Pensioni novità oggi martedì modifiche al decreto quota 100, opzione proroga donna, aspettative vita, precoci 22 Gennaio

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni novità oggi martedì modifiche a

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Nuovi emendamenti al decreto pensioni si prospettano già da parte di M5S e Lega ma anche dall’opposizione: cosa potrebbe cambiare nel decreto pensioni, quelli novità adoggi martedì potrebbero arrivare per quota 100, proroga opzione donna 2019, Ape social 2019 e aspettative di vita.

Sono molte le prove che attendono la maggioranza questa settimana e anche la prossima, a partire dalla conversione in legge del maxi decreto sulle pensioni e il reddito di cittadinanza. Cerchiamo di fare il punto ad oggi martedì 22 Gennaio 2019 per le novità per le pensioni che ci attendono. L’iter parlamentare per la sua approvazione in legge ufficiale dovrebbe durare 60 giorni, meno se gli emendamenti al decreto pensioni e le proposte di modifiche saranno poche o nulle, e poi per l’entrata in vigore ufficiale delle novità approvate, dalla quota 100 al blocco delle aspettative di vita alle proroghe di ape social e opzione donna ancora per il 2019, bisognerà attendere l’arrivo delle circolari ufficiali dall’Inps.  

Pensioni novità decreto: primi emendamenti già in vista da M5S e Lega

Stando alle ultime notizie e ultimissime sulle pensioni di oggi martedì, si prospetterebbero ad arrivare in Parlamento già diversi emendamenti migliorativi da parte di alcuni esponenti pentastellati che vorrebbero una proroga di opzione donna per tre anni, ampliandone ancora i requisiti di un anno ulteriore, e da parte della Lega con particolare riferimento soprattutto alle pensioni di invalidità 2019 e disabili per aumentare le risorse economiche per queste categorie di persone. Si tratta, in questo caso, di un obiettivo su cui da un po’ di tempo ormai si punta e che sarebbe necessario considerando che al momento per quanto riguarda l capitolo aumenti, per invalidi e disabili è prevista l’erogazione eventuale di pensione di cittadinanza e di reddito di cittadinanza ma solo se soddisfano i requisiti richiesti a tutti gli altri cittadini. Nulla di diverso, nulla di definito ad hoc enemmeno il tanto agognato e famos aumento di 280 euro che si diceva.

Nessun emendamento in arrivo al momento, invece, per quanto riguarda la novità pensioni di quota 41 per tutti, e non solo per lavoratori precoci e usuranti (anche se er questi ultimi un tentatvo verrebbe fatto dall'opposizione) che siano in condizioni svantaggiate, misura che, come annunciato dal vicepremier Salvini, sarà tra gli obiettivi del prossimo anno. Qualcosa in merito, stando alle ultime notizie, si potrebbe già muovere già in vista delle prossime elezioni europee di maggio e si tratterebbe di un passo importante per non perdere consensi. Tutto, però, è ancora da vedere.

Nessuna novità, invece, per quanto riguarda le aspettative di vita e le pensioni anticipata per quota 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, anche se se è stato confermato che le aspettive di vita sono strutturali, ovvero non ci saranno più aumenti nei prossimi anni se non per legge.

Novità decreto pensioni: emendamenti pronti da opposizione

Emendamenti pronti ad arrivare anche dall'opposizione: secondo le ultime notizie, la Gnecchi sarebbe in prima fila con una nuova proposta ampliamento delle coperture destinate all'Ape Social in modo da poter coinvolgere nella misura anche altre categorie di lavoratori e dare maggiori possibilità ai disoccupati di andare in pensione prima. Secondo l’opposizione e in particolare Maria Luisa Gnecchi e Cesare Damiano, da sempre impegnato a mettere a punto soluzioni per istituire forme di uscita flessibile dal lavoro, con riferimento all’Ape sociale, dovrebbe essere ampliata, inserendo tra i lavori gravosi le categorie dei lavoratori discontinui, a partire dal settore edile, ma anche chi svolge lavori stagionali come gli addetti al turismo e alla ristorazione, le donne e i giovani sempre più impiegati oggi in lavori precari; e cancellando per i disoccupati, soprattutto di lungo periodo, la clausola di uso degli ammortizzatori sociali per accedere all’Ape con 63 anni di età e 30 di contributi. E sempre per i precoci e gli usuranti si vorrebbero ampliare le categorie di Ape Social, così come per le categorie sopra indicati, in primis i disoccupati, ma anche le donne, aiutarli con dei ponti ad accedere a quota 100

Novità per opzione donna proroga richieste dai Gruppi Facebook e cittadini

Abbiamo detto, poco sopra, che alcuni emendamenti sarebbero in arrivo dal Movimento 5 Stelle per Opzione Donna, ma sono alcuni degli stessi Gruppi Facebook a continuare la battaglia con richieste agli esponenti politici e via twitter facebook come il Gruppo Facebook Pensioni Donne Escluse, la cui portavoce Paola Viscovich in una recente dichiarazione ha affermato quali sono i prossimi obiettivi che si chiedono con precisi emendamenti da fare subito:

"Sentiamo il bisogno di riconoscere, senza difficoltà, la buona volontà e la disponibilità di questo Governo che, di fatto, ha dimostrato attenzione e fattiva operosità verso una tematica molto attesa dalle donne e pressoché dimenticata da tutti prima di adesso. Tuttavia ci corre l'obbligo di farci portavoce anche di quelle donne che, più volte e pubblicamente, hanno sempre espresso la necessità di non limitare questa misura pensionistica, studiata per le donne e al momento unica nel suo genere, anche a costo di ulteriori ragionevoli rinvii, purché si aprisse un varco anche per loro. Sono innanzitutto, le donne che hanno già compiuto o compiranno quest'anno i requisiti che le loro compagne hanno appena raggiunto. Le donne che hanno vissuto sulla loro pelle, anche per ben due volte nel giro di qualche mese, l'esclusione, hanno deciso di darsi la mano, di farsi coraggio e di sostenersi l'una con l'altra. In sostanza, continuano la battaglia. E non si fermeranno. 

