Sfratto casa categorie protette, quando e come può avvenire. Tutti i casi

Quali sono le categorie considerate protette per lo sfratto e cosa prevedono le tutele e agevolazioni: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Sfratto casa categorie protette, quando e come può avvenire. Tutti i casi

Quando può avvenire lo sfratto per categorie protette?

Lo sfratto per categorie protette può accadere in due casi: per morosità o per fine contratto locazione. Ma le categorie protette per sfratto non coincidono sempre con le categorie protette definite dalla legge.

 

Quando si parla di categorie protette si fa sempre riferimento a categorie di persone svantaggiate che hanno dei problemi, e non solo da un punto di vista di salute. Le categorie protette sono stabilite dalla legge e comprendono determinate persone ma quando si tratta di sfratto cambiano coloro che rientrano nelle cosiddette categorie protette? Quali sono le categorie protette considerate per lo sfratto?

Chi sono le categorie considerate protette?

Sono considerate solitamente categorie protette le persone considerate svantaggiate per determinati motivi che non solo esclusivamente di salute. Rientrano nelle categorie protette:

  1. invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio;
  2. invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  3. persone in età lavorativa, affette da invalidità fisica o psichica o portatori di handicap intellettivo con ridotta capacità lavorativa superiore al 45%;
  4. non vedenti, colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi;
  5. sordomuti, colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;
  6. vittime di terrorismo e criminalità organizzata.

In riferimento alla procedura di sfratto, le categorie protette non coincidono con le categorie protette appena citate ma sono considerate categorie protette nello sfratto per morosità tutti coloro che non hanno pagato il canone di locazione per motivi non dipendenti dalla loro volontà, e nello sfratto per finita locazione sono considerate categorie protette le persone anziane o malate, disoccupati o coloro che sono in attesa di assegnazione di una casa popolare.

Sfratto per categorie protette: quando può accadere

Lo sfratto per categorie protette può accadere per morosità o per fine contratto di locazione. Solitamente la procedura di sfratto per morosità non prevede eccezioni e anche quando si parla di famiglie con minorenni o disabili si può procedere allo sfratto senza alcuna attenzione particolare, se non quella di rendere esecutivo il provvedimento solo quando le famiglie con disabili o minori trovano un’altra abitazione che soddisfi i requisiti necessari alla vita dignitosa di minori e disabili.

Nelle categorie protette per sfratto rientrare coloro che non solo hanno problemi di salute, ma si trovano costretti a vivere in condizioni economiche decisamente difficili per motivi non dipendenti dalla loro stessa volontà. Non solo e necessariamente chi fa parte delle categorie protette rientra nelle categorie protette per sfratto e non obbligatoriamente chi rientra nella tradizionale definizione di categoria protetta lo è anche per lo sfratto.

Per lo sfratto per morosità, che interessa la categoria protetta di chi non ha pagato il canone di locazione per motivi non dipendenti dalla propria volontà ma perché versa in cattive condizioni economiche derivanti anche da patologie, sono previsti tempi maggiori per regolarizzare i pagamenti, fino a 120 giorni dall’udienza. Ma si tratta di un tempo valido solo se l’inquilino dimostra di essere moroso per cause a lui non imputabili.

Anche per lo sfratto per finita locazione, è previsto un tempo maggiore rispetto a quanto stabilito per un periodo che va da nove fino a diciotto mesi ma solo se si tratta di persone anziane over 65; famiglie numerose con cinque o più figli a carico; di iscritti nelle liste di mobilità; assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica ovvero di ente previdenziale o assicurativo; percepiscono un trattamento di disoccupazione o di integrazione salariale; chi attende un alloggio cooperativo in costruzione; o nel caso in cui il debitore o uno dei componenti del nucleo familiare, convivente con lui da almeno sei mesi, sia portatore di handicap o malato terminale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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