Possono essere rifiutate e respinte dimissioni per giusta causa da azienda e datore lavoro

Nella categoria dei motivi di dimissioni per giusta causa finiscono anche la richiesta di comportamenti illeciti da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendenti.

Possono essere rifiutate e respinte dimi

Dimissioni per giusta causa possono essere rifiutate dal datore di lavoro?

Sebbene l'azienda non possa fare nulla in termini legali per impedire al dipendente di dimettersi dal posto di lavoro, può contestare la motivazione della giusta causa. La partita si gioca sulla dimostrazione dell'esistenza di una delle cause riconosciute.

Ci sono le dimissioni tra gli strumenti a disposizione del dipendente per abbandonare il posto di lavoro. E tra le varie tipologie di dimissioni, un caso particolare spetta a quelle per giusta causa.

Occorre consultare il Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento - terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici - per scoprire eventuali differenze.

Tuttavia con questa definizione si fa riferimento a mobbing ossia perdita dell'equilibrio psico-fisico del lavoratore a causa di comportamenti vessatori da parte dei superiori o dei colleghi (con il silenzio degli stessi superiori). Ma anche all'imposizione di variazioni importanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone dell'azienda.

Nella categoria di giusta causa finiscono anche la richiesta di comportamenti illeciti da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente, il mancato o ritardato versamento dei contributi a carico datore o a carico dipendente oppure del pagamento della retribuzione.

Anche il trasferimento in un'altra sede senza motivo è una ragione che giustifica le dimissioni per giusta causa per i lavoratori dipendenti che prevede la facoltà del lavoratore di recedere dal contratto di lavoro. Ma potremmo anche fare riferimento al peggioramento delle mansioni lavorative.

Le dimissioni per giusta causa sono quindi un istituto lavorativo particolare che accende infatti una serie di diritti a cui il dipendente non avrebbe accede. Come la ricezione dell'assegno di disoccupazione se si decide di agire in giudizio contro il datore di lavoro. Vogliamo quindi capire meglio come funziona questa opzione e più precisamente vediamo insieme

  • Dimissioni per giusta causa possono essere rifiutate
  • Effetti dimissioni per giusta causa respinte dal datore di lavoro

Dimissioni per giusta causa possono essere rifiutate

Rispetto ad altre forme di dimissioni, se il lavoratore utilizza quelle per giusta causa ha la possibilità di accedere a una serie di agevolazioni. Viene infatti considerato un lavoratore che si trova in uno stato di disoccupazione involontaria per via dell'inadempimento del datore di lavoro.

Come anticipato, pensiamo all'indennità di disoccupazione che non spetterebbe ai disoccupati, ma anche all'esclusione dalla penale per mancato preavviso.

Per il lavoratore è comunque fondamentale dimostrare la giusta causa. In termini pratici significa produrre documenti utili tra citazioni, denunce, diffide, esposti, ricorsi e sentenze che dimostrano la sua volontà di agire in giudizio nei confronti del datore di lavoro.

C'è però un dettaglio procedurale a cui prestare attenzione. Nel caso di sconfitta del lavoratore in sede di giudizio in accertamento della giusta causa delle dimissioni, l'Istituto nazionale della previdenziale sociale che eroga l'agevolazione economica potrebbe recuperare quanto versato.

Resta quindi da capire se le dimissioni per giusta causa possono essere rifiutate dal datore di lavoro. Sebbene l'azienda non possa fare nulla in termini legali per impedire al dipendente di dimettersi dal posto di lavoro, può contestare la motivazione della giusta causa.

Effetti dimissioni per giusta causa respinte dal datore di lavoro

La partita delle dimissioni per lavoratore e datore si gioca quindi sulla giusta causa per via delle conseguenze che produce. Il lavoratore può appellarsi alle tipiche ragioni che il giudice riconosce come valide.

Pensiamo al comportamento ingiurioso da parte del superiore gerarchico, al trasferimento in una sede di lavoro senza la sussistenza delle comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive richieste dalla legge, ai cambiamenti delle mansioni lavorative in senso peggiorativo o al mancato pagamento dello stipendio.

Dimissioni per giusta causa del dipendente pure per variazioni delle condizioni lavorative a seguito di una cessione dell'azienda o di un ramo di azienda, molestie nei luoghi di lavoro, comportamenti che rientrano nella fattispecie di mobbing.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il