Cosa fare se si è sbagliato una ritenuta di acconto. Fino a quando si può correggere?

Non tutte le prestazioni professionali che possono essere sottoposte a ritenuta di acconto. Fondamentale la figura del sostituto di imposta.

Cosa fare se si è sbagliato una ritenuta

Ritenuta di acconto, cosa fare?

Nel caso in cui sia stato commesso un errore nella fase di compilazione della fattura o della ricevuta ovvero del calcolo della ritenuta d'acconto è possibile procedere con la rettifica con una nota di variazione in aumento o in diminuzione.

La situazione è più comune di quanto si possa immaginare in quanto la ritenuta d'acconto da applicare alla fattura o ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale, è nei fatti un calcolo numerico.

Sebbene siano gli stessi software a effettuare l'operazione in automatico - pensiamo ad esempio ai fogli di calcolo - per qualsiasi ragione nella fase di compilazione dell'anticipazione dell'imposta che il sostituito deve versare a saldo, dopo la determinazione del proprio reddito, gli sbagli sono sempre possibili.

Può anche succedere che il sostituto d'imposta esegua la ritenuta d'acconto in misura maggiore oppure la effettui su redditi che sono esenti o esclusi da imposta. Approfondiamo quindi queste situazioni fiscali per vedere:

  • Ritenuta di acconto, cosa fare e fino a quando si può correggere
  • Tra prestazioni professionali e sostituti di imposta

Ritenuta di acconto, cosa fare e fino a quando si può correggere

In termini fiscali, per ritenuta di acconto si intende il prelievo sull'importo operato dal committente di una prestazione professionale. In pratica trattiene la somma di denaro per poi versarla all'amministrazione finanziaria utilizzando il modello F24. E allora, come vedremo nel dettaglio nel paragrafo successivo, occorre fare chiarezza sia sulla figura del sostituto di imposta e sia sulle prestazioni professionali per cui è possibile applicare la ritenuta d'acconto.

In tutti i casi, la ritenuta di acconto deve essere chiaramente indicata nella fattura o nella ricevuta, a seconda dei casi. Per i redditi di lavoro autonomo è prevista una ritenuta di acconto Ipef sui compensi erogati a fronte di prestazioni professionali L'aliquota è pari al 20% sul 100% del reddito incassato. Nel caso in cui sia stato commesso un errore nella fase di compilazione della fattura o della ricevuta ovvero del calcolo della ritenuta d'acconto è possibile procedere con la rettifica con una nota di variazione in aumento o in diminuzione.

Nel primo caso a integrazione delle fatture originarie, addebitando a titolo di rivalsa l'Iva da versare all'erario e indicando la ritenuta d'acconto. Nel secondo a storno delle fatture originarie. In merito alle tempistiche, occorre ricordare una scadenza limite: le ritenute di acconto devono essere versate dal sostituto di imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di avvenuto pagamento del professionista.

Tra prestazioni professionali e sostituti di imposta

Le prestazioni professionali che possono essere sottoposte a ritenuta di acconto sono numerose, come i compensi erogati a sportivi professionisti sempre nell'ambito di attività non caratterizzati dall’imprenditorialità ho anche compensi erogati sotto forma di indennità oppure rimborsi e quelli derivanti anche dalle indennità di cessazione di rapporti di agenzia limitatamente al caso in cui siano erogate a persone fisiche o società di persone.

Ma anche i compensi per prestazioni derivanti da rapporti di agenzia di mediazione rappresentanza sia di carattere occasionale, le prestazioni derivanti dall'utilizzazione di marchi brevetti opere dell'ingegno, i proventi derivanti la partecipazione di associati per il solo lavoro, i compensi erogati cambia agenti ho venditori a domicilio, le indennità per la cessazione di funzioni notarili, i compensi per prestazioni occasionali.

Possono invece ricoprire il ruolo di sostituto di imposta anche gli enti pubblici e privati, diversi dalle società, nonché i trust che abbiano o meno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale.

Anche i consorzi, le associazioni non riconosciute e le altre organizzazioni senza personalità giuridica non appartenenti ad altri soggetti nei cui confronti si verifica il presupposto di imposta, residenti nel territorio dello Stato. Così come le associazioni senza personalità giuridica, costituite tra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, le società e gli enti di qualsiasi tipo, non residenti nel territorio dello Stato, le persone fisiche che esercitano per professione abituale attività di natura commerciale.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il