Cosa succede se non pago contributi pensione come lavoratore autonomo

Cosa succede ai lavoratori autonomi che non versano i contributi: cosa accade a iscritti a Gestione Separata Inps e a Casse professionali private

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Cosa succede se un lavoratore autonomo, professionista, titolare di Partita Iva non paga i contributi per la pensione?

I lavoratori autonomi che non pagano i contributi da pensione possono essere soggetti a sanzioni, anche penali, sia se iscritti alla Gestione Separata Inps sia se iscritti alle Casse professionali private, ma possono regolarizzare anche in maniera spontanea la propria posizione saldando il conto contributivo di quanto dovuto.

Cosa succede se un lavoratore autonomo, professionista, titolare di Partita Iva non paga i contributi per la pensione? I lavoratori autonomi, come i lavoratori dipendenti, sono tenuti obbligatoriamente al versamento di contributi previdenziali per la pensione.

I liberi professionisti che sono iscritti a Ordini professionali con Casse private devono versare i contributi per la pensione alle proprie casse, per esempio l’Inpgi per i giornalisti o la Cassa Forense per gli avvocati, chi, invece, non ha cassa di appartenenza deve versare i contributi per la pensione alla Gestione Separata dell’Inps. Ma cosa succede se non pago contributi pensione come lavoratore autonomo?

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Cosa succede se lavoratore autonomo non paga contributi pensione Gestione Separata Inps

I contributi per la pensione dei lavoratori autonomi, sia che vengano versati alla Gestione Separata dell’Inps, sia che vengano versati alla Cassa previdenziale privata di appartenenza, vengono calcolati in base al reddito del lavoratore per determinarne poi la pensione finale.

I lavoratori autonomi, professionisti con Partita Iva che versano i contributi previdenziali alla Gestione Separata dell’Inps pagano un’aliquota contributiva al 25% e se il versamento dei contributi non avviene regolarmente, il lavoratore autonomo rischia di essere sanzionato, in alcuni casi anche penalmente, fino a poter subire il pignoramento di beni immobili e mobili, come stipendio o conto corrente.

Quando, infatti, l’Inps si accorge del mancato pagamento dei contributi per la pensione, invia una notifica con avviso di addebito ed è bene sapere che è un atto immediatamente esecutivo che sostituisce la cartella di pagamento. L’Inps ha, infatti, la possibilità di non inviare la cartella esattoriale, ma arrivare direttamente all’atto immediatamente esecutivo per procedere ad esecuzione forzata nei confronti del lavoratore autonomo che non ha pagato regolarmente i suoi contributi da pensione.

Per essere valido, pena la nullità, l’avviso di addebito deve riportare:

  • codice fiscale del debitore;
  • anno e periodo di riferimento del debito;
  • causale del debito;
  • importi addebitati ripartiti tra quota capitale, sanzioni e interessi se dovuti;
  • agente della riscossione competente;
  • firma del responsabile dell’ufficio dell’Inps che ha emesso l’atto;
  • intimazione ad adempiere al pagamento dovuto entro 60 giorni dalla notifica;
  • indicazione del termine di 40 giorni utile per eventuale ricorso.

Quando il lavoratore autonomo riceve dall’Inps la notifica di avviso di addebito deve provvedere al pagamento della somma dovuta entro 60 giorni dalla notifica stessa. In caso contrario l’Inps provvedere direttamente al recupero forzato della somma.

Cosa succede se lavoratore autonomo non paga contributi Cassa professionali private previdenziali

Se il lavoratore autonomo non paga regolarmente i contributi da pensione che gli competono alla Cassa professionale privata la singola Cassa procede in due modi: prima contatta il contribuente con lettere di richiamo per i mancati versamenti, e relative sanzioni da pagare; poi trasmette i crediti ad un esattore esterno, che per diverse Casse è l’Agenzia delle Entrate Riscossione, come, per esempio, per Cassa di avvocati, commercialisti, geometri, architetti, ingegneri.

Se, una volta, ricevuto il richiamo, ci si mette in regola pagando l’importo dovuto, allora il procedimento di riscossione dei soldi non versati si blocca. Si può anche richiedere la regolarizzazione della propria posizione chiedendo una rateizzazione della somma dovuta ed è la stessa Cassa a predisporre un piano di pagamento a rate comprensive di interessi e sanzioni dovute, per periodi che possono arrivare anche a 10-12 anni.

La Cassa invia all’iscritto un avviso bonario prima e la cartella esattoriale dopo. Il contribuente ha, però, la possibilità di chiedere una regolarizzazione spontanea per il versamento dei contributi da pensione non versati. Se non lo fa, riceve la cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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