Il caso è esploso in Belgio, dove Carrefour ha deciso di bandire i veicoli a batteria dai propri parcheggi sopraelevati. Una misura che fa discutere ma che, per ragioni normative e strutturali, difficilmente potrebbe essere replicata in Italia.
Chi ha memoria automobilistica lunga ricorderà bene cosa successe negli anni Novanta e nei primi anni Duemila con le auto a GPL: una vera e propria guerra tra i gestori dei parcheggi sotterranei e i proprietari di veicoli a gas. I timori legati a eventuali fughe di gas in ambienti chiusi portarono molti parcheggi a vietare l'accesso alle vetture alimentate a gas di petrolio liquefatto. Il provvedimento, per quanto controverso, resistette a lungo, alimentando un acceso dibattito tra sostenitori della sicurezza e difensori di una mobilità alternativa che era già considerata più pulita di quella a benzina.
Oggi, a distanza di decenni, il copione sembra ripetersi. Al posto del GPL ci sono le auto elettriche, e al posto dei parcheggi sotterranei ci sono quelli sopraelevati, i cosiddetti parcheggi sul tetto dei centri commerciali. Il protagonista di questa nuova controversia è Carrefour Belgio, che ha deciso di vietare l'accesso ai veicoli a zero emissioni in ben 18 dei propri parcheggi in copertura.
La notizia ha fatto rapidamente il giro d'Europa: i possessori di auto elettriche non possono più parcheggiare nelle aree sopraelevate di 18 supermercati Carrefour in Belgio. La misura è stata presentata dalla catena della grande distribuzione come una precauzione necessaria, motivata da due ordini di problemi distinti ma correlati: la resistenza strutturale degli edifici e la sicurezza antincendio.
A spiegare la decisione è stato direttamente Damien Bytebier, portavoce di Carrefour Belgio, intervistato dall'emittente RTL Info: le strutture degli edifici che ospitano i parcheggi sopraelevati non sarebbero necessariamente adatte al carico aggiuntivo imposto dai nuovi veicoli elettrici, decisamente più pesanti rispetto alle auto tradizionali a causa delle batterie.
Il secondo motivo riguarda il rischio di incendio. Un'auto elettrica che prende fuoco in un parcheggio in copertura rappresenta una sfida operativa molto più complessa rispetto a un veicolo tradizionale. Il fenomeno della fuga termica delle batterie agli ioni di litio può richiedere enormi quantità di acqua per essere domato, con interventi prolungati per impedire che le celle si riaccendano. In un parcheggio sopraelevato, poi, l'accesso dei mezzi dei vigili del fuoco è strutturalmente più complicato rispetto a un'area a raso.
Uno degli aspetti più dibattuti riguarda proprio il peso delle auto elettriche. Le batterie agli ioni di litio che alimentano i veicoli a zero emissioni sono componenti molto pesanti: una berlina elettrica di medie dimensioni può pesare tra 400 e 600 chilogrammi in più rispetto alla corrispondente versione termica. I SUV elettrici possono superare facilmente le due tonnellate e mezzo, con punte che in alcuni modelli arrivano a sfiorare le tre tonnellate.
I parcheggi sopraelevati costruiti anni fa, quando i veicoli elettrici di massa non esistevano ancora, sono stati progettati sulla base di carichi medi ben inferiori. Questo solleva un problema ingegneristico reale: una struttura costruita per sopportare un certo peso distribuito potrebbe trovarsi in difficoltà se quel peso aumenta in modo significativo per effetto dell'elettrificazione del parco auto.
La critica più diffusa alla misura di Carrefour è però che un divieto basato sull'alimentazione non rispecchia la logica ingegneristica: un grande SUV diesel da 2.200 chilogrammi potrebbe liberamente parcheggiare, mentre una piccola citycar elettrica da 1.500 chilogrammi verrebbe respinta. Un limite basato sul peso massimo del veicolo sarebbe tecnicamente più coerente, anche se probabilmente più difficile da applicare praticamente ai varchi d'accesso.
