5G, al via all'Aquila prima volta. E Fibra-Adsl in 270 Comuni nuovi ma crescita tariffe ancora per tutti

Per la prima volta una rete 5g è stata attivata in Italia. Capiamo gli usi del 5g e cosa vorrebbero gli italiani da questa tecnologia e poi la diffusione della fibra ottica in Italia nelle città e anche zone difficili non ancora raggiunte

5G, al via all'Aquila prima volta. E

E' in Abruzzo il primo 5G d'Italia: la rete è stata accesa oggi all'Aquila


In ABruzzo, all'Aquila è stata accesa per la prima volta in Italia la prima rete 5G e mentre il 5G continua a svilupparsi anche in altre città si espande anche la fibra ottica e Adsl super veloce in oltre 270 Comuni e zone non raggiunte. Nello stesso tempo, però, sono attesi ulteriori rincari.

Il 5G continua a svilupparsi in modo sostenuto in Italia in questa prima fase dove vi sono al centro test e prove, ma non solo, vista l'accensione della prima rete 5G in Italia nell città dell'Aquila in Abruzzo avvenuta proprio oggi. E c'è anche una interessante ricerca per capire gli sviluppi che potrà avere il 5G e che cosa vogliono gli utenti e cosa dovrà e potrà fare il 5G per avere successo

Rete 5G per la prima volta accesa in una città italiana

All'Acquila per la prima volta in Ialia è stata accesa una intera rete 5G. E' accaduto al Centro innovazione e ricerca creato da Zte, colosso cinese, in collaborazione con l'università dell'Acquila, dove lavoreranno esperti della società insieme a scienziati, ricercatori e studenti dell'ateneo oltre ad imprese e start-up esterne per progetto di reti di comunicazione innovativi.
E il tutto, 1000 metri quadrati di centro di ricerca, è stato inaugurato ufficialmente proprio con il lancio della Rete 5G che ha mostrato tutte le sue potenzialità come uno streaming da 2,3 2,3 Gbit/S

Il 5G Roma e Genova e i desideri degli utenti e cosa potrà fare la rete 

Si aprono nuove prospettive per la città di Roma in seguito all'intesa raggiunta con Ericsson sulla sperimentazione del 5G. La collaborazione non è altro un assaggio dello sviluppo e della sperimentazione di servizi innovativi basati su reti 5G. Oltre alla Capitale, anche Genova ha avviato una fase di prova on la multinazionale svedese. E siccome il 5G non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, è ancora lecito esprimere i desideri su come e cosa si vorrebbe da questa tecnologia.

A farsi da tramite con l'immaginazione degli utenti ci ha pensato la stessa Ericsson con il rapporto Towards a 5G Consumer Future. Ebbene, nella top 6 sono finiti la semplificazione dell'esperienza d'acquisto, l'offerta della percezione di un accesso senza limiti, la considerazione dei GB in eccesso come una valuta, la possibilità di oltrepassare i tradizionali pacchetti dati, l'uso di servizi potenziati dal 5G entro due anni dal lancio, la garanzia di una esperienza di rete reale. Obiettivi raggiungibili?

Rincari ancora attesi operatori adsl e fibra ottica durante l'anno

Se da un parte si sviluppa il 5G, e come vedrmo sotto, oltre 300 città e numerose zone disagiate saranno coperte da adl e fibra ottica, tragli esperti di mercato si prevede un aumento dei costi per l'Adsl anche quest'anno e degli abbonamento telefono+adsl. 
Si pensa che l'aumento potrà essere dell'ordine del 10%, oltre a quello dell'8,6% che già c'era e che è stata mantenuto per le bollette a 28 giorni spalmate a 30 giorni.
Dall'altra parte in una indagine sulla situazione italiana sulle tariffe telefono e ADSL ,SosTariffe.it ha sottolineato come gli aumenti siano costanti anno dopo anno. Entrano allora nel dettaglio, emerge come il prezzo medio mensile delle tariffe ADSL sia passato da 27,9 euro a 36,1 euro con un aumento che sfiora il 30 per cento in meno di due anni. E in parallelo le tariffe più economiche hanno un impatto inferiore del 6,4 per cento, passando da 26,6 euro a 24,9 euro.

