Se guardi in basso sulla portiera dell’auto, troverai dei piccoli fori che vedi ogni giorno senza farci caso. Hanno uno scopo preciso, e controllarli ogni tanto può evitare guai che si scoprono tardi.
Basta chinarsi accanto a una portiera aperta e guardare il bordo inferiore per trovarli: piccoli fori, spesso due per portiera, a volte coperti da un tappino di gomma nera. Si vedono ogni giorno, eppure quasi nessuno sa a che cosa servano.
Non sono un difetto di fabbricazione e non vanno chiusi: sono fori di drenaggio, progettati per far uscire l’acqua che inevitabilmente entra nella portiera. Dimenticarsene può trasformare un dettaglio da due minuti di controllo in un problema di ruggine, di elettronica bagnata e di riparazioni costose.
Una portiera non è una scatola ermetica. Dentro ci sono il vetro che scorre su e giù, il motorino alzacristalli, i cavi, gli altoparlanti, le serrature e i sensori. Perché il vetro possa muoversi, le guarnizioni che lo circondano non possono sigillarlo in modo perfetto: un po’ d’acqua riesce sempre a passare. Succede con la pioggia battente, con il getto dell’autolavaggio, quando si abbassa il finestrino sotto l’acqua, e anche per la semplice condensa che si forma con gli sbalzi di temperatura.
I costruttori lo sanno, e non cercano di impedire che l’acqua entri: la fanno uscire. Per questo sul fondo della portiera ci sono i fori di drenaggio. L’acqua scivola lungo il vetro, scende nell’intercapedine tra la lamiera interna ed esterna e, dal punto più basso, defluisce all’esterno. I tappini di gomma che si vedono su alcune auto hanno un compito preciso: lasciano passare l’acqua che esce, ma tengono lontani sporco, polvere e insetti che altrimenti sarebbero spinti dentro dalla strada.
Anche le soglie laterali e i parafanghi posteriori possono avere piccoli scarichi dello stesso tipo, in tutti i punti dove l’acqua potrebbe raccogliersi.
Il problema nasce quando quella via d’uscita si chiude. Basta poco: terra, ghiaia, foglie, aghi di pino, sabbia, polvere e piccoli detriti accumulati con il tempo. Le auto che stanno molto ferme all’aperto, quelle che circolano su strade sterrate o in zone alberate e quelle che raramente passano sotto un getto d’acqua ad alta pressione sono le più esposte. Anche un trattamento antiruggine applicato male dopo l’acquisto può ostruirli, e alcuni modelli hanno fori molto piccoli, a volte intorno ai sei millimetri, che si bloccano facilmente.
A quel punto l’acqua resta intrappolata nella portiera e le conseguenze sono diverse, a seconda di quanto tempo passa.
La buona notizia è che il controllo è semplice e richiede in genere un paio di minuti per portiera. Ecco come procedere.
Non serve farlo a ogni lavaggio. Una regola semplice è controllare i fori a ogni passata di cera, se la si dà ogni tre mesi circa, e comunque almeno una volta all’anno. È un controllo che si fa da soli, senza attrezzi particolari, magari mentre si lava l’auto. Il momento ideale dipende da dove e come si usa l’auto: dopo la caduta delle foglie in autunno, prima o dopo la stagione delle piogge, dopo una forte tempesta, dopo aver percorso strade sterrate o fangose.
Ci sono poi i casi in cui conviene controllare subito: se si sente acqua muoversi nella portiera, se compaiono bolle sulla vernice nella parte bassa, se il motorino del vetro fa rumori strani o se la moquette è umida senza una ragione evidente. In questi casi, oltre ai fori, vale la pena guardare anche le guarnizioni del vetro: se sono consumate o strappate, lasciano entrare molta più acqua di quella prevista dal progetto, e i fori non bastano a smaltirla. Sostituire la guarnizione è spesso la soluzione, anche se può non essere economico.
Una nota sui tappi di gomma: tra gli appassionati i pareri sono discordi. Alcuni li lasciano fuori nelle zone molto piovose perché l’acqua esca più facilmente, altri li tengono montati su strade sterrate o fangose per evitare che entri sporco. La soluzione più prudente, in mancanza di indicazioni del costruttore, è non toglierli per sempre, ma estrarli ogni tanto per far uscire l’acqua e ripulire l’area, e poi rimetterli a posto.
In sintesi, i piccoli fori in fondo alla portiera sono uno di quei dettagli che si vedono ogni giorno senza capirli. Sono lì per far uscire l’acqua, e se funzionano bene non ci si accorge nemmeno che esistono. Se invece si chiudono, la portiera diventa una piccola vasca nascosta, con conseguenze che si scoprono solo quando la ruggine è già visibile. Per evitarlo bastano pochi minuti di controllo l’anno, un po’ di attenzione e uno strumento morbido: un risparmio concreto per un’auto che deve durare più a lungo.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...