Contratto lavoro autonomo occasionale in ritenuta di acconto. Quando usare e come funziona

Cosa prevede il contratto di lavoro autonomo occasionale e per chi può valere: come funziona la ritenuta di acconto

Contratto lavoro autonomo occasionale in ritenuta di acconto. Quando usare e come funziona

Quando si stipula un contratto di lavoro autonomo occasionale?

Il contratto di lavoro autonomo occasionale viene solitamente impiegato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e che non hanno obbligo di apertura di una partita Iva perchè svolgono un’attività professionale non continuativa.

 

Il lavoro autonomo occasionale interessa solo i soggetti che svolgono attività professionali di carattere intellettuale, soggetti che non hanno l’obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali e che svolgono occasionalmente l’attività. L’esempio più tipico di questa tipologia di lavoro è quello dell’amministratore di condominio che esercita l’attività solo nel proprio stabile o di una consulenza informatica che esercita l’attività per il vicino di casa con prestazioni occasionali e rilascio di una ricevuta. Ma come funziona il contratto di lavoro autonomo occasionale in ritenuta di acconto e quando si usa?

Contratto di lavoro autonomo occasionale in ritenuta di acconto: quando si usa

Il contratto di lavoro autonomo occasionale con ritenuta d’acconto è un contratto di lavoro autonomo occasionale che si può stipulare quando si intraprende un’attività autonoma svolta in modo saltuario, non organizzata e non professionale e che prevede l’applicazione di una ritenuta fiscale in acconto pari al 20% del compenso sulla retribuzione del lavoratore da parte del committente.

I soggetti che possono svolgere un lavoro autonomo occasionale con ritenuta di acconto e senza necessità di aprire la partita Iva sono coloro che:

  1. svolgono un lavoro o un servizio dietro corrispettivo;
  2. svolgono un lavoro esclusivamente occasionale e non professionale e non organizzato;
  3. svolgono un lavoroproprio, senza vincoli di subordinazione o soggetti al coordinamento del committente.

I compensi per attività di lavoro autonomo occasionale prevedono una ritenuta di acconto ma possono anche non essere soggettati alla ritenuta fiscale in acconto, se il committente non è un’azienda o un’impresa.

Cosa prevede il contratto di lavoro autonomo occasionale

Il contratto di lavoro autonomo occasionale per essere completo e regolarmente redatto deve contenere:

  1. descrizione dell’attività da svolgere, con indicazioni relative a tempi e modalità;
  2. il compenso, con indicazione di somma da corrispondere e precisi tempi di pagamento;
  3. possibilità di recedere anticipatamente dal contratto e secondo quali modalità.

Come funziona la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto rappresenta una somma che il committente trattiene dal compenso del lavoratore autonomo occasionale per un importo pari al 20% del compenso imponibile ai fini fiscali che viene versato al Fisco tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

I soldi della ritenuta d’acconto trattenuti dal committente vengono recuperati attraverso la dichiarazione dei redditi. Il committente, che effettua la ritenuta d’acconto la certifica insieme ai compensi erogati nella Cu (Certificazione Unica che sostituisce ormai il vecchio Cud) e l’importo già pagato con ritenuta d’acconto viene sottratto dall’imposta dovuta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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