Dall'altra parte buone notizie per espansione fibra in tante città, a partire da Roma ma non solo

L’attenzione nei confronti di tutto quello che succede nella Capitale d’Italia è sempre molto alta e non potrebbe essere altrimenti. L’esempio di ‘Spelacchio’, l’albero di natale che tante polemiche e discussioni ha suscitato nel periodo natalizio calza a pennello. Vuoi per motivi strumentali, vuoi perché questo tipo di discussioni fanno parte della normale dialettica politica, di certo la Città Eterna non può non essere al centro del clamore mediatico.

Tra le notizie positive per i cittadini romani c’è sicuramente quella che riguarda la fibra, una rete di comunicazione a banda ultra larga che dovrebbe diventare realtà a Roma entro i prossimi 5 anni. Questo grazie all’accordo, siglato proprio in queste ore tra Opern Fiber ed Acea. E saranno tanti i benefici per i romani che potranno usufruire di una rete moderna, veloce e in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza di privati cittadini ed imprenditori.

375 milioni di investimenti di cui 350 provenienti da Open Fiber e la restante parte da Acea. Mille le persone che troveranno un’occupazione nell’arco dei cinque anni necessari a costruire la rete ultra veloce. Un milione e duecentomila unità abitative raggiunte dal servizio a lavori ultimati. Sono questi alcuni numeri dell’accordo tra Open Fibra ed Acea per portare la fibra a Roma entro 5 anni. Se i piani verranno rispettati il taglio del nastro dei lavori avverrà in primavera. I primi cantieri apriranno i battenti in primavera da Roma Sud, nel quartiere Eur e poi si estenderanno prima al centro storico e poi nel resto della città.

Ovviamente saranno tanti i benefici per la popolazione romana a partire dagli investimenti che verranno abilitati che sono stimati intorno ai duecento milioni di euro. Un fiume di denaro insomma che arriverà nella capitale. Un accordo importante per la capitale che costituisce il completamento di un progetto nazionale su 271 principali città che porterà a raggiungere con la fibra circa 9,5 milioni di unità immobiliari in totale.

Accordo Open Fiber e Acea

L’accordo tra Open Fiber ed Acea rappresenta quindi una vera e propria rivoluzione per la capitale. Basti pensare che i cittadini che verranno serviti dalla banda ultra leggera potranno beneficiare di una velocità di connessione di un giga al secondo. Insomma è come passare da un auto normale a una formula uno. Per la posa della fibra in parte verrà utilizzata a rete già esistente di proprietà di Acea, mentre dove non esiste nessuna infrastruttura sarà Open Fiber ad intervenire in maniera autonoma.

Tra gli aspetti positivi anche quello che riguarda la riduzione notevole dell’impatto ambientale grazie appunto all'utilizzo delle infrastrutture di Acea su tutto il territorio capitolino. I lavori prevedono quindi la posa di chilometri e chilometri di reti elettriche e idriche. Una rete che conterrà anche le fibre ottiche. Nel contempo ci sono delle zone di Roma dove l'infrastruttura di rete può essere utilizzata per l'inserimento e la cablatura della fibra ottica e così sarà fatto. Una ottimizzazione, per così dire, che eviterà altri scavi con tutto quello che ne consegue.

E Fibra in tutta Roma entro 5 anni

L’attenzione nei confronti di tutto quello che succede nella Capitale d’Italia è sempre molto alta e non potrebbe essere altrimenti. L’esempio di ‘Spelacchio’, l’albero di natale che tante polemiche e discussioni ha suscitato nel periodo natalizio calza a pennello. Vuoi per motivi strumentali, vuoi perché questo tipo di discussioni fanno parte della normale dialettica politica, di certo la Città Eterna non può non essere al centro del clamore mediatico.

