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Quando le multe e cartelle Fisco non devono essere pagate dagli eredi pur accettando eredità nel 2024

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Quali sono i casi in cui multe, cartelle del Fisco e debiti non ricadono sugli eredi anche quando accettano l’eredità: cosa prevedono leggi in vigore
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Quando le multe e cartelle Fisco non devono essere pagate dagli eredi pur accett

Quando le multe e cartelle Fisco non devono essere pagate dagli eredi pur accettando eredità nel 2024?

Secondo le leggi in vigore, multe e cartelle del Fisco non devono essere pagate dagli eredi pur accettando eredità nel 2024 se nel corso di una causa relativa all’impugnativa di un atto di irrogazione di sanzioni, l’interessato decede e nella causa intervengono gli eredi del defunto.
 

Quando le multe e cartelle Fisco non devono essere pagate dagli eredi pur accettando eredità nel 2024? Quando un proprio parente scompare e lascia una eredità, gli eredi possono accettare l’eredità o anche rinunciare all’eredità soprattutto in presenza di debiti che sono di valore maggiore della stessa eredità. 

Se si decide di accettare l’eredità, gli eredi devono innanzitutto fare la dichiarazione di successione, per la trasmissione dei beni in possesso del defunto agli stessi eredi, mentre in caso di rinuncia all’eredità bisogna farne esplicita dichiarazione. Ma non tutti i debiti sono trasmissibili agli eredi pur se si accetta l’eredità. 

  • Quando multe e cartelle non devono essere pagate dagli eredi pur se accettano l’eredità
  • Quali sono i debiti che si trasmettono accettando l’eredità

Quando multe e cartelle non devono essere pagate dagli eredi pur se accettano l’eredità

I debiti ereditari si riferiscono a tutti i debiti non risolti del defunto al momento del suo decesso. Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, la morte del decuius durante una causa ancora in corso determina la non trasmissibilità delle sanzioni agli eredi. 

Secondo la Cassazione, se nel corso di una causa relativa all’impugnativa di un atto di irrogazione di sanzioni, l’interessato decede e nella causa intervengono gli eredi del de cuius, la sanzione irrogata non è trasmissibile agli eredi. Il decesso del contribuente fa venire meno, infatti, la pretesa erariale che viene così cancellata. 

La legge prevede, infatti, che il credito erariale derivante da una violazione delle leggi tributarie si estingue con la morte del responsabile della violazione. Ora anche la Corte di Cassazione si è pronunciata affermando che il decesso del contribuente determina la cancellazione della trasmissibilità del debito agli eredi. 

Non sono, in generale, trasmissibili agli eredi che accettano l’eredità le seguenti tipologie di debiti del de cuius:

  • insolvenze prescritte, cioè se un creditore non ha presentato una richiesta formale di pagamento entro un certo periodo, il debito potrebbe essere caduto in prescrizione;
  • obbligazioni pubbliche, cioè pagamenti dovuti a Inps, Inail, imposte dovute all'Agenzia delle Entrate, al Comune, alla Provincia e alla Regione;
  • sanzioni fiscali e amministrative, per cui le multe e le sanzioni fiscali non devono essere pagate dagli eredi che accettano l’eredità;
  • sanzioni penali e debiti da gioco e scommesse;
  • obbligazioni di alimenti.

Dunque, non ricadono mai sugli eredi i debiti contratti dal defunto parente caduti in prescrizione, ma anche multe, cartelle, pene pecuniarie, per cui sono ancora in corso procedimenti al momento della morte del contribuente.

Quali sono i debiti che si trasmettono accettando l’eredità

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, i debiti che un defunto ha contratto e non pagato e che si trasmettono agli eredi che accettano l’eredità sono i seguenti:

  • le fatture scadute intestate al defunto prima della sua morte;
  • cartelle esattoriali già emesse;
  • le spese condominiali arretrate;
  • prestiti e i mutui sottoscritti dal defunto.
  • tasse e sanzioni pendenti relative al periodo in cui il titolare era ancora in vita;
  • le garanzie bancarie.