione dell’assunzione e omessa iscrizione all’Inps e per mancanza dei versamenti dei contributi previdenziali.

Assumere un colf potrebbe rappresentare per molti un grandissimo aiuto in casa per la gestione delle faccende domestiche e crescono le assunzioni delle colf soprattutto da quando sono stati potenziati i controlli fiscali contro il lavoro in nero. Nonostante ciò, sono ancora tante le colf che lavorano in nero e probabilmente molti datori di lavoro non sono ben consapevoli dei grossi rischi che si corrono ad avere una donna delle pulizie che lavora senza contratto.

  • Colf in nero senza contratto
  • Colf in nero rischi

Colf in nero senza contratto

Avere in casa una colf che lavora in nero, cioè senza regolare assunzione e senza regolare documentazione, significa anche doverla pagare in nero. Il lavoro domestico è disciplinato dal CCNL lavoro domestico che prevede stipendi precisi in base all’inquadramento della stessa colf ma pagarla in nero significa pagare meno rispetto a quanto si pagherebbe con una regolare assunzione con contratto.

Se, infatti, la colf lavora in nero riceve dal datore di lavoro solo lo stipendio come retribuzione per il lavoro svolto ma niente tasse, niente contributi previdenziali, niente Tfr. E anche lo stipendio, nella maggior parte dei casi, risulta inferiore a quello stabilito dal relativo CCNL di riferimento.

Colf in nero rischi

Se il datore assume una colf in nero rischia importanti sanzioni che scattano per mancata comunicazione dell’assunzione e per omessa iscrizione all’Inps. Stando a quanto attualmente previsto:

  • per la mancata comunicazione dell’assunzione è prevista una sanzione amministrativa compresa tra i 200 e i 500 euro;
  • per omessa iscrizione all’Inps è prevista una sanzione che va da 1.500 euro a 12mila maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro in nero.

Vi sono poi le sanzioni previste per l’omesso pagamento dei contributi previdenziali che sono al tasso del 30% su base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% e un minimo di 3mila euro, indipendentemente dalla durata del lavoro svolto effettivamente.

E’ possibile che il datore di lavoro con una colf in nero possa pagare tre mila euro di sanzione solo per un giorno di lavoro in nero. Questa sanzione civile è cumulabile con le sanzioni amministrative per la mancata comunicazione e per la mancata iscrizione all'Inps nei termini stabiliti.
Da non dimenticare poi i rischi che si possono correre, anche penali, se la colf nel corso dello svolgimento del proprio lavoro dovesse farsi male, e se la colf che lavora in casa, se straniera, non è in possesso di regolare permesso di soggiorno, si rischi anche l'arresto da tre mesi ad un anno e la sanzione di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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