Lo stress legato all'ambiente lavorativo rappresenta una condizione sempre più diffusa tra i lavoratori italiani, con ripercussioni significative sulla salute fisica e mentale. La pressione costante, i ritmi serrati e le eccessive richieste possono trasformare quello che dovrebbe essere un normale livello di tensione in una vera e propria patologia professionale. Ma in quali circostanze questa condizione viene effettivamente riconosciuta come malattia professionale dall'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro?
La tensione psicofisica derivante dall'attività lavorativa rientra effettivamente tra le patologie riconosciute dall'INAIL, ma con criteri specifici e differenziazioni importanti. L'affaticamento mentale e la pressione psicologica in ambito professionale possono essere qualificati come malattia professionale quando esiste un nesso causale diretto tra l'ambiente di lavoro e il disturbo manifestato.
Le normative attuali prevedono un sistema di valutazione basato sul grado di invalidità certificato:
È importante sottolineare che il riconoscimento non è automatico: occorre dimostrare che la patologia sia direttamente collegabile alle condizioni lavorative e non a fattori esterni o personali.
Lo stress sul lavoro non deriva da una singola causa, ma piuttosto da un insieme di fattori che possono variare significativamente da persona a persona. Secondo le ricerche più recenti, la combinazione di elevate esigenze lavorative e un basso livello di controllo sul proprio operato rappresenta uno dei principali meccanismi scatenanti.
Tra le situazioni più frequentemente associate allo sviluppo di patologie da stress professionale troviamo:
La risposta dell'organismo a queste condizioni può manifestarsi attraverso sintomi sia fisici che psicologici, tra cui:
Per il 2025, l'INAIL ha aggiornato i criteri di valutazione per il riconoscimento dello stress lavoro-correlato come malattia professionale. Affinché un lavoratore possa ottenere tale riconoscimento, è necessario soddisfare specifici requisiti:
È fondamentale che il lavoratore presenti la domanda di riconoscimento entro il termine prescrizionale di 3 anni e 150 giorni dalla data in cui ha avuto conoscenza dell'origine professionale della malattia, allegando tutta la documentazione medica e lavorativa a supporto.
La procedura per denunciare una malattia professionale da stress presso l'INAIL prevede questi passaggi:
Nel 2025, l'INAIL ha semplificato la procedura di denuncia introducendo un sistema telematico più efficiente per la trasmissione della documentazione e il monitoraggio dello stato della pratica.
La giurisprudenza recente ha visto un incremento dei casi di riconoscimento dello stress lavoro-correlato come malattia professionale. Ecco alcune tipologie di situazioni che hanno ottenuto esito positivo:
Ho seguito personalmente il caso di una responsabile amministrativa di 45 anni che, dopo aver subito per anni crescenti pressioni lavorative e una progressiva erosione della sua autonomia decisionale, ha sviluppato una sindrome ansioso-depressiva. Dopo un percorso diagnostico accurato e la raccolta di documentazione dettagliata sulle condizioni lavorative, l'INAIL ha riconosciuto la natura professionale della patologia, assegnando un grado di invalidità del 18% con conseguente indennizzo sia per il danno biologico che patrimoniale.
La normativa italiana, in linea con le direttive europee, prevede l'obbligo per i datori di lavoro di valutare e gestire i rischi legati allo stress lavoro-correlato. Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) dedica particolare attenzione a questo aspetto, richiedendo una valutazione specifica all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Esistono diverse strategie efficaci per prevenire e gestire lo stress professionale:
Secondo le previsioni per il 2025, le aziende che implementeranno programmi strutturati di prevenzione dello stress lavoro-correlato potranno beneficiare di una riduzione del tasso di assenze per malattia fino al 30% e di un incremento della produttività stimato intorno al 20%.
L'incidenza e il riconoscimento delle patologie da stress variano significativamente tra i diversi settori lavorativi. Le analisi condotte dall'INAIL evidenziano alcune aree particolarmente critiche:
| Settore | Fattori di rischio prevalenti | Tasso di riconoscimento |
| Sanità | Carico emotivo, turni, responsabilità | Alto |
| Istruzione | Relazioni complesse, carico burocratico | Medio-alto |
| Trasporti | Orari irregolari, responsabilità, isolamento | Medio |
| Finanza/Banche | Pressione commerciale, obiettivi, relazioni | Medio |
| Manifatturiero | Ritmi, monotonia, condizioni ambientali | Medio-basso |
| Commercio | Relazione con clienti, orari, pressioni | Basso |
Le previsioni per il 2025 indicano un probabile aumento delle denunce nei settori tecnologici e dei servizi digitali, dove fattori come la connessione costante, la difficoltà di separare vita lavorativa e personale e l'accelerazione dei ritmi produttivi stanno creando nuove forme di pressione psicologica sui lavoratori.
Il costo economico e sociale delle patologie da stress lavoro-correlato è considerevole. Secondo le stime più recenti dell'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro:
Le proiezioni per il 2025 indicano un possibile incremento di questi costi del 15-20% se non verranno implementate efficaci strategie di prevenzione a livello aziendale e sistemico.
Al contempo, le aziende che hanno investito in programmi strutturati di gestione dello stress hanno registrato benefici significativi in termini di riduzione del turnover (fino al 25%), aumento della produttività (15-20%) e miglioramento del clima aziendale.