Spegnere i termosifoni o tenere la casa fredda sembra il modo più facile per tagliare le spese, ma ha un prezzo. Ecco cosa rischia la casa, cosa consiglia l’ENEA e come risparmiare davvero sul gas.
Con il gas che costa di più, la tentazione è semplice: accendere poco, spegnere i termosifoni nelle stanze meno usate, tenere la casa fredda. Ma risparmiare sul riscaldamento non vuol dire stare al freddo. Una casa troppo fredda si vive peggio, favorisce umidità e muffa e può costare più cara in danni che in bollette risparmiate. Ecco cosa dicono i dati, cosa consiglia l’ENEA e dove si può risparmiare davvero, dal termostato al cambio di operatore.
Il peso dell’energia si vede nei numeri ufficiali. L’Istat ha registrato a settembre 2026 un’inflazione del 4,2%, con i beni energetici in crescita del 22,6% su base annua. Per i clienti in tutela della vulnerabilità, circa 2,3 milioni, l’Arera ha comunicato per settembre un valore della materia prima gas di 78,80 euro/MWh e una spesa dell’utente tipo in aumento del 12,7% su agosto. Secondo i dati riportati, la bolletta annua del gas per una famiglia tipo (1.100 metri cubi) sarebbe di circa 1.782 euro, il 52% in più di un anno fa.
Sono numeri che spingono a tagliare. Ma non tutti i tagli sono uguali: alcuni riducono la spesa, altri spostano soltanto il problema.
Tenere la casa molto fredda ha un costo nascosto. Quando le pareti e i vetri sono freddi, l’umidità dell’aria si condensa sulle superfici più fredde, e dove la condensa si ripete compare la muffa, di solito negli angoli, dietro i mobili, intorno alle finestre. L’ENEA indica come valore ideale un’umidità relativa tra il 40% e il 60%, e ricorda che la sensazione di freddo può restare anche con più di 20 gradi se pareti o infissi sono freddi o mal isolati.
Le conseguenze sono pratiche:
Il consiglio non è scaldare di più, ma scaldare meglio. L’ENEA indica 19 gradi come temperatura sufficiente per il comfort, e spiega che ogni grado in meno può far risparmiare fino al 10% sui consumi di combustibile. Il limite di legge per le abitazioni è di 20 gradi, con una tolleranza di 2.
Le linee guida ENEA presentate a ottobre si riassumono in quattro punti: impostare la temperatura corretta, fare attenzione agli orari di accensione, evitare le dispersioni di calore e scegliere tecnologie efficienti con manutenzione e check-up periodici.
Quindi un grado in meno si può fare. Spegnere tutto no.
Alcuni accorgimenti costano poco e proteggono dalla muffa.
Quanto agli orari, le regole nazionali limitano le ore giornaliere per zona climatica: 14 ore al giorno nella zona E, 12 nella D, 10 nella C, 8 nella B e 6 nella A, nella fascia tra le 5 e le 23. Le date di accensione variano, con possibili deroghe dei Comuni. La manutenzione della caldaia è obbligatoria: un impianto efficiente consuma meno e, soprattutto, è sicuro.
Sul prezzo del gas si può intervenire anche sul contratto. Per chi è sul mercato libero, confrontare le offerte può dare un risparmio più alto di un grado in meno al termostato. L’Arera mette a disposizione il Portale Offerte, uno strumento pubblico per confrontare le proposte di luce e gas, anche per chi non conosce i prezzi di mercato. Prima di cambiare conviene guardare:
Chi ha un reddito basso può avere diritto al bonus sociale per luce e gas, legato all’Isee, mentre per interventi sull’edificio, come cappotto, serramenti o caldaia a condensazione, esistono incentivi la cui disponibilità e percentuale vanno verificate di volta in volta.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...