Gli aiuti e le agevolazioni disponibili per l’iscrizione e la frequenza di scuole private paritarie dei propri figli sono diverse, seppur non tantissime, dai bonus disponibili sia a livello nazionale che locale, alle spese che si possono portare in detrazione.
Quali sono gli aiuti, le detrazioni e le agevolazioni disponibili per iscrivere i propri figli a una scuola privata paritaria? Le scuole paritarie sono scuole la cui gestione è affidata a soggetti diversi da quelli statali, che hanno le stesse finalità di istruzione ed educazione degli alunni, ma in maniera privata.
Per la frequenza di queste scuole, generalmente di orientamento cattolico, è richiesto il pagamento di una retta annuale, al pari si vere e proprie scuole private, e sono comunque inserite nel sistema nazionale di istruzione.
Gli aiuti disponibili per le famiglie che iscrivono i propri figli a scuole private paritarie sono disponibili sia a livello nazionale che a livello regionale e comunale.
Con la Manovra Finanziaria 2025, il governo ha approvato per le famiglie che hanno un reddito Isee fino a 40mila euro il riconoscimento di un bonus spendibile esclusivamente presso scuole private paritarie, che può raggiungere l’importo annuale massimo di 1.500 euro per ogni studente frequentante.
Mancano, però, al momento ulteriori dettagli attuativi della misura. Molte di più sono, invece, le agevolazioni a livello locale.
Per esempio, la regione Lombardia, ormai da diversi anni, mette a disposizione per tutte le famiglie che mandano i propri figli in scuole private un contributo di importo differente in base al valore Isee familiare che si chiama Dote Scuola e che si può richiedere direttamente sul sito della regione nei tempi prefissati.
Chi decide di iscrivere i propri figli a scuole private paritarie può portare in detrazione (al 19%) diverse spese, come:
Precisiamo che è possibile scaricare le spese solo se i pagamenti avvengono con sistemi tracciabili ed entro la soglia massima di 1.000 euro per ogni massimo. Tale limite è stato innalzato quest’anno da 800 euro previsti fino allo scorso anno 2024.