Il tema della sicurezza antincendio dei veicoli elettrici è oggetto di studio a livello europeo. Il progetto EVRISK, finanziato dall'Unione Europea, è stato sviluppato proprio per costruire un modello di valutazione del rischio di incendio nei parcheggi coperti, che risultano più esposti rispetto agli spazi aperti per via dei problemi legati alla ricarica e all'utilizzo delle batterie al litio.
Le statistiche globali non indicano che le auto elettriche brucino più frequentemente di quelle termiche; tuttavia, quando un incendio si sviluppa, le caratteristiche della fuga termica lo rendono molto più difficile da gestire. La temperatura raggiunta, la difficoltà di raffreddamento delle celle e la possibilità di ripresa dell'incendio anche dopo ore dall'intervento dei pompieri rendono l'evento particolarmente critico in ambienti chiusi o semi-chiusi.
Non si tratta di un allarme campato in aria: in Grecia, dal 2024, sono state introdotte indicazioni specifiche per l'imbarco delle auto elettriche sui traghetti, con un livello di carica massimo non superiore al 40%. Anche altri operatori di parcheggi e di strutture coperte in Europa hanno iniziato a ragionare su misure precauzionali simili.
La decisione di Carrefour Belgio ha naturalmente aperto il dibattito su cosa potrebbe accadere in Italia. La risposta, almeno nel breve e medio periodo, è abbastanza chiara: un divieto generalizzato alle auto elettriche nei parcheggi dei supermercati italiani è molto improbabile, per una serie di ragioni normative, politiche e strutturali.
La normativa italiana, allo stato attuale, non prevede alcun divieto generale per le auto elettriche nei parcheggi, né sotterranei né sopraelevati. Come chiarito da fonti specializzate, le disposizioni vigenti trattano i veicoli a batteria esattamente come quelli a benzina o diesel per quanto riguarda la sosta nei parcheggi tradizionali. Le uniche norme specifiche riguardano gli stalli con colonnine di ricarica, disciplinati dall'articolo 158 del Codice della Strada.
Eventuali divieti potrebbero arrivare soltanto a seguito di aggiornamenti normativi che al momento non sono all'orizzonte immediato. Esiste un gruppo di lavoro che dal 2021 sta elaborando linee guida pre-normative sulla sosta dei veicoli elettrici nei parcheggi sotterranei, ma i tempi tecnici e politici per arrivare a una norma definitiva sono ancora lunghi. Qualsiasi eventuale restrizione, secondo quanto emerso, verrebbe introdotta solo in caso di evidenze di rischio concrete e documentate dagli studi in corso.
Un'altra ragione strutturale che rende improbabile il divieto in Italia è la direzione della politica europea sulla mobilità. L'Unione Europea ha fissato obiettivi chiari per la decarbonizzazione del trasporto su strada, con lo stop alla vendita di nuove auto a combustione interna a partire dal 2035. In questo contesto, vietare l'accesso delle auto elettriche ai parcheggi dei grandi centri commerciali sarebbe una mossa politicamente contraddittoria, che nessun governo o operatore privato potrebbe permettersi senza forti ripercussioni reputazionali.
Al contrario, la normativa italiana e quella europea stanno spingendo verso una maggiore diffusione delle colonnine di ricarica proprio nei parcheggi di strutture non residenziali. Dal 1° gennaio 2027, gli edifici non residenziali con più di 20 posti auto dovranno garantire almeno un punto di ricarica ogni 10 posti, in linea con le direttive europee sulla prestazione energetica degli edifici.
In Italia, un'azienda della grande distribuzione che volesse introdurre un divieto simile a quello di Carrefour Belgio si scontrerebbe con un contesto giuridico molto più articolato. Vietare l'accesso a una specifica categoria di veicoli senza una base normativa chiara esporrebbe il gestore a ricorsi e contestazioni, anche da parte delle associazioni di consumatori. A differenza del Belgio, dove la misura è stata adottata in modo autonomo dall'azienda, in Italia la responsabilità di regolamentare l'accesso ai parcheggi privati aperti al pubblico segue percorsi più complessi.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...