Quando si può considerare buono un lavoro in Italia se si è diplomati? Il mercato del lavoro italiano offre opportunità per i diplomati, soprattutto in settori in crescita che richiedono competenze ma non necessariamente una laurea.
Chi possiede un diploma e cerca un impiego soddisfacente è chiamato a individuare i settori con alta domanda, considerare le retribuzioni medie e puntare su percorsi di formazione per migliorare le prospettive occupazionali. Con le giuste strategie, anche senza un titolo universitario è possibile costruire una carriera appagante e ben remunerata. Vediamo tutto:
Quando si può considerare buono un lavoro in Italia se si è diplomati
Settori in crescita per i diplomati, tecnologia, sanità e vendite
Quanto si può guadagnare con un diploma, retribuzioni e prospettive
L'importanza della formazione professionale e dei percorsi tecnici
Il primo importante criterio da considerare per capire quando un lavoro può essere ritenuto buono è quello della retribuzione. Lo stipendio medio annuo per i dipendenti a tempo pieno in Italia si attesta a circa 30.000 euro; per i diplomati, le retribuzioni variano in base al settore e all'esperienza. Al primo impiego, un diplomato può guadagnare tra 800 e 1.000 euro netti al mese. Dopo cinque anni, la retribuzione media può salire a circa 1.200 euro mensili. Di conseguenza, un lavoro che offre una retribuzione in linea o superiore a queste medie può essere considerato buono.
Dopodiché non va sottovalutata la soddisfazione per il proprio lavoro, determinata da vari fattori, tra cui le mansioni svolte, l'ambiente lavorativo e le prospettive di crescita. Secondo l'Istat, nel 2023, l'80% degli occupati in Italia si dichiarava molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro
Un buon lavoro dovrebbe garantire compiti stimolanti, un ambiente positivo e opportunità di sviluppo professionale.
Anzi, proprio le opportunità di avanzamento e sviluppo delle competenze sono sempre più importanti per considerare un lavoro buono. Come vedremo in uno dei prossimi paragrafi, investire in formazione continua e aggiornamento professionale può aumentare le prospettive di carriera e retributive.
Tra i settori più promettenti per i diplomati, spicca quello dell’informatica e tecnologia, dove la digitalizzazione ha generato una domanda di figure come tecnici informatici, sviluppatori web e analisti di dati. Questi ruoli non richiedono una laurea, ma competenze tecniche che possono essere acquisite attraverso corsi di formazione o certificazioni professionali. Le retribuzioni in questo ambito tendono a essere superiori alla media, con possibilità di crescita per chi dimostra abilità e capacità di aggiornarsi.
Il settore sanitario offre altrettante opportunità, con figure professionali come operatori socio-sanitari e tecnici di laboratorio che sono molto richieste in tutto il Paese. Questi ruoli garantiscono stabilità lavorativa e possono essere accessibili attraverso percorsi formativi specifici post-diploma. Anche il comparto delle vendite e del marketing continua a crescere, grazie all’espansione del commercio online e alla necessità di esperti in strategie di vendita digitale. Posizioni come rappresentanti commerciali e specialisti in marketing digitale sono ottime opzioni per i diplomati con spiccate doti comunicative e orientamento agli obiettivi.
Le retribuzioni per i diplomati in Italia variano in base al settore, al ruolo e all’esperienza. Al primo impiego, un diplomato può aspettarsi uno stipendio netto mensile compreso tra 800 e 1.000 euro, a seconda del tipo di lavoro e dell’area geografica. Nei settori tecnologici e sanitari, gli stipendi iniziali tendono a essere superiori rispetto a quelli offerti in altri ambiti.
Con l’aumento dell’esperienza, le retribuzioni migliorano. Dopo cinque anni di lavoro, un diplomato può raggiungere una retribuzione media di circa 1.200-1.500 euro netti al mese, con picchi più alti per le figure tecniche specializzate. Nel settore delle vendite, i rappresentanti commerciali con buone performance possono guadagnare anche di più, grazie a bonus e incentivi legati ai risultati.
Le prospettive di crescita salariale dipendono in gran parte dalla formazione continua e dalla capacità di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Settori come la tecnologia e il marketing digitale, in particolare, premiano chi è disposto a investire tempo ed energia nell’acquisizione di nuove competenze.
Per distinguersi nel mercato del lavoro, i diplomati possono trarre vantaggio dai percorsi di formazione professionale. Questi corsi, spesso finanziati da enti pubblici o regionali, offrono competenze mirate e certificazioni riconosciute, che possono aumentare significativamente le possibilità di trovare un impiego. In ambiti come l’informatica, la sanità e la logistica, corsi brevi e intensivi possono preparare i diplomati per ruoli specifici in tempi relativamente brevi.
Anche gli istituti tecnici superiori sono una opzione per chi vuole approfondire le proprie conoscenze e specializzarsi in settori ad alta domanda. Questi percorsi post-diploma, orientati al mondo del lavoro, garantiscono un elevato tasso di occupazione e permettono di acquisire competenze direttamente applicabili nel contesto aziendale.
La formazione non si ferma però con l’ottenimento di un diploma o di una certificazione. In un mercato del lavoro in rapida evoluzione, aggiornarsi continuamente è fondamentale.