Vendita terreno agricolo tra privati. Tutta la procedura 2021 da seguire

Diritto di prelazione, documentazione regolare, estratto di mappa, verifiche, rogito dal notaio, pagamento di tasse: come funziona la vendita di un terreno agricolo tra privati

Vendita terreno agricolo tra privati. Tu

Si pagano le tasse sulla vendita di un terreno agricolo tra privati?

La vendita di un terreno agricolo tra privati implica, come per qualsiasi altra vendita di immobili, il pagamento di determinate tasse. Generalmente le tasse per la vendita di un terreno agricolo sono a carico di chi compra il terreno agricolo. Stando, infatti, a quanto previsto dalle norme in vigore, per chi vende un terreno agricolo non è previsto il pagamento di alcuna tassa, mentre chi acquista un terreno agricolo deve pagare le dovute imposte ipotecarie, catastali e di registro. 
 

Essere proprietari di un terreno agricolo ma avere intenzione di venderlo perché ormai non ci si può più dedicare alla sua cura, o aver ereditato un terreno agricolo che non si sa gestire per cui meglio venderlo: possono essere diversi i motivi per cui si decide di vendere un terreno agricolo e la procedura di vendita di questo bene prevede passaggi specifici. Vediamo come funziona la vendita di un terreno agricolo tra privati.

  • Procedura 2021 da seguire per vendita terreno agricolo tra privati
  • Tasse da pagare per vendita terreno agricolo tra privati


Procedura 2021 da seguire per vendita terreno agricolo tra privati

Quando si decide di vendere un terreno agricolo, la prima cosa da fare è accertarsi che non ci siano soggetti con diritto di prelazione, come un eventuale affittuario del terreno coltivatore diretto (anche IAP e società agricole di persone) e in sua mancanza il confinante proprietario coltivatore diretto.

In assenza di soggetti con diritto di prelazione si può procedere alla vendita a privati senza alcun vincolo, seguendo la normale procedura prevista per la vendita di qualsiasi altro immobile o fabbricato, vale a dire facendo visionare il terreno al potenziale acquirente e avendo tutta la documentazione attestante caratteristiche e regolarità del terreno.

In presenza, invece, di soggetti con diritto di prelazione, chi decide di vendere un terreno agricolo deve prima notificare con raccomandata il preliminare e così, entro 30 giorni al ricevimento della raccomandata, chi ha il diritto di prelazione può esercitarlo versando il prezzo nei tre mesi successivi decorrenti dal 30esimo giorno dall’avvenuta notifica del preliminare. Se si supera il termine dei 30 giorni, decade il diritto di prelazione per il soggetto che lo ha.

Se poi chi ha diritto di prelazione per la vendita del terreno agricolo decide di rinunciare al suo acquisto deve riportare per iscritto la rinuncia e sarebbe anche consigliabile fosse presente all’atto di vendita del terreno per fare la rinuncia.

Prima della firma del rogito per la vendita del terreno agricolo tra privati, si deve effettuare la verifica della regolarità catastale e tocca al notaio chiedere al venditore una serie di documenti per verificare che il terreno agricolo sia regolarmente censito in catasto a nome del legittimo proprietario o il titolare del diritto reale, che deve poi rilasciare una dichiarazione in cui attesta che dati catastali e planimetrie presenti al catasto corrispondono allo stato di fatto del terreno.

La vendita di un terreno agricolo tra privati deve comunque concludersi dinanzi ad un notaio che redige l’atto di vendita, allegando tutti i documenti relativi al terreno, come l’estratto di mamma, documento che si ottiene dagli archivi ufficiali degli uffici dell’Agenzia del Territorio, e che è la rappresentazione grafica di una porzione di mappa-disegno di una data parte di territorio comunale, generalmente in scala 1:2000 e in formato A3 o A4,  che riporta le sagome dei terreni e degli eventuali fabbricati sugli stessi edificati e relativi dati catastali.

Inoltre, questo documento permette di visualizzare i confini di particelle e mappali dei terreni e serve per verificare se i dati tecnici comunicati agli uffici dell’Agenzia del territorio sono corretti.

Una volta accertata esistenza e regolarità del terreno, le parti, cioè venditore e acquirente, firmano il rogito che sancisce il definitivo passaggio di proprietà del terreno agricolo. 

Tasse da pagare per vendita terreno agricolo tra privati 

Per la vendita di un terreno agricolo tra privati, così come per ogni altra procedura di compravendita di immobili, è previsto il pagamento di tasse specifiche che sono:

  • Irpef;
  • imposta di bollo;
  • imposta sul reddito se il venditore è una persona fisica o una società semplice in regime di trasparenza fiscale;
  • Ires se il venditore è una società commerciale;
  • imposta di registro, che è del 9% per terreni agricoli e relative pertinenze vendute da privato o impresa a coltivatore diretto o Iap ed è del 15% per terrei agricoli venduti da privato o da impresa ad un soggetto diverso dall'imprenditore agricolo professionale;
  • imposta catastale, che ha un costo di 50 euro;
  • imposta ipotecaria, che ha un costo di 50 euro;
  • spese per le visure catastali, per cui è previsto il pagamento dei tributi speciali catastali, il cui importo dipende da visure in modalità telematica o visure non su base convenzionale.

Generalmente le tasse per la vendita di un terreno agricolo sono a carico di chi compra il terreno agricolo. Stando, infatti, a quanto previsto dalle norme in vigore, per chi vende un terreno agricolo non è previsto il pagamento di alcuna tassa, mentre chi acquista un terreno agricolo deve pagare le dovute imposte ipotecarie, catastali e di registro. 

Tocca al venditore pagare invece le tasse sulla cosiddetta plusvalenza. La vendita di terreni agricoli produce, infatti, una plusvalenza (differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, aumentato con la somma degli altri costi come imposte pagate sull’acquisto, spese notarili per l’atto di acquisto, ecc) le cui tasse devono essere pagate dal venditore del terreno agricolo se il terreno è stato acquistato da meno di cinque anni. In caso contrario, cioè se chi vende il terreno agricolo ne è proprietario da più di cinque anni, non gli spetta nemmeno il pagamento delle imposte sulla plusvalenza. 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il