Si può pignorare il reddito di cittadinanza se si hanno debiti non pagati. I casi e le leggi 2021

Reddito di cittadinanza pignorabile ma non sempre: cosa prevedono leggi in vigore, orientamenti e chiarimenti

Si può pignorare il reddito di cittadina

Si può pignorare il reddito di cittadinanza se si hanno debiti non pagati?

Le leggi relative al reddito di cittadinanza prevedono che la misura possa essere pignorata in presenza di debiti e in casi specifici. Tuttavia, è stato di recente approvato un emendamento al Decreto Sostegni che ha fatto rientrare il reddito di cittadinanza tra i beni che non possono essere aggrediti dai creditori e ciò significa che, secondo le leggi attuali, il reddito di cittadinanza non si sempre può pignorare se si hanno debiti. 
 

Si può pignorare il reddito di cittadinanza se si hanno debiti non pagati? Sono sempre tanti i cittadini italiani che percepiscono il reddito di cittadinanza, a causa di condizioni economiche in cui sono costretti a vivere decisamente difficili e critiche. Eppure per avere diritto a percepire il reddito di cittadinanza bisogna non solo soddisfare specifici requisiti ma anche rispettare determinate condizioni. Vediamo di seguito qui cosa prevedono le leggi 2021 su pignoramento del reddito di cittadinanza se si hanno debiti pregressi o nuovi nei confronti di creditori.

  • Reddito di cittadinanza si può pignorare se si hanno debiti o no
  • Reddito di cittadinanza regole per evitare decadenza


Reddito di cittadinanza si può pignorare se si hanno debiti o no

Le leggi relative al reddito di cittadinanza prevedono che la misura possa essere pignorata in presenza di debiti. I casi specifici in cui si parla di pignoramento del reddito di cittadinanza sono i seguenti:

  • se il beneficiario del reddito di cittadinanza ha debiti non pagati con creditori;
  • se il beneficiario del reddito di cittadinanza ha debiti con il Fisco 
  • se il beneficiario del reddito di cittadinanza non rispetta il regolare versamento dell’assegno dovuto all’ex coniuge.

A ritenere il reddito di cittadinanza pignorabile è stato il Tribunale di Trani, secondo cui, chiamato ad esprimersi sul caso di una coppia divorziata in cui l’ex marito non versava l’assegno di mantenimento all’ex moglie, ha stabilito che, in virtù della lista dei crediti che non possono essere pignorati tra cui crediti alimentari e sussidi di grazia o di sostentamento a persone povere, il reddito di cittadinanza si può pignorare se deve essere usato per soddisfare i bisogni primari delle persone delle quali il titolare ha l’obbligo di prendersi cura, anche se non fa più parte dello stesso nucleo familiare.

Tuttavia, è stato di recente approvato un emendamento al Decreto Sostegni che ha fatto rientrare il reddito di cittadinanza tra i beni che non possono essere aggrediti dai creditori e ciò significa che, secondo le leggi attuali, il reddito di cittadinanza non si può sempre pignorare se si hanno debiti. 

Per chi ha debiti, dunque, non può scattare il pignoramento del reddito di cittadinanza perché, nascendo come misura di aiuto economico per chi si ritrova in grandi difficoltà economiche, le stesse per cui ha contratto debiti, non può essere pignorato perché verrebbe meno l’obiettivo di sostegno della misura stessa. 

Reddito di cittadinanza regole per evitare decadenza

Per avere il reddito di cittadinanza bisogna soddisfare requisiti specifici ma anche rispettare determinate regole, a partire dalle spese che si possono effettuare, e quelle da evitare, con i soldi del reddito di cittadinanza. 

In particolare, i requisiti da avere sempre per ottenere e mantenere il reddito di cittadinanza sono:

  • avere un Isee al massimo di 9.360 euro;
  • avere un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, oltra ad una eventuale casa di proprietà;
  • avere un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, aumentato di 2mila euro in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10.000 euro, e di 7.500mila euro per i nuclei familiari con componenti con disabilità;    
  • non avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, o navi e imbarcazioni da diporto.
  • obbligo di accettare un’offerta di lavoro se la retribuzione è superiore a 858 euro, cioè il 10% rispetto alla misura massima dei 780 previsti dal reddito di cittadinanza;
  • sostenere solo ed esclusivamente le spese previste che si possono pagare con la carta del reddito di cittadinanza e non usare i soldi in maniera impropria.
     

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il