Tra le notizie positive per i cittadini romani c’è sicuramente quella che riguarda la fibra, una rete di comunicazione a banda ultra larga che dovrebbe diventare realtà a Roma entro i prossimi 5 anni. Questo grazie all’accordo, siglato proprio in queste ore tra Opern Fiber ed Acea. E saranno tanti i benefici per i romani che potranno usufruire di una rete moderna, veloce e in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza di privati cittadini ed imprenditori.

375 milioni di investimenti di cui 350 provenienti da Open Fiber e la restante parte da Acea. Mille le persone che troveranno un’occupazione nell’arco dei cinque anni necessari a costruire la rete ultra veloce. Un milione e duecentomila unità abitative raggiunte dal servizio a lavori ultimati. Sono questi alcuni numeri dell’accordo tra Open Fibra ed Acea per portare la fibra a Roma entro 5 anni. Se i piani verranno rispettati il taglio del nastro dei lavori avverrà in primavera. I primi cantieri apriranno i battenti in primavera da Roma Sud, nel quartiere Eur e poi si estenderanno prima al centro storico e poi nel resto della città.

Ovviamente saranno tanti i benefici per la popolazione romana a partire dagli investimenti che verranno abilitati che sono stimati intorno ai duecento milioni di euro. Un fiume di denaro insomma che arriverà nella capitale. Un accordo importante per la capitale che costituisce il completamento di un progetto nazionale su 271 principali città che porterà a raggiungere con la fibra circa 9,5 milioni di unità immobiliari in totale.

L’accordo tra Open Fiber ed Acea rappresenta quindi una vera e propria rivoluzione per la capitale. Basti pensare che i cittadini che verranno serviti dalla banda ultra leggera potranno beneficiare di una velocità di connessione di un giga al secondo. Insomma è come passare da un auto normale a una formula uno. Per la posa della fibra in parte verrà utilizzata a rete già esistente di proprietà di Acea, mentre dove non esiste nessuna infrastruttura sarà Open Fiber ad intervenire in maniera autonoma.

Tra gli aspetti positivi anche quello che riguarda la riduzione notevole dell’impatto ambientale grazie appunto all'utilizzo delle infrastrutture di Acea su tutto il territorio capitolino. I lavori prevedono quindi la posa di chilometri e chilometri di reti elettriche e idriche. Una rete che conterrà anche le fibre ottiche. Nel contempo ci sono delle zone di Roma dove l'infrastruttura di rete può essere utilizzata per l'inserimento e la cablatura della fibra ottica e così sarà fatto. Una ottimizzazione, per così dire, che eviterà altri scavi con tutto quello che ne consegue.

E copertura fibra ottica in altri 300 comuni

Arriva la fibra ottica in 82 Comuni dove prima non c'era e nel giro di pochi mesi sarno totalmente coperti così nei prossimi 4 anni 270 comuni. E poi tutta una serie di zone disagiate. Nel frattempo, rincari per tutti gli abbonati sia di cellulari che di telefonia fissa che adsl o fibra di tutti gli operatori da Gennaio.

Dopo l'accordo per le aree disagiate, Open Fiber annuncia che entro 6 anni numerosi comuni avranno la fibra ottica che permetterà di arrivare ad un Giabit al secondo con lo standard FTTH. Saranno 270 città e ora oltre alle zone disagiate sotto si inziieranno a brevissimo i lavori per altre 80 Comuni da subito

Connessione lenta addio. Almeno questo è quello che sperano i tanti utenti, privati cittadini o imprese, che fino ad oggi hanno dovuto convivere e spesso combattere con il cosiddetto digital divide, ovvero con quella barriera invisibile che impedisce di restare competitivi a qualsiasi livello nell’economia globalizzato senza una connessione ad internet super veloce.

