Quanti turni di notte si possono fare consecutivi secondo CCNL nazionali 2021 e leggi

Quanti turni di notte si possono fare consecutivi secondo CCNL nazionali 2021 e leggi

Quanti turni di notte si possono fare co

Turni di notte, quanti se ne possono fare di seguito?

La normativa generale sul lavoro non fissa un numero massimo di turni sul lavoro notturno. Stabilisce invece un altro principio ovvero quello del riposo minimo che deve essere concesso al dipendente di almeno 11 di consecutive tra un turno di lavoro e l'altro.

Non è solo una questione legata all'aumento della produttività perché in alcuni casi il ricorso ai turni di notte è fondamentale per assicurare la continuità del servizio. I casi sono realmente numerosi: pensiamo ad esempio agli infermieri o al personale medico negli ospedale oppure agli addetti alla sorveglianza.

Anche parte del personale degli alberghi è chiamato ad assicurare continuità nel servizio, così come le forze dell'ordine.

Ma potremmo ricordare anche quegli esercizi commerciali legati al settore alimentare oppure al comparto della distruzione (ad esempio dei giornali o degli stessi prodotti alimentari), attivo di notte affinché al mattino successivo gli utenti possano trovare i prodotti di cui hanno bisogno. E che dire dei pescatori?

Insomma, sono molti i lavoratori impegnati in turni di notte e adesso vogliamo sapere quanti turni di notte si possono fare consecutivi. Approfondiamo in questo articolo

  • Turni di notte, quanti se ne possono fare di seguito
  • I turni di notte secondo i Ccnl 2021

Turni di notte, quanti se ne possono fare di seguito

Quando si parla di turni di notte occorre fare una differenza tra lavoratori abituali e occasionali, utile per sapere in che modo la normativa disciplina la materia. I primi sono adibiti in forma normale al lavoro notturno mentre i secondo prestano l'attività in maniera sporadica quando c'è necessità da parte del datore di lavoro.

Fissato questo primo punto occorre chiarirne un altro ovvero cosa è il periodo notturno di lavoro. Ad aver definito contorni notti ci hanno pensato anche le sentenze dei tribunali chiamati nel tempo a risolvere controversie.

Sono due le circostanze: il lavoratore deve avere svolto almeno tre ore di lavoro giornaliero normale oppure almeno 3 ore di lavoro di notte per almeno 80 giorni lavorativi all'anno. La normativa generale sul lavoro non fissa un numero massimo di turni sul lavoro notturno.

Stabilisce invece un altro principio ovvero quello del riposo minimo che deve essere concesso al dipendente di almeno 11 di consecutive tra un turno di lavoro e l'altro. In questo contesto si ricorda anche una importante direttiva europea, fatta propria dall'Italia, secondo cui l'orario di lavoro dei lavoratori notturni non deve superare le 8 ore in media per un periodo di 24 ore.

Si ricorda infatti che il turno di notte è generalmente compreso nella fascia oraria dalle 24 alle 5 del mattino. In tutti i casi, i turni di notte trovano nella contrattazione collettiva nazionale di lavoro una maggiore remunerazione per compensare le modalità della prestazione e i conseguenti disagi che ne derivano.

I turni di notte secondo i Ccnl 2021

Al di là delle specificità contenute nei singoli Ccnl (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), non tutti i lavoratori possono svolgere i turni di notte.

Al di là dell'indispensabilità di ottenere l'idoneità da parte del medico competente o di una struttura sanitaria pubblica, semaforo rosso per il genitore unico affidatario di un figlio convivente minore di 12 anni e le donne dal momento di accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno del bambino o della bambina.

Ma anche per la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia e non oltre il dodicesimo anno di età e la lavoratrice madre di un figlio sotto ai 3 anni di età. E infine anche per i minorenni e i lavoratori con persona disabile a carico.

Nella definizione dei turni di notte occorre tenere conto della durata dei turni in particolari condizioni di lavoro, del numero delle notti consecutive di lavoro notturno, di frequenza e velocità delle rotazioni dei turni. Ma anche di regolarità e prevedibilità del turno, presenza di turni nel fine settimana, orario di inizio e fine dei turni, orario prolungato e straordinario, lunghezza del turno lavorativo e gestione delle squadre di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il