Carne con sempre più batteri in vendita in Italia. Ricerca Altroconsumo. Rischi contaminazione e salute

Il risultato? Oltre 30.000 persone morte ogni anno nell'Unione europea per la presenza di batteri nella carne resistenti agli antibiotici.

Carne con sempre più batteri in vendita

Carne con sempre più batteri in vendita

Gli allarmi sul rischi derivanti dal consumo di carne sono all'ordine del giorno. Ma quello lanciato da Altroconsumo si basa su una meticolosa ricerca che disegna scenari inquietanti per la salute nell'uomo nel breve e nel lungo periodo. Il test svela i rischi del consumo di carne di pollo che risulterebbe resistente agli antibiotici e dunque minaccia la salute di tutti. Significa che nonostante gli accorgimenti, quella che finisce sulle tavole dei consumatori italiani continua a rimanere infetta.

E come rende noto questa associazione indipendente a tutela dei diritti e della salute dei consumatori, la situazione è sempre più grave e al di fuori del mondo scientifico il problema è poco conosciuto e le idee sono poco chiare.

Test su 42 campioni di carne di pollo, tutti con batteri

Particolare di primo piano, Altroconsumo non ha effettuato la ricerca in modo generico, ma ha passato sotto la lente di ingrandimento 42 campioni, 21 comprati a Milano, 21 a Roma. E su tutti loro - rende noto - sono stati trovati uno o più geni portatori di resistenza alle tetracicline e ai beta-lattamici, gli antibiotici più usati in medicina, cui appartengono le penicelline, amoxicilline. Dopo l'assunzione un antibiotico entra nei batteri uccidendoli o bloccandone la riproduzione. Grazie alle mutazioni e allo scambio di materiale genetico i batteri si adattano facilmente all'ambiente.

I batteri possono sviluppare vari meccanismi di resistenza, per esempio attraverso la produzione di enzimi in grado di inattivare gli antibiotici o meccanismi di barriera. I batteri resistenti si riproducono e si diffondono tra la popolazione: l’antibiotico non è più efficace.

Contaminata anche la carne di maiale

E non si tratta di una ricerca isolata perché anche un altro studio, eseguito da Greenpeace Austria, ha portato a conclusioni simili. Questa volta ai raggi X è finita la carne di maiale. Più precisamente, su 14 campioni tra braciole, cotolette e macinato, 5 sono risultati contaminati con batteri sui quali gli antibiotici non hanno efficacia. E addirittura su due campioni sono stati rilevati agenti patogeni.

Alla base di questa disastrosa situazione - fa notare l'associazione ambientalista - ci sarebbe il ricorso sempre più frequente agli antibiotici, anche in maniera preventiva, che rendono gli animali sempre più resistenti. Insomma, gli allevamenti intensivi metterebbero a repentaglio la salute di esseri umani e animali.

Il risultato? Oltre 30.000 persone morte ogni anno nell'Unione europea per la presenza di batteri nella carne resistenti agli antibiotici. Da qui i consigli di lavare le mani con sapone prima e dopo avere maneggiato il cibo, di cuocere bene la carne in modo che raggiunga al centro una temperatura di almeno 70 gradi, e di evitare contaminazioni non mettendo mai la carne cotta nel piatto in cui sta stata appoggiata da cruda. Ma anche di lavare posate, stoviglie e superfici che sono state a contatto con la carne cruda e di conservare bene gli alimenti separando in frigorifero gli alimenti crudi da quelli cotti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il