L'assenteismo sul lavoro è un fenomeno che crea disagio non solo all'azienda, ma anche ai colleghi che devono sopperire all'assenza ingiustificata di chi abusa dei permessi o finge malattie. Quando ci si trova di fronte a un collega assenteista, sorge spontanea la domanda: è possibile segnalare la situazione senza esporsi a conseguenze negative?
Per assenteismo si intende l'assenza ingiustificata o fraudolenta dal posto di lavoro. Non si tratta delle normali assenze per malattia, permessi legittimi o ferie, ma di comportamenti scorretti come false certificazioni mediche, permessi ottenuti con documenti falsi, o l'utilizzo improprio di congedi e aspettative.
Si tratta di un tema che va attentamente distinto rispetto al semplice tasso di assenza, in quanto quest’ultimo include anche assenze pienamente giustificate (malattia certificata, permessi regolari, infortuni).
L’impatto organizzativo può essere significativo: dall’aumento del carico di lavoro per i presenti, alla difficoltà di pianificare le attività, fino all’innescarsi di sentimenti di frustrazione e ingiustizia. A livello economico, le aziende subiscono costi diretti legati alle sostituzioni ed eventuali straordinari, oltre a costi indiretti come il calo della reputazione e la perdita di fiducia da parte dei talenti presenti e futuri.
Utilizzare strumenti di monitoraggio, calcolare il tasso di assenteismo attraverso KPI specifici e adottare soluzioni digitali per rilevare tempestivamente anomalie sono pratiche ormai consolidate nelle principali organizzazioni pubbliche e private.
Ogni lavoratore ha il diritto di segnalare comportamenti illeciti o irregolari che avvengono sul luogo di lavoro. Questo principio è riconosciuto dall'ordinamento italiano e rientra nella tutela del whistleblowing, ovvero la protezione di chi denuncia illeciti nell'interesse pubblico.
La legge italiana prevede specifiche protezioni per chi segnala comportamenti scorretti in ambito lavorativo. Il decreto legislativo 24/2023, che ha recepito la direttiva europea sul whistleblowing, offre garanzie significative a chi effettua segnalazioni in buona fede, tra cui la protezione contro licenziamenti, demansionamenti, mancate promozioni o altre forme di discriminazione o ritorsione.
Per beneficiare di queste tutele, è importante seguire i canali appropriati di segnalazione, che possono includere la direzione aziendale, l'ufficio risorse umane, o gli organismi di vigilanza interni all'azienda. In alcuni casi, è possibile rivolgersi direttamente all'Ispettorato del Lavoro o all'INPS.
Se si decide di segnalare un collega assenteista, è consigliabile adottare alcune precauzioni. Innanzitutto, è importante raccogliere elementi concreti e documentabili che dimostrino il comportamento scorretto, evitando accuse generiche o basate su semplici sospetti. La segnalazione dovrebbe essere circostanziata e supportata da fatti verificabili.
È preferibile utilizzare i canali formali previsti dall'azienda, come eventuali procedure di whistleblowing interne, piuttosto che diffondere voci informali che potrebbero configurarsi come diffamazione. La riservatezza è fondamentale: la segnalazione dovrebbe essere effettuata in modo discreto e professionale.
Il comparto risorse umane e il management aziendale sono chiamati a intervenire tempestivamente al manifestarsi di episodi di assenteismo. La funzione HR deve monitorare costantemente i dati relativi alle presenze, identificando anomalie e adottando una comunicazione chiara con i dipendenti.
I responsabili sono tenuti a:
La migliore prevenzione rimane una leadership consapevole e disponibile, capace di cogliere e risolvere conflitti prima che generino atteggiamenti di rifiuto o distacco lavorativo. La trasparenza e la vicinanza tra azienda e lavoratori rappresentano leve decisive anche per la prevenzione di assenteismi tattici o abusivi.
Nonostante le tutele legali, nella pratica possono verificarsi situazioni complesse. In ambienti lavorativi piccoli o con dinamiche relazionali difficili, una segnalazione potrebbe comunque generare tensioni, anche quando viene gestita secondo le procedure corrette. È importante valutare attentamente il proprio contesto specifico e, se necessario, consultare un legale specializzato in diritto del lavoro prima di procedere.
Va inoltre considerato che denunciare un collega per assenteismo richiede prove solide. Un'accusa infondata potrebbe esporvi a conseguenze legali per diffamazione o calunnia.
Prima di procedere con una segnalazione formale, si potrebbe valutare di discutere la situazione con un superiore o con l'ufficio risorse umane in modo informale, per comprendere se l'azienda è già a conoscenza del problema o se esistono circostanze che giustificano le assenze. In alcuni casi, quello che appare come assenteismo potrebbe avere spiegazioni legittime che non sono di pubblico dominio per motivi di privacy.