Pausa pranzo per turnisti a chi spetta, quando e quanto tempo secondo leggi e CCNL 2021

Pausa pranzo per turnisti a chi spetta, quando e quanto tempo secondo leggi e CCNL 2021

Pausa pranzo per turnisti a chi spetta,

A chi spetta e quanto pausa pranzo per turnisti?

Nel caso di superamento dell'orario di lavoro giornaliero del tetto di 6 ore, il turnista ha diritto a una pausa per recuperare le energie fisiche e mentali ovvero consumare il pasto nell'ambito della pausa pranzo. Il punto è che non tutti i Contratti collettivi nazionali di lavoro prevedono una disposizione specifica in materia.

Ci sono anche le pause pranzo per i turnisti tra le norme sul lavoro attentamente disciplinate. Al pari di quanto avviene con tutte le altre principali questioni in materia, c'è punto di partenza e in questo caso è rappresentato dalla durata massima dell'orario di lavoro da fissare attraverso i contratti collettivi.

Tuttavia qualunque sia il Ccnl applicato - terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici - non può superare le 13 ore.

Nel caso dei dipendenti pubblici, il tetto massimo giornaliero è di 9 ore. Quando si parla di orario massimo di lavoro significa che dopo un certo limite deve necessariamente scattare una pausa, anche per pranzare, e che in ogni caso deve durare almeno 30 minuti. Il limite individuato dalla legislazione sul lavoro è di sei ore continuative.

A proposito di Ccnl facciamo subito presente il caso particolare del comparto delle Agenzie fiscali, secondo cui la durata va definita in funzione della tipologia di orario di lavoro nella quale la pausa. Non solo, ma è inserita ed è in funzione della disponibilità di servizi di ristoro, della dislocazione delle sedi delle Agenzie in relazione alla città.

Il livello di dettaglio è tale che sono previste differenze tra grandi e piccole città e per il personale con orario di lavoro flessibile può essere prevista una diversa durata della pausa giornaliera, rispetto a quella stabilita in ciascun ufficio. Entriamo allora in tutti i dettagli della normativa in vigore e approfondiamo

  • A chi spetta e quanto pausa pranzo per turnisti
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A chi spetta e quanto pausa pranzo per turnisti

Quando si parla di turnazione si fa riferimento alla rotazione del personale in articolazioni giornaliere con le regole definite in sede di contrattazione. Nella maggior parte dei casi sono distribuite nell'arco del mese in modo tale da consentire un'organizzazione equilibrata, ma naturalmente a fare la differenza sono anche le dimensioni dell'azienda.

In caso di superamento dell'orario di lavoro giornaliero del tetto di 6 ore, il turnista ha diritto a una pausa per recuperare le energie fisiche e mentali ovvero consumare il pasto nell'ambito della pausa pranzo. Il punto è che non tutti i Contratti collettivi nazionali di lavoro prevedono una disposizione specifica in materia.

In questo caso il turnista ha diritto a una pausa di almeno 10 minuti consecutivi. Attenzione però alla durata dell'orario di lavoro, componente fondamentale nella fruizione della pausa pranzo. Come spiegato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non scatta il diritto alla pausa pranzo per il turnista che lavora meno di sei ore al giorno.

Si tratta di una precisazione che, a catena, comporta anche il mancato diritto al servizio mensa aziendale così come alla ricezione del buoni pasto. Se invece l'organizzazione del lavoro prevede espressamente la pausa pranzo, l'obbligo di fruizione può coincidere con la sospensione dell'attività lavorativa.

Pausa pranzo per turnisti, leggi e CCNL 2021

Provando a fare altri esempi sulla pausa pranzo per i vari Ccnl in vigore, il quadro è il seguente:

  • Metalmeccanici: 30 minuti retribuiti per la refezione nelle ore di presenza in azienda
  • Logistica: per ciascun turno di 8 ore pausa retribuita di 30 minuti

Se la pausa pranzo è uno dei nodi da sciogliere quando si parla di turnisti, un altro riguarda l'indennità da corrispondere nel caso di fasce orarie piuttosto scomode.

Nel settore pubblico, ad esempio, è applicata una maggiorazione oraria della retribuzione nella misura del 20% per la fascia pomeridiana, una maggiorazione oraria della retribuzione nella misura del 80% per la fascia notturna e giorni festivi, una maggiorazione oraria della retribuzione nella misura del 90% per la fascia festiva e notturna.

La concessione della pausa pranzo per turnisti è un obbligo per i datori di lavoro. In caso contrario rischiano l'applicazione di una sanzione amministrativa da 515 a 2.580 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il