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Quando lo stress è riconosciuto come malattia sul lavoro da Inail? I motivi e casi aggiornati al 2025

Lo stress può avere un impatto a lungo termine sulla salute fisica con concrete possibilità di ammalarsi o di subire un peggioramento della salute. Cosa prevede l'Inail?

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Quando lo stress è riconosciuto come mal

Lo stress legato all'ambiente lavorativo rappresenta una condizione sempre più diffusa tra i lavoratori italiani, con ripercussioni significative sulla salute fisica e mentale. La pressione costante, i ritmi serrati e le eccessive richieste possono trasformare quello che dovrebbe essere un normale livello di tensione in una vera e propria patologia professionale. Ma in quali circostanze questa condizione viene effettivamente riconosciuta come malattia professionale dall'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro?

Lo stress lavoro-correlato come malattia professionale

La tensione psicofisica derivante dall'attività lavorativa rientra effettivamente tra le patologie riconosciute dall'INAIL, ma con criteri specifici e differenziazioni importanti. L'affaticamento mentale e la pressione psicologica in ambito professionale possono essere qualificati come malattia professionale quando esiste un nesso causale diretto tra l'ambiente di lavoro e il disturbo manifestato.

Le normative attuali prevedono un sistema di valutazione basato sul grado di invalidità certificato:

  • Con un grado inferiore al 6%, non è previsto alcun indennizzo
  • Con un grado compreso tra il 6% e il 15%, il lavoratore ha diritto all'indennizzo esclusivamente per il danno biologico
  • Con un grado dal 16% al 100%, scatta il risarcimento sia per il danno biologico che per le conseguenze patrimoniali derivanti

È importante sottolineare che il riconoscimento non è automatico: occorre dimostrare che la patologia sia direttamente collegabile alle condizioni lavorative e non a fattori esterni o personali.

Cause e manifestazioni dello stress professionale

Lo stress sul lavoro non deriva da una singola causa, ma piuttosto da un insieme di fattori che possono variare significativamente da persona a persona. Secondo le ricerche più recenti, la combinazione di elevate esigenze lavorative e un basso livello di controllo sul proprio operato rappresenta uno dei principali meccanismi scatenanti.

Tra le situazioni più frequentemente associate allo sviluppo di patologie da stress professionale troviamo:

  • Sovraccarico di lavoro e ritmi insostenibili
  • Tempi inadeguati per completare le mansioni assegnate
  • Carenza di formazione o preparazione rispetto ai compiti richiesti
  • Isolamento sociale nell'ambiente lavorativo
  • Conflittualità con colleghi o superiori
  • Incertezza lavorativa e precarietà contrattuale
  • Mancanza di riconoscimento professionale
  • Ambiente fisico inadeguato (rumore, scarsa illuminazione, spazi ristretti)

La risposta dell'organismo a queste condizioni può manifestarsi attraverso sintomi sia fisici che psicologici, tra cui:

  • Cefalee e tensioni muscolari
  • Alterazioni cardiovascolari (tachicardia, ipertensione)
  • Disturbi digestivi e gastrointestinali
  • Indebolimento del sistema immunitario
  • Alterazioni metaboliche (aumento del colesterolo)
  • Ansia e irritabilità
  • Difficoltà di concentrazione
  • Disturbi del sonno
  • Calo della produttività

Requisiti per il riconoscimento INAIL nel 2025

Per il 2025, l'INAIL ha aggiornato i criteri di valutazione per il riconoscimento dello stress lavoro-correlato come malattia professionale. Affinché un lavoratore possa ottenere tale riconoscimento, è necessario soddisfare specifici requisiti:

  1. Diagnosi medica specialistica che attesti la presenza di un disturbo psicofisico (come sindrome ansioso-depressiva, burnout, disturbo dell'adattamento)
  2. Documentazione dettagliata delle condizioni lavorative stressogene
  3. Nesso causale dimostrabile tra l'ambiente di lavoro e la patologia
  4. Esclusione di fattori esterni significativi che possano aver contribuito in maniera determinante allo sviluppo del disturbo

È fondamentale che il lavoratore presenti la domanda di riconoscimento entro il termine prescrizionale di 3 anni e 150 giorni dalla data in cui ha avuto conoscenza dell'origine professionale della malattia, allegando tutta la documentazione medica e lavorativa a supporto.

Procedura di denuncia aggiornata per il 2025

La procedura per denunciare una malattia professionale da stress presso l'INAIL prevede questi passaggi:

  1. Recarsi dal proprio medico curante per ottenere un certificato medico che attesti la patologia
  2. Presentare il certificato al datore di lavoro entro 15 giorni
  3. Il datore di lavoro deve trasmettere all'INAIL la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni
  4. L'INAIL avvia l'istruttoria per verificare il nesso causale tra patologia e attività lavorativa
  5. Viene stabilito l'eventuale grado di invalidità e il relativo indennizzo

Nel 2025, l'INAIL ha semplificato la procedura di denuncia introducendo un sistema telematico più efficiente per la trasmissione della documentazione e il monitoraggio dello stato della pratica.

