Stando a quanto previsto delle norme in vigore, per andare in pensione anticipata per chi ha Ccnl edile è offerta una possibilità dal Fondo prepensionamenti per i lavoratori edili, gestito dalle Casse edili/Edilcasse che favorisce la pensione anticipata e l’aggancio alla pensione per tutti gli operai edili che si trovino fino a 4 anni dalla maturazione dei normali requisiti pensionistici. In alternativa, chi ha il Ccnl edile può andare in pensione anticipata nel 2024 con ape sociale.
Quali sono tutti i modi per andare in pensione anticipata per chi ha CCNL edile? Il settore dell’edilizia è regolato da apposito Ccnl che disciplina ogni aspetto del rapporto di lavoro tra azienda e dipendente da orario di lavoro da rispettare a Livello di inquadramento e mansioni, ruoli e stipendi, a maturazione di ferie e permessi, risposi, malattia e infortunio, congedi e aspettativa, regole, tempi e preavvisi per dimissioni e licenziamento, come anche norme per una possibile uscita anticipata dal lavoro.
I lavoratori con Ccnl Edile possono andare in pensione con l’ape sociale nel 2024 a 63 anni e 5 mesi di età e con almeno 36 anni di contributi ma solo se rientranti tra i lavoratori usuranti. Ancora nel 2024, infatti, l’ape sociale spetta solo a:
Nella lista dei lavoratori usuranti per andare in pensione prima con ape sociale 2024 rientrano, infatti, anche i lavoratori edili e per avere diritto all’uscita anticipata con l’ape sociale 2024 bisogna presentare apposita domanda all’Inps, o direttamente online sul sito dell’Istituto, tramite credenziali Spid, Cie o Cns, o rivolgendosi al numero verde Inps, o rivolgendosi a Caf o Patronati.
Un'altra possibilità per andare in pensione anticipata per chi ha Ccnl edile è offerta dal Fondo prepensionamenti per i lavoratori edili, gestito dalle Casse edili/Edilcasse che favorisce la pensione anticipata e l’aggancio alla pensione per tutti gli operai edili che si trovino fino a 4 anni dalla maturazione dei requisiti pensionistici richiesti per andare in pensione.
E’ possibile chiedere la pensione anticipata rivolgendosi a tale fondo a seguito di qualsiasi forma di licenziamento da parte dell’azienda e dopo aver fruito dell’eventuale Naspi, se si rientra, dunque, nelle ipotesi di fine contratto di lavoro a tempo determinato, licenziamento collettivo, licenziamento per giustificato motivo oggettivo con stipula di accordo individuale per non impugnare il licenziamento, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro o definizione di una risoluzione incentivata del rapporto di lavoro.
Per poter chiedere la pensione anticipata fino a quattro anni, i lavoratori con contratto edile devono avere raggiunto almeno 2.100 ore di versamenti in Cassa edile nel biennio precedente l’interruzione del rapporto di lavoro al netto degli ammortizzatori sociali (CIGO/S) eventualmente fruiti.
Precisiamo che per il calcolo delle 2100 ore si devono considerare i 24 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, andando a ritroso, laddove in tale intervallo vi siano periodi di Cassa Integrazione, fino a un totale di 30 mesi di cassa nel quinquennio mobile.
Il fondo nazionale prepensionamenti per lavoratori edili è alimentato dal contributo a carico dei datori di lavoro dello 0,20% della massa salari denunciata previsto dai contratti collettivi di settore, le cui prestazioni saranno erogate ai lavoratori tramite le Casse Edili. La domanda per andare in pensione anticipata deve essere presentata alla Cassa Edile rivolgendosi a Patronati.
Se, in relazione alle 2.100 ore necessarie per fare domanda di uscita anticipata, l'impresa non ha versato la contribuzione dovuta utile al raggiungimento del requisito delle 2100 ore, la domanda viene sospesa in attesa della regolarizzazione dell'impresa.
In via sperimentale, dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, le richieste di prepensionamento degli operai saranno finanziate con il 30% delle risorse accantonate presso il Fondo Nazionale Prepensionamenti al 31 dicembre 2023.
Sempre in via sperimentale, dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, il 70% delle risorse accantonate al Fondo Nazionale Prepensionamenti alla data del 31 dicembre 2023 sarà destinato all’aumento di un ulteriore 1% mensile della retribuzione lorda per gli operai già iscritti o che aderiranno volontariamente con il proprio contributo, qualsiasi esso sia, ai Fondi previdenziali Prevedi/Previdenza Cooperativa e per questo periodo la contribuzione per gli operai sarà minimo al 3%.