Differenze smart working e telelavoro secondo leggi 2021 e CCNL

L'obiettivo dichiarato dalla legge è razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane.

Differenze smart working e telelavoro se

Quali sono le differenze tra telelavoro e smart working?

La principale differenza è la maggiore flessibilità per il lavoratore in smart working poiché, a differenza di quanto accade con il telelavoro, la prestazione può essere svolta in azienda come all'esterno, ma senza una postazione fissa.

Sono due modalità di svolgimento del lavoro che presentano molti punti in comune. Ma telelavoro e smart working non sono la stessa cosa e presentano differenze importanti sia da parte del datore di lavoro e sia del dipendente. La delocalizzazione del posto di lavoro tramite l'utilizzo delle tecnologie della comunicazione stravolge le tradizionali relazioni tra colleghi e tra questi e il datore, portando con sé benefici ma anche possibili controindicazioni.

Di conseguenza il passaggio al lavoro a distanza va gestito con la massima attenzione. Approfondiamo alcuni aspetti in materia e le differenze tra smart working e telelavoro e dunque:

  • Telelavoro, cos'è secondo le leggi 2021
  • Smart working, cos'è secondo le leggi 2021

Telelavoro, cos'è secondo le leggi 2021

Normativa aggiornata alla mano, il telelavoro è la prestazione di lavoro eseguita dal dipendente in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il prevalente supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione che consentano il collegamento con l'amministrazione. Si tratta quindi di una forma di organizzazione e di svolgimento del lavoro che permette lo svolgimento dell'attività lavorativa all'esterno dei locali dell'amministrazione o dell'azienda.

Un aspetto pratico da sottolineare è che la strumentazione tecnologica viene fornita al dipendente dalla stessa amministrazione. L'obiettivo dichiarato dalla legge è razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane. Una formula di questo tipo permette di conciliare tempi di vita e di lavoro e favorisce un impiego flessibile delle risorse umane su settori di attività in mancanza di personale. A

Allo stesso tempo si registra una tendenziale riduzione delle assenze dal servizio così come economie di gestione delle risorse logistiche e la riduzione dei costi (in sostenuti dai dipendenti per raggiungere la sede di servizio. Non tutto è evidentemente perfetto, a iniziare dalla mancata socializzazione e dalla sensazione di esclusione dal contesto lavorativo. Ma anche dalla maggiore complessità in capo al Responsabile del progetto nel coordinamento dell'attività e nell'uniformità delle operazioni svolte.

Da segnalare anche i costi legati all'allestimento delle postazioni di telelavoro e alle comunicazioni tra amministrazione o impresa e lavoratore a distanza e all'applicazione delle norme in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Smart working, cos'è secondo le leggi 2021

Lo smart working presenta molti punti in comune con il telelavoro in quanto si tratta di una forma a distanza ovvero in cui il dipendente non è fisicamente presente in sede. Si tratta di una condizione di esecuzione del lavoro caratterizzata dall'assenza di vincoli sia di spazio e sia di orario. In pratica prevede meno vincoli rispetto al telelavoro. Spetta al lavoratore stesso individuare l'ambiente in cui prestare la propria attività.

Dal punto di vista formale, il lavoratore in smart working conserva gli stessi diritti del collega in presenza. In ogni caso, il datore ha l'obbligo di garantire la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di smart working. Da parte sua, il lavoratore deve collaborare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali.

I dipendenti in smart working devono essere informati dal datore sulle politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il datore deve quindi garantire l'adozione di misure dirette a prevenire l'isolamento del lavoratore rispetto agli altri dipendenti in presenza, permettendo di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dell'azienda, nel rispetto delle leggi nazionali, dei contratti collettivi nazionali di lavori, dei regolamenti e degli accordi aziendali.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il