Che viene garantito dalla banda ultralarga che poi è il tema del prezioso accordo stipulato a Roma tra Open Fiber e Infratel Italia che riguarda tutti i sei lotti aggiudicati, che permetterà l’allestimento di una rete a banda ultralarga in quelle zone dove si scontano i ritardi relativi alla connessione ultraveloce. Firmato dunque il secondo accordo per la gara che si pone come obiettivo quello di andare incontro alle esigenze delle aree disagiate. Dieci le regioni interessate dal secondo bando. Il digital divide è il nemico contro cui l’Italia sta combattendo la sua quotidiana battaglia per dotarsi di un’infrastruttura a banda ultra larga su tutto il territorio nazionale, inclusi i piccoli centri e le aree meno popolose.

Con la seconda gara le aziende assicurano la costruzione di una rete in fibra ottica che permetterà a tutti i soggetti che ne hanno bisogno, sia a cittadini che aziende oppure uffici della Pubblica Amministrazione di connettersi in maniera veloce e sicura. Quello che ci serve per invogliare l’occupazione, ma soprattutto per permettere a tutti di essere competitivi sul mercato globale che viaggia alla velocità della luce.

Sono 270 le città comprese le aree disagiate che dal 2017 al 2023-2024 avranno la fibra ottica. Al momento le 80 dove si partirà da subito sono: Reggio di Calabria, Reggio nell’Emilia, Rho, Rimini, Rivoli, Rozzano, Salerno, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Lazzaro di Savena, Sassari, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Settimo Torinese, Siracusa, Taranto, Terni, Treviso, Trezzano sul Naviglio, Udine, Varese, Venaria Reale, Verona, Vimodrone, Alessandria, Ancona, Arezzo, Beinasco, Bergamo, Bollate, Brescia, Bresso, Brindisi, Busto Arsizio, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Cesano Boscone, Cesena, Cinisello Balsamo, Collegno, Cologno Monzese, Como, Cormano, Cornaredo, Corsico, Cusago, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Garbagnate Milanese, Grosseto, Grugliasco, Imola, La Spezia, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Matera, Messina, Modena, Moncalieri, Monza, Nichelino, Novara, Novate Milanese, Opera, Orbassano, Parma, Pavia, Pero, Pescara, Peschiera Borromeo, Piacenza, Pioltello, Pisa, Prato, Ravenna, 

E aree disagiate

La notizia che è stata firmata la seconda gara per la fibra ultraveloce dovrebbe dunque far esultare quanti fino ad oggi hanno dovuto fare i conti con la non semplice condizione di non poter usufruire della Rete ultraveloce indispensabile non solo per lavoro ma anche per utilizzare al meglio i propri dispositivi. La fumata bianca di queste ore rappresenta un’ottima notizia che permetterà di ridurre il divario digitale all’Italia che potrà finalmente trarre vantaggi competitivi, con una diffusione capillare della banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, anche in quei piccoli centri che fino a questo punto erano rimasti esclusi dalla fibra e quindi dall’internet super veloce. Con la concessione del secondo bando di gara, Open Fiber e Infratel potranno continuare nell’allestimento della rete in fibra ottica a prova di futuro. 

La firma dell’accordo Open Fibra-Infrastel consente di raggiungere l’obiettivo imprescindibile per lo sviluppo omogeneo dell’Italia, di servire con la Rete veloce anche le aree fino a questo momento disagiate. La nuova copertura permetterà a 3.700 comuni, con circa cinque milioni di abitazioni e quasi sette milioni di cittadini di viaggiare finalmente alla velocità necessaria per poter essere competitivi sul mercato. Senza più trascorrere del tempo ad immaginare la soluzione migliore per provare a mettere la cosiddetta pezza a colori e provare così a tamponare l’emergenza.

Circa tre milioni e mezzo immobili verranno dotati di copertura con tecnologia FTTH. Per la parte restante si utilizzerà la tecnologia radio fixed wireless. La copertura totale raggiunta sarà quasi del cento per cento delle aree disagiate. Una volta che sono state aggiudicate le prime due gare, il progetto di dotare tutti i comuni della possibilità di una connessione superveloce, ormai diventata indispensabile anche per lavorare, si completerà con la terza gara da avviare entro fine anno. Calabria, Puglia e Sardegna saranno le ultime regioni ad abbattere le barriere digitali.







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di Luigi Mannini pubblicato il