Quanto deve fatturare una partita iva forfettaria per guadagnare 2mila euro netti al mese nel 2022

Per accedere al regime forfettario ovvero aver percepito nell'anno precedente compensi non superiori a 65.000 euro.

Quanto deve fatturare una partita iva fo

Guadagnare 2mila euro netti al mese con il forfettario, quanto fatturare?

Al netto di eventuale costi di gestione della partita Iva, ad esempio quelli legati al commercialista, per guadagnare 2.000 euro netti al mese, una partita iva forfettaria dovrebbe fatturare circa 3.500 euro.

Il regime forfettario non prevede una scadenza legata al numero di anni di attività o al raggiungimento di un'età anagrafica. Si tratta di una comoda facilitazione, tenendo conto che, a differenza del regime ordinario, questa opzione per partite Iva consente di abbattere i costi fiscali.

A patto naturalmente di accettare di limitare i propri ricavi. Approfondiamo allora alcuni aspetti:

  • Guadagnare 2mila euro netti al mese con il forfettario, quanto fatturare

  • Regime forfettario, a cosa bisogna prestare attenzione

Guadagnare 2mila euro netti al mese con il forfettario, quanto fatturare

Per effettuare il calcolo delle tasse da pagare con il regime forfettario e dunque capire qual è il fatturato da raggiungere per guadagnare 2.000 euro netti al mese occorre innanzitutto comprendere che il reddito imponibile è determinato applicando un coefficiente di redditività all’ammontare dei compensi percepiti. Nel 2022 sono in vigore:

  • Industrie alimentari e delle bevande (Codice Ateco 10, 11): coefficiente di redditività al 40%

  • Commercio all'ingrosso e al dettaglio (Codice Ateco 45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.9): coefficiente di redditività al 40%

  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (Codice Ateco 47.81): coefficiente di redditività al 40%

  • Commercio ambulante di altri prodotti (Codice Ateco 47.82, 47.8): coefficiente di redditività al 54%

  • Costruzioni e attività immobiliari (Codice Ateco 41, 42, 43, 68): coefficiente di redditività pari a 86%

  • Intermediari del commercio (Codice Ateco 46.1): coefficiente di redditività al 62%

  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (Codice Ateco 55, 56): coefficiente di redditività al 40%

  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (Codice Ateco 64, 65, 66, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 85, 86, 87, 88): coefficiente di redditività al 78%

  • Altre attività economiche (Codice Ateco da 1 a 9, da 12 a 33, da 35 a 39, 49, 50, 51, 52, 53, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 84, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99): coefficiente di redditività al 67%.

Dopodiché si applica l'imposta sostitutiva del 15% con il divieto di detrarre le spese sostenute per l'esercizio della propria attività. Sebbene non sia prevista l'applicazione dell'Iva ed è applicato l'esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili così come dell'obbligo di emettere le fatture in formato elettronico (a meno che non siano nei confronti della pubblica amministrazione), occorre mettere in conto il pagamento individuale delle quote di contribuzione previdenziale, variabili sulla basse della cassa o dell'istituto di previdenza.

Sulla base di questa situazione e al netto di eventuale costi di gestione della partita Iva, ad esempio quelli legati al commercialista, per guadagnare 2.000 euro netti al mese, una partita iva forfettaria dovrebbe fatturare circa 3.500 euro.

Regime forfettario, a cosa bisogna prestare attenzione

In tutti i casi ricordiamo che per accedere al regime forfettario ovvero aver percepito nell'anno precedente compensi non superiori a 65.000 euro, da calcolare secondo il criterio di cassa. Il superamento della soglia determina la fuoriuscita dall'esercizio successivo.

Allo stesso tempo, le spese per lavoro dipendente, accessorio, co.co.co devono essere inferiori a 20.000 euro lordi. L'attività da partita Iva non deve costituire mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni.

Ricordiamo quindi come sia possibile fruire dell'aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività nel caso in cui il lavoratore non abbia esercitato nei 3 anni precedenti un'altra attività professionale o di impresa, anche in forma associata o familiare. Sussistono poi alcune condizioni che impediscono l'accesso al regime forfettario, come la partecipazione in società di persone o associazioni o imprese familiari.

Stessa cosa nel caso di controllo diretto o indiretto, di società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il