Gestire il bilancio personale è diventato sempre più complesso a causa di un costo della vita crescente e di una maggiore incertezza economica. In questo contesto, molti cercano strategie semplici ma efficaci per amministrare entrate e uscite senza cadere nell’ansia del risparmio estremo o nella confusione generata da metodi troppo complicati. Proprio per la sua natura intuitiva, quella che suddivide i flussi di denaro in tre macro-categorie principali si conferma oggi come uno degli schemi più diffusi e consigliati dagli esperti di educazione finanziaria. Questa metodologia aiuta a dare struttura e consapevolezza alla gestione del denaro, equilibrando esigenze di vita quotidiana, desideri e obiettivi futuri. Permette di visualizzare rapidamente priorità e abitudini di spesa, favorendo così scelte più sostenibili e riducendo lo spreco di risorse. L’attualità di questo metodo è rafforzata dalla sua capacità di adattarsi a diversi livelli di reddito e a situazioni familiari in evoluzione.
L’origine di questo schema risale ai primi anni Duemila, grazie al lavoro svolto dalla senatrice statunitense Elizabeth Warren e dalla figlia Amelia Warren Tyagi nel bestseller “All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan”. L’obiettivo era offrire una soluzione agile ma solida per suddividere le proprie entrate, così da raggiungere una vita finanziaria più equilibrata. La regola si basa su un pilastro di facile applicazione, accessibile anche a chi non ha competenze specifiche di contabilità: 'metti da parte una quota per ciò che serve davvero, una per ciò che migliora la qualità della vita, una per il futuro'. Quindi, viene proposta una suddivisione in:
Applicando queste proporzioni già all’inizio del mese, si stabiliscono confini chiari entro cui muoversi evitando sforamenti eccessivi. L’aspetto interessante, secondo gli esperti, è che si focalizza non solo sull’accumulare denaro, ma soprattutto sull’equilibrio tra presente e futuro. In pratica, la metà di ciò che si guadagna viene usato per coprire i bisogni di base, il restante è destinato al miglioramento della qualità della vita e al consolidamento della propria sicurezza economica attraverso risparmio o investimento.
Per seguire una suddivisione ottimale del reddito, la prima azione da compiere è calcolare il guadagno netto mensile, ovvero ciò che rimane realmente dopo imposte, contributi e trattenute. Questa cifra rappresenta la base di partenza. Successivamente, questa somma viene differenziata secondo lo schema proposto dalla regola:
Per una gestione più efficace, si suggerisce di pianificare queste quote già nella fase di budget mensile, utilizzando strumenti come fogli di calcolo, app dedicate o anche tabelle stampabili. Questa organizzazione permette di identificare subito squilibri e intervenire per rimediare. Eventuali variazioni di reddito (ad esempio per lavoratori autonomi) vanno gestite adattando periodicamente gli importi assegnati a ogni categoria.
Una delle domande più frequenti riguarda quali spese debbano essere classificate come bisogni, desideri e risparmi. Alcuni chiarimenti pratici aiutano a evitare errori:
Un esempio pratico aiuta a visualizzare meglio: con un reddito netto mensile di 2.500 euro, la suddivisione prevede 1.250 euro per bisogni, 750 euro per desideri, 500 euro per risparmi e investimenti.
Mettere in pratica il metodo significa lavorare sia sulla pianificazione che sul monitoraggio. Il calcolo è matematicamente immediato:
Per supportare la gestione del budget sono disponibili diversi strumenti:
Proprio la varietà di modelli disponibili consente a chiunque, dall’universitario al professionista, di scegliere il supporto più adatto alle proprie abitudini. Alcuni strumenti, inoltre, offrono visualizzazioni mensili e annuali collegando anche proiezioni a lungo termine sulle abitudini di risparmio.
Anche se la suddivisione originaria 50/30/20 rappresenta una linea guida estremamente chiara, nella pratica quotidiana può essere necessario modulare le percentuali per adattarle a condizioni diverse. Si pensi a chi vive in città costose o mantiene una famiglia numerosa: in queste situazioni è frequente che i bisogni assorbano più del 50% del reddito. In alternativa, periodi di rendite variabili o obiettivi straordinari possono richiedere modifiche nell’allocazione.
Le varianti più comuni sono:
Qualunque variazione si adotti, è importante rivedere periodicamente le percentuali e adeguare la ripartizione in base agli eventi eccezionali (per esempio, spese impreviste o riduzione temporanea delle entrate). È consigliato infine accantonare, tramite strumenti automatici, il risparmio all’inizio del mese per evitare di utilizzare la quota in eccesso durante il periodo.
Gli aspetti positivi di questo metodo sono molti:
Tuttavia, il modello presenta anche alcuni limiti e potenziali svantaggi:
Oltre a questa modalità, esistono ulteriori metodi di pianificazione finanziaria che possono essere utilizzati individualmente o integrati nello stesso percorso:
L’adozione congiunta di sistemi digitali e strategie pragmatiche consente di aumentare l’efficacia della suddivisione delle spese e migliorare la disciplina a lungo termine, rendendo ogni euro un passo concreto verso traguardi scelti consapevolmente.