Lo fanno anche perché incominciano a convincersi, anche e nonostante il paletto al 2018 e l'età innalzata, che ci potrebbe essere da parte del legislatore l'effettiva volontà di venir loro incontro nel prossimo futuro e persino di contemplare Opzione Donna per un triennio, come già per quota 100, misura quest'ultima, loro preclusa. Si aprirà a breve dunque, la fase emendativa che potrebbe portare davvero ad un risultato più grande un risultato pieno. 

In questa nuova fase si chiede dunque, almeno, di spostare al 2019 il termine per il raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi. Il vincolo delle finestre porterebbe comunque a spostare in avanti l'uscita di queste donne e quindi i relativi costi. Le donne faranno i conti e molte, verosimilmente, potrebbero anche scegliere diversamente. Ma tutte ringrazierebbero per la libertà di scelta che verrebbe loro concessa. Abbiamo fondate ragioni di ritenere che sussista concreta disponibilità da parte del Governo di migliorare il testo che ci riguarda. Parlamentari seriamente impegnati e attendibili continuano a stare al fianco delle donne e ad offrire il loro prezioso supporto e per questo li ringraziamo di cuore e ci aspettiamo che questo nostro appello produca i risultati sperati"

Novità per esodati emendamenti in decreto pensioni

Ulteriori richieste arrivano dal Comitato Esodati Licenziati e Cessati che nonostante le promesse dalla maggioranza non sono stati inseriti nel decreto pensioni. Ma si tratta ancora di una gravissima mancanza, perhcè sono almeno 6mila ancora gli esodati in Italia e la richiesta di un intervento arriva da una nuova lettera aperta, una delle tante iniziative organizzate dal Comitato tra cui come portavoce vi è Elide Alboni:

Egregi Signori presidenti, Stimatissimi Signori onorevoli, ci sono ancora 6.000 esodati, con relative famiglie, da sette anni socialmente emarginati dalla riforma Monti-Fornero. Seimila famiglie sulla soglia dell'indigenza se, nei loro confronti, non si provvederà con la ormai necessaria urgenza, ad un atto legislativo che ripristini, nella forma e nella sostanza, il loro diritto alla pensione. Chiara è la valenza sociale irrinunciabile che l'Art. 38 della Costituzione attribuisce all' istituto della pensione; altrettanto chiara è la letteratura giuridico costituzionale nello stigmatizzare i limiti discrezionali dello Stato in materia ( v. Sentenza 822/1998 e altre), limiti ai quali derogò l'allora Governo Monti e che ora si è più volte promesso e scritto di voler ricondurre nelle more del Diritto costituzionale.

Nel corso degli ormai numerosi incontri presso i Ministeri competenti abbiamo ottenuto l'impegno a risolvere il dramma degli esodati; impegno per altro confermato dall' Agenzia ANSA con la nota diffusa a margine dell'incontro del 18 ottobre scorso presso il Ministero del Lavoro. Al riguardo dobbiamo però constatare che, né in Legge di Bilancio, né tanto meno nel Decreto previdenziale attualmente in iter, esiste traccia di tale impegno assunto. Parimenti, dobbiamo constatare come della nona salvaguardia, sebbene fosse ben presente nel programma di governo della Lega, non sia mai stata nemmeno fatta menzione nel corso dei diversi lavori parlamentari.

In contrapposizione agli impegni promessi ma, fino ad ora, nemmeno mai messi in cantiere, ci è doveroso ricordare i numerosi pareri favorevoli e le raccomandazioni delle Commissioni ad approvare, con urgenza, un nuovo e definitivo provvedimento di salvaguardia:

*Risoluzione congiunta 8-00004 del 30/10/2018, approvata all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera, nonché dal Sottosegretario On. Durigon presente in seduta (1)
*OdG G/981 sez I/3/11 al DDL n. 981 della Commissione Lavoro del Senato, accolto dal Governo il 14/12/2018 (2)
*OdG 9/1334-B/78 accolto dalla Camera dei Deputati come Raccomandazione lo scorso 30/12/18 (3)

È in coerenza alle parole dello stesso on. Salvini "gli italiani hanno il sacrosanto diritto di andare in pensione”, che vogliamo qui ribadire l'assoluta priorità di un diritto leso, che attende ormai da oltre sette anni di venire onorato. Non sussistono ragioni e non ci sono alibi per non chiudere questa brutta pagina della nostra Storia, che riguarda coloro (circa 6.000) che furono espulsi dal mondo del lavoro entro il 31/12/2011 e che la riforma Monti - Fornero spogliò retroattivamente del diritto previdenziale mentre erano in iter previgente la quiescenza. Non ci sono alibi per non equiparare, in equità, i termini di legge che la VIII salvaguardia diversificò introducendo un discrimine di cinque anni e più tra le varie categorie di esodati.

Nella certezza che il mondo dell'informazione, come è sempre finora avvenuto, non mancherà di dare, anche questa volta, il giusto risalto a questa annosa causa, alle istituzioni in indirizzo rivolgiamo questo forte ed accorato appello affinché siano adottati, con urgenza, gli opportuni provvedimenti al fine di restituire il diritto alla pensione a questi lavoratori, nella consapevolezza che appunto di un diritto leso si tratta e non di un problema assistenziale o strutturale della previdenza.

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