La verbalizzazione delle decisioni prese in ambito condominiale rappresenta non solo un passaggio obbligato dalla normativa italiana, ma anche un pilastro della trasparenza nella gestione degli immobili in comproprietà. Il verbale dell’assemblea viene realizzato per fornire una documentazione ufficiale delle discussioni, delle votazioni e delle deliberazioni assunte da tutti i partecipanti.
Secondo il Codice Civile, le riunioni devono essere sempre riportate in un processo verbale che viene poi custodito in un apposito registro tenuto dall’amministratore.
Il verbale di assemblea condominiale, però, non assume lo stesso valore di un atto pubblico, ma viene qualificato dalla giurisprudenza come scrittura privata: la validità dei suoi effetti giuridici si fonda sul rispetto delle formalità e sui contenuti riportati.
La redazione del verbale avviene contestualmente allo svolgimento dell’assemblea, solitamente a cura di un segretario scelto tra i presenti, sotto la presidenza di una persona eletta in apertura dei lavori.
L’amministratore, custode del registro dei verbali, ha il compito di garantirne la conservazione e la trasparenza, facilitando l’accesso a tutti i condomini che ne facciano richiesta.
Nel dettaglio, il verbale deve annotare puntualmente:
È consigliabile, inoltre, allegare documenti connessi, come deleghe, per assicurare integrità e verificabilità della verbalizzazione. Solo in caso di deliberazioni che incidono su diritti reali immobiliari la forma scritta risulta indispensabile per la validità stessa della delibera.
La validità legale del verbale di una assemblea condominiale si fonda sulla corretta redazione del verbale e sulla presenza di elementi ritenuti irrinunciabili dalla normativa. Tra gli elementi principali si elencano:
Questi elementi assicurano la possibilità di ricostruire le maggioranze, di identificare chi abbia interesse a impugnare le decisioni e di individuare eventuali conflitti di interesse.
L’incompletezza formale non sempre comporta nullità, tranne nei casi in cui risulti impossibile verificare l’effettivo rispetto delle maggioranze. In caso di contestazione, spetterà a chi la solleva dimostrare l’ambiguità o la mancanza degli elementi essenziali sopra elencati.
Precisiamo poi che il verbale di assemblea condominiale non costituisce atto pubblico, ma ha valore di scrittura privata. La firma del presidente e del segretario certifica la provenienza delle dichiarazioni, ma non offre certezza assoluta sulla veridicità del contenuto.
La possibilità di contestare il verbale di una assemblea condominiale scaturisce da irregolarità nella convocazione, difetti nei contenuti del verbale o vizi formali/procedurali.
Ad esempio, l’omessa o irregolare convocazione, la mancanza di specifici elementi essenziali nel verbale, la violazione delle maggioranze richieste o l’adozione di decisioni in contrasto con la legge o con il regolamento, sono motivi che consentono di mettere in discussione la validità delle decisioni assunte.
La contestazione può essere fondata su:
In presenza di questi presupposti, la giurisprudenza consente di avviare la procedura di impugnazione, anche quando sia presente la firma dell’interessato sul verbale.
L’impugnazione può essere proposta da ogni condomino che si è espresso in modo dissenziente, si è astenuto o era assente alla riunione, purché abbia un interesse concreto e diretto. La legittimazione include anche chi, pur presente, non abbia potuto esprimersi compiutamente per irregolarità nella procedura.
I motivi di impugnazione principali riguardano:
La distinzione tra delibera nulla e annullabile determina inoltre le tempistiche e la facoltà di azione: le nullità possono essere fatte valere in qualsiasi momento, le annullabilità entro precisi termini.
La legge prevede una procedura rigorosa per contestare le decisioni assunte in assemblea. È necessario rispettare termini e modalità precise:
| Fasi | Scadenza |
| Mediazione obbligatoria | inizio entro 30 giorni |
| Ricorso giudiziario | solo se la mediazione non ha esito |
Non rispettare queste condizioni comporta l’improcedibilità dell’azione. In assenza di comunicazione agli assenti, il termine per iniziare l’impugnazione non inizia a decorrere. L’amministratore di condominio, dunque, è responsabile dell'invio tempestivo del verbale a tutti i condomini.
Chi desidera dimostrare che il verbale non rispecchia correttamente ciò che si è verificato in assemblea può ricorrere a diversi strumenti probatori:
La prova non deve essere “assoluta”: basta che sia idonea a sovvertire la presunzione di veridicità relativa attribuita al documento.
Per evitare che un verbale di una assemblea di condominio venga contestato e sia redatto correttamente, è necessario rispettare i seguenti passaggi: