Exor, holding Agnelli. I guai della cassaforte di famiglia non sono pochi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Exor, holding Agnelli. I guai della cass

Quale destino per Exor, holding Agnelli

La redditività complessiva appare meno solida. Non è forse un caso che nelle ultime sedute in Borsa la situazione tecnica di Exor si sia indebolita.

Quale destino per Exor, una delle principali società d'investimento europee controllata dalla famiglia Agnelli? La domanda è inevitabile alla luce degli sconvolgimenti organizzativi seguiti alla scomparsa del manager italo-canadese Sergio Marchionne. Nonostante siano proprio l'organizzazione e la capacità di tenere saldo il timone nelle tempeste, lo scenario di Milano Finanza apre un importante fronte di discussione: davvero se se Fiat-Chrisler dovesse lasciare il gruppo il volto di Exor subirà un cambiamento aziendale epocale? Finirebbe infatti per svolgere in tutto e per tutto il compito di una holding incaricata di tutelare gli interessi della famiglia Agnelli. Verrebbe insomma sgravata di quella industriale che per forza di casa ha limitato il campo di azione nell'interpretazione del sui ruolo più autentico.

Quale destino per Exor, la holding dalla famiglia Agnelli?

Numeri alla mano, Exor con un Nav (Net asset value) di quasi 24 miliardi di dollari è il risultato di una storia imprenditoriale di oltre un secolo di investimenti in società globali in diversi settori, in Europa e negli Stati Uniti, con un orizzonte temporale di lungo termine. E la domanda posta adesso più di frequente e se e in quale modo John Elkann guiderà adesso il gruppo, anche considerando che l'operazione di integrazione di Fiat Chrysler Automobiles non decolla e che sono in calo i profitti del colosso delle riassicurazioni PartnerRe. In buona sostanza, viene fatto notare, la redditività complessiva appare meno solida. Non è forse un caso che nelle ultime sedute in Borsa la situazione tecnica di Exor si sia indebolita con il titolo sceso al di sotto della soglia di 59 euro.

Confermati i target per l'anno in corso

Al momento della dipartita di Marchionne, John Elkann ha commentato pensando che il miglior modo per onorare la sua memoria sia di far tesoro dell'esempio lasciato ovvero coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Il Consiglio di amministrazione di Fca ha autorizzato il management a sviluppare e implementare un piano per la scissione delle attività di Magneti Marelli. Si riparte allora dall'ultima trimestrale Fca che ha fatto registrare un primo trimestre record: EBIT adjusted in crescita del 5,0% a 1,6 miliardi di euro, margine migliore di 50 pb al 6,0%, utile netto adjusted e utile netto in rialzo rispettivamente del 55% e del 59% a 1,0 miliardi di euro. Indebitamento netto industriale in calo di 1,1 miliardi di euro a 1,3 miliardi di euro.

E ancora: ricavi netti pari a 27,0 miliardi di euro, in calo del 2% a causa dell’impatto negativo dei cambi di conversione; EBIT adjusted pari a 1.611 milioni di euro, in rialzo del 19% a cambi omogenei; margine di Gruppo in miglioramento di 50 pb al 6,0%; utile netto adjusted pari a 1.038 milioni di euro, in aumento del 55%; utile netto in aumento del 59% (+83% a cambi omogenei) a 1.021 milioni di euro, con una riduzione degli oneri finanziari e delle imposte sul reddito.

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