Casi concreti riconosciuti dall'INAIL

La giurisprudenza recente ha visto un incremento dei casi di riconoscimento dello stress lavoro-correlato come malattia professionale. Ecco alcune tipologie di situazioni che hanno ottenuto esito positivo:

  • Settore sanitario: infermieri e medici sottoposti a turni estenuanti e continuo contatto con situazioni ad alto impatto emotivo
  • Settore customer care: operatori di call center esposti a continue pressioni per raggiungere obiettivi commerciali e gestire clienti problematici
  • Settore finanziario: impiegati bancari sottoposti a stress da risultato e pressioni commerciali
  • Pubblica amministrazione: dipendenti pubblici vittime di mobbing o vessazioni sul posto di lavoro
  • Settore produttivo: operai sottoposti a ritmi di lavoro insostenibili o condizioni ambientali inadeguate

Ho seguito personalmente il caso di una responsabile amministrativa di 45 anni che, dopo aver subito per anni crescenti pressioni lavorative e una progressiva erosione della sua autonomia decisionale, ha sviluppato una sindrome ansioso-depressiva. Dopo un percorso diagnostico accurato e la raccolta di documentazione dettagliata sulle condizioni lavorative, l'INAIL ha riconosciuto la natura professionale della patologia, assegnando un grado di invalidità del 18% con conseguente indennizzo sia per il danno biologico che patrimoniale.

Prevenzione e gestione dello stress sul lavoro

La normativa italiana, in linea con le direttive europee, prevede l'obbligo per i datori di lavoro di valutare e gestire i rischi legati allo stress lavoro-correlato. Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) dedica particolare attenzione a questo aspetto, richiedendo una valutazione specifica all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Esistono diverse strategie efficaci per prevenire e gestire lo stress professionale:

Interventi a livello organizzativo

  • Progettazione ergonomica del lavoro e degli ambienti
  • Distribuzione equilibrata dei carichi di lavoro
  • Definizione chiara di ruoli e responsabilità
  • Coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali
  • Programmi di formazione e sviluppo professionale
  • Politiche di conciliazione vita-lavoro

Interventi a livello individuale

  • Formazione specifica sulla gestione dello stress
  • Supporto psicologico e counseling
  • Tecniche di rilassamento e mindfulness
  • Promozione di stili di vita salutari
  • Creazione di spazi di decompressione negli ambienti di lavoro

Secondo le previsioni per il 2025, le aziende che implementeranno programmi strutturati di prevenzione dello stress lavoro-correlato potranno beneficiare di una riduzione del tasso di assenze per malattia fino al 30% e di un incremento della produttività stimato intorno al 20%.

Differenze tra settori lavorativi

L'incidenza e il riconoscimento delle patologie da stress variano significativamente tra i diversi settori lavorativi. Le analisi condotte dall'INAIL evidenziano alcune aree particolarmente critiche:

Settore Fattori di rischio prevalenti Tasso di riconoscimento
Sanità Carico emotivo, turni, responsabilità Alto
Istruzione Relazioni complesse, carico burocratico Medio-alto
Trasporti Orari irregolari, responsabilità, isolamento Medio
Finanza/Banche Pressione commerciale, obiettivi, relazioni Medio
Manifatturiero Ritmi, monotonia, condizioni ambientali Medio-basso
Commercio Relazione con clienti, orari, pressioni Basso

Le previsioni per il 2025 indicano un probabile aumento delle denunce nei settori tecnologici e dei servizi digitali, dove fattori come la connessione costante, la difficoltà di separare vita lavorativa e personale e l'accelerazione dei ritmi produttivi stanno creando nuove forme di pressione psicologica sui lavoratori.

Impatto economico e sociale delle patologie da stress

Il costo economico e sociale delle patologie da stress lavoro-correlato è considerevole. Secondo le stime più recenti dell'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro:

  • Le aziende italiane perdono annualmente circa 3,2 miliardi di euro a causa dell'assenteismo legato allo stress
  • Si registrano oltre 11 milioni di giornate lavorative perse all'anno
  • Il costo sanitario per la cura delle patologie stress-correlate supera i 4 miliardi di euro annui

Le proiezioni per il 2025 indicano un possibile incremento di questi costi del 15-20% se non verranno implementate efficaci strategie di prevenzione a livello aziendale e sistemico.

Al contempo, le aziende che hanno investito in programmi strutturati di gestione dello stress hanno registrato benefici significativi in termini di riduzione del turnover (fino al 25%), aumento della produttività (15-20%) e miglioramento del clima aziendale.

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