Orari turni di notte, quando inizia e finisce lavoro notturno

Lavorare di notte significa mettere in discussione i ritmi quotidiani e di conseguenza l'introduzione di questa formula deve essere preceduta da un accordo su inizio e fine lavoro notturno.

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C'è anche l'orario notturno tra le materie disciplinate nei minimi particolari dalla normativa sul lavoro in vigore. Ci riferiamo in particolare all'inizio e alla fine del lavoro notturno.

Sono i contratti collettivi (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) a fissare i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall'obbligo di effettuare lavoro notturno. E allo stesso tempo, insieme alle leggi generali, stabiliscono tutti i casi in cui è vietato.

Lavorare di notte significa mettere in discussione i ritmi quotidiani e di conseguenza l'introduzione di questa formula deve essere preceduta dalla consultazione delle rappresentanze dei lavoratori in azienda aderenti alle organizzazioni firmatarie del contratto collettivo applicato dall'impresa, naturalmente se esistenti.

In caso contrario occorre raggiungere l'accordo con le organizzazioni territoriali dei lavoratori. Vediamo adesso

  • Quando inizia e finisce lavoro notturno
  • Orari turni di notte e norme in vigore

Quando inizia e finisce lavoro notturno

Le norme generali stabiliscono che per parlare di lavoro notturno, l'attività deve essere prestata di notte per almeno 3 ore per un minimo di 80 giorni all'anno. A fare la differenze sono gli orari: per lavoro notturno si intende quello svolto per almeno 7 ore consecutive tra le 24 e le 5 del mattino.

Al netto delle particolarità eventualmente contenute nei vari Ccnl, l'orario del lavoro notturno non deve essere maggiore di 8 ore in media nelle 24 ore. Possono comunque essere previste eccezioni per periodo di riferimenti ben precisi, ma sempre nel rispetto di una disposizione ben precisa: la fascia temporale del lavoro di notte può essere aumentata ma non ridotta.

Essendo una questione piuttosto delicata poiché il lavoro notturno comporta un'organizzazione personale della vita che va in controtendenza rispetto ai ritmi comuni, la contrattazione collettiva ricopre un ruolo centrale nella definizione delle riduzioni dell'orario di lavoro e della retribuzione per i lavoratori notturni.

Strettamente legato a questo aspetto c'è quello dei controlli e non si tratta di un dettaglio di poco conto poiché il datore di lavoro che non rispetta le necessarie prescrizioni va incontro a una multa da 1.549 euro a 4.131 euro oltre all'arresto da 3 a 6 mesi.

Nel caso in cui le condizioni di salute comportano la non idoneità al lavoro notturno, il dipendente deve essere assegnato al lavoro diurno.

Per comprendere ancora meglio la posizione peculiare dei lavoratori notturni, basti ricordare che la legislazione riconosce come usurante l'impiego negli orari tra le 24 e le 5 del mattino. Tradotto in termini pratici significa la possibilità di andare in pensione prima rispetto ai lavoratori impiegati nelle ore diurne.

Orari turni di notte e norme in vigore

Le norme in vigore sui turni di notte disciplinano anche la valutazione dello stato di salute dei lavoratori. Più esattamente sono previsti controlli preventivi e periodici sulla base del rischio a cui è esposto il lavoratore notturno.

A proposito di particolarità e riconoscimenti assegnati ai dipendenti che svolgono le proprie funzioni per almeno 7 ore consecutive tra le 24 e le 5 del mattino, lo stipendio corrisposto è maggiore rispetto a quello dei colleghi che lavorano di giorno.

Non c'è però un importo o una percentuale fissi e occorre sempre leggere con attenzione il contratto collettivo nazionale di lavoro di appartenenza. Un'altra questione di fondamentale importanza riguarda chi può chiedere l'esonero dal lavoro dai turni di notte.

Semaforo rosso per i lavoratori che hanno a proprio carico una persona disabile. Stessa cosa per il lavoratore che è il solo genitore affidatario di un figlio convivente fino a 12 anni. Nessun lavoro notturno anche per la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni o in alternativa il lavoratore padre convivente.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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