Quanto costa aumento netto di stipendio tra 50-150 euro al mese ad azienda al lordo nel 2022

Anche un piccolo aumento di stipendio può incidere in maniera decisa sul costo complessivo che l'azienda deve affrontare. Ecco le stime.

Quanto costa aumento netto di stipendio

Aumento netto di stipendio di 50-150 euro al mese, quanto costa?

Tenendo conto delle tasse e dei contributi previdenziali, un aumento netto di stipendio tra 50 e 150 euro al mese può costare a una azienda al lordo mediamente tra 90 e 280 euro al mese.

Si fa presto a chiedere un aumento al datore di lavoro perché la cifra complessiva non è di certo quella che finisce in busta paga e che viene bonificata alla fine del mese. Il datore di lavoro deve infatti aggiungere le imposte da pagare secondo il criterio della progressività.

Allo stesso tempo i contributi previdenziali, anch'essi da calcolare in percentuale rispetto all'aumento dello stipendio. Cerchiamo allora di fare un esempio concreto per capire come impattano le variazioni di stipendio sui conti dell'azienda. Esaminiamo quindi in questo articolo:

  • Aumento netto di stipendio di 50-150 euro al mese, quanto costa

  • Come cambiano gli sgravi con la recente riforma delle tasse 2022

Aumento netto di stipendio di 50-150 euro al mese, quanto costa

Tutte le volte che il datore di lavoro riconosce un aumento di stipendio al dipendente deve mettere in conto una serie di spese aggiuntive. Si tratta in particolare delle tasse, dei contributi previdenziali e di una serie di costi accessori, come ad esempio quelli assicurativi.

A incidere maggiormente sono proprio le imposte da calcolare secondo l'aliquota applicata allo scaglione di reddito.

Di conseguenza, un aumento netto di stipendio di 50-150 euro al mese ha un impatto differente proprio in base allo stipendio di partenza del lavoratore. Il quadro è il seguente:

  • Irpef al 23% di imponibile per reddito complessivo su base annua fino a 15.000 euro (da dichiarare con il modello 730 per i lavoratori dipendenti): 23% del reddito (Irpef lorda annuale dovuta dal lavoratore dipendente ma pagata direttamente dal sostituto d'imposta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco)

  • Irpef al 27% di imponibile per redditi complessivi su base annua da 15001 a 28.000 euro (da dichiarare con il modello 730 per i lavoratori dipendenti): 3.450 euro +27% aggiuntivo sulla parte oltre i 15.000 euro (Irpef lorda annuale dovuta dal lavoratore dipendente ma pagata direttamente dal sostituto d'imposta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco)

  • Irpef al 38% di imponibile per redditi complessivi su base annua da 28.001 a 55.000 euro (da dichiarare con il modello 730 per i lavoratori dipendenti): 6.960 euro +38% aggiuntivo sulla parte oltre i 28.000 euro (Irpef lorda annuale dovuta dal lavoratore dipendente ma pagata direttamente dal sostituto d'imposta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco)

  • Irpef al 41% di imponibile per redditi complessivi su base annua da 55.001 a 75.000 euro (da dichiarare con il modello 730 per i lavoratori dipendenti): 17.220 euro +41% aggiuntivo sulla parte oltre i 55.000 euro (Irpef lorda annuale dovuta dal lavoratore dipendente ma pagata direttamente dal sostituto d'imposta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco)

  • Irpef al 43% di imponibile per redditi complessivi su base annua oltre 75.000 (da dichiarare con il modello 730 per i lavoratori dipendenti): 25.420 euro + 43% aggiuntivo sulla parte oltre i 75.000 euro (Irpef lorda annuale dovuta dal lavoratore dipendente ma pagata direttamente dal sostituto d'imposta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni individuati dal fisco)

Tenendo conto di questo schema piuttosto articolato, un aumento netto di stipendio tra 50 e 150 euro al mese può costare a una azienda al lordo mediamente tra 90 e 280 euro al mese.

Come cambiano gli sgravi con la recente riforma delle tasse 2022

Quando si parla di aumenti di stipendio c'è anche un'altra variabile da tenere in considerazione. Gli sgravi di importo maggiore vengono percepiti dai redditi superiori ai 35.000 euro, successivamente crescono fino a raggiungere il massimo tra 40.000 a 50.000 euro, quindi decrescono progressivamente nelle fasce più elevate.

I redditi da lavoro dipendente inferiori a 35.000 euro, però, beneficiano anche di sgravi contributivi che si sommano a quelli fiscali. Inoltre continuano a fruire degli sgravi delle due manovre precedenti, bonus Renzi e riduzione del cuneo fiscale cumulando un vantaggio almeno doppio da quello ricevuto dai redditi più elevati.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il