Flessibilità oraria contratto metalmeccanico. Normativa CCNL in vigore

Lavoro flessibile, orario plurisettimanale, norme per entrata e uscita da lavoro: cosa prevede la flessibilità nel contratto metalmeccanico

Flessibilità oraria contratto metalmecca

Cosa prevede la flessibilità oraria contratto metalmeccanico?

La flessibilità oraria rappresenta una delle alternative alla cassa integrazione o alla mobilità che un datore di lavoro può adottare se concordata con la rappresentanza sindacale e purchè si attenga a quanto previsto dal Ccnl metalmeccanici che prevede in tal senso l’orario plurisettimanale, cioè la possibilità di prevedere ora superiori (48) o inferiori (32) al normale orario di lavoro del contratto, che è di 40 ore, a condizione che la media corrisponda alle 40 ore settimanali in un anno

Il contratto metalmeccanico prevede una durata massima settimanale del lavoro ordinario di 40 ore che arrivano ad essere 48 per gli impianti che richiedono un lavoro continuativo di 7 giorni alla settimana. Le prestazioni lavorative che eccedono le appena citate ore di lavoro settimanali, vengono considerate ore di lavoro straordinarie e retribuite con maggiorazioni stabilite da contratto.

Per evitare il ricorso al lavoro straordinario in maniera quasi regolare nei periodi di maggiore intensificazione dell’attività, il Ccnl metalmeccanici ha definito norme per la flessibilità oraria. Vediamo, dunque, come funziona la flessibilità oraria nel contratto metalmeccanico.

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Flessibilità oraria contratto metalmeccanico normativa in vigore

Stando a quanto previsto dalla normativa in vigore, il contratto metalmeccanico prevede strumenti di flessibilità oraria tra cui orario di lavoro ridotto e orario plurisettimanale, quest’ultimo che permette di allungare il normale orario di lavoro per evitare il ricorso al lavoro straordinario nei periodi di attività lavorativa più intensa, cosa che risulta per le aziende sempre oneroso, ed eventuali riduzioni del normale orario di lavoro nei periodi in cui, invece, dovesse registrarsi una contrazione della stessa attività lavorativa.

In particolare, la flessibilità oraria rappresenta una delle alternative alla cassa integrazione o alla mobilità e che, se ben programmata, potrebbe permettere all’azienda di uscire da un particolare momento di crisi. Perché un datore di lavoro adotti la flessibilità oraria è tuttavia necessario che essa venga concordata con la rappresentanza sindacale e che si attenga a quanto previsto dal Ccnl metalmeccanici, dopodicchè può essere comunicata ai dipendenti.

Il contratto metalmeccanici prevede, come sopra detto, l’orario plurisettimanale, cioè la possibilità di prevedere ora superiori (48) o inferiori (32) al normale orario di lavoro del contratto, che è di 40 ore, a condizione che la media corrisponda alle 40 ore settimanali in un anno.

Precisiamo che il ricorso alla flessibilità oraria non prevede variazioni e modifiche per la retribuzione per i lavoratori con contratto metalmeccanico ad eccezione di una maggiorazione del 15% nelle ore di aumento che diventa del 25% se le ore in più sono svolte di sabato.

Flessibilità oraria Ccnl metalmeccanici entrata e uscita

Entrata e uscita dei lavoratori con contratto metalmeccanico sono regolate dalle disposizioni aziendali che definiscono l'orario di accesso e di inizio del lavoro e, stando alla normativa in vigore, nel momento in cui non si verificano impedimenti di carattere tecnico, organizzativo e produttivo, in sede aziendale, possono essere adottati sistemi di flessibilità in entrata ed in uscita dell'orario di lavoro giornaliero.

La flessibilità oraria nel Ccnl metalmeccanici è prevista per garantire efficienza organizzativa e una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, prevendo pertanto norme specifiche per quanto riguarda:

  • procedure di timbratura di entrata e uscita dal lavoro;
  • decorso dell’orario effettivo di lavoro;
  • eventuali ritardi.

Con particolare riferimento alla regolazione degli orari di entrata e uscita, il contratti metalmeccanici prevede le fasce di flessibilità che permettono ai dipendenti di iniziare e terminare la propria prestazione lavorativa non ad un orario specifico, ma all’interno di una fascia oraria predeterminata dal contratto, o con previsione di diversi profili orari in cui svolgere il normale orario di lavoro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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