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Abolizione bollo auto: data di entrata in vigore, durata dell'esenzione e regole sulla retroattività

di Alberto Pelletti pubblicato il

L’esenzione dal bollo auto prende forma: decorrenza, requisiti, soglia degli 80 kW e modelli coinvolti. Restano da chiarire retroattività, arretrati, costi per le Regioni e controlli per il 2027.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato per il 2027 l’esenzione dal bollo per le autovetture a benzina o gasolio fino a 80 kW e per i motocicli, con una platea stimata in circa 14,5 milioni di veicoli. La misura riguarda i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non cancella, sulla base del testo disponibile, gli arretrati né i bolli relativi agli anni precedenti. E non è ancora una misura permanente: la sua stabilizzazione è stata indicata come obiettivo della successiva legge di Bilancio.

Il beneficio spetta alle persone fisiche e può essere riconosciuto per un solo veicolo regolarmente assicurato. Le aziende restano escluse. Chi possiede più mezzi, poi, non può sommare diverse esenzioni intestate alla stessa persona. Il testo definitivo del decreto dovrà precisare le modalità operative, i controlli e il modo in cui lo sconto sarà riconosciuto, attraverso una procedura automatica o eventualmente regionale.

Da quando vale l’esenzione del bollo auto

La decorrenza fissata è il 1° gennaio 2027. Non significa, però, che tutto il bollo maturato durante l’anno venga cancellato. Sono esenti i pagamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

Il criterio, quindi, è la scadenza del versamento. Non conta il giorno in cui il proprietario effettua materialmente il pagamento e nemmeno, da solo, il periodo di possesso preso in considerazione dal tributo.

La disposizione copre una sola annualità di pagamento per il veicolo scelto. Un bollo con scadenza precedente al 1° gennaio 2027 resta soggetto alle regole ordinarie, anche se viene pagato nel corso del 2027. La stessa logica vale per le somme già versate: non è previsto, sulla base delle informazioni disponibili, un rimborso per gli anni passati.

La durata della misura va tenuta distinta dall’annuncio politico di un’abolizione definitiva. Il decreto-legge può introdurre un’esenzione limitata al 2027; per mantenerla anche negli anni successivi occorre un ulteriore intervento legislativo. Il taglio strutturale dovrà quindi trovare conferma nella manovra successiva, insieme alle coperture e alle regole applicative.

Chi può ottenere una sola agevolazione

Il beneficiario deve essere una persona fisica che nel 2027 risulta soggetto passivo della tassa automobilistica e possiede un veicolo regolarmente assicurato. Le auto intestate a società, imprese o altri enti non rientrano nella misura, perché l’agevolazione non è prevista per le persone giuridiche.

La polizza assicurativa deve riferirsi al mezzo per il quale si chiede l’esenzione. È una condizione legata al veicolo, non un requisito generico riferito al proprietario.

La regola resta individuale: ogni cittadino può ottenere una sola agevolazione. Chi ha un’automobile ammessa e anche una moto, per esempio, non può esentare entrambi i mezzi. Quale veicolo venga scelto dipenderà dalle disposizioni attuative, ma il principio indicato dal provvedimento è netto: il beneficio non si cumula tra autovetture e motocicli.

Il limite vale anche quando la persona possiede più veicoli della stessa categoria. Nel caso delle auto compatibili, viene considerato il mezzo con la potenza più bassa. Se due vetture hanno la medesima potenza, la preferenza va a quella per cui il bollo ordinario, in assenza dell’esenzione, sarebbe più basso. Nel confronto entrano anche gli elementi che incidono sull’importo della tassa, compresa la classe ambientale del veicolo.

La soglia degli 80 kW va verificata sul libretto

Per accedere all’esenzione, l’autovettura deve avere una potenza non superiore a 80 kW. La soglia equivale, in modo approssimativo, a 108 CV. Per stabilire se un’auto rientra davvero nel limite non bisogna però affidarsi alla conversione: il dato da controllare è quello riportato alla voce P.2 della carta di circolazione, dove viene indicata la potenza netta massima in kW.

La formulazione disponibile comprende le auto alimentate a benzina o gasolio anche quando è presente una seconda fonte di propulsione. Sono quindi incluse, se rispettano il limite di potenza, le motorizzazioni ibride o le combinazioni che comprendono benzina o gasolio. La stessa impostazione può ricomprendere alcune vetture a GPL, quando il sistema di alimentazione è indicato insieme alla benzina.

Le automobili esclusivamente elettriche non rientrano in questa specifica agevolazione. La norma individua infatti i veicoli alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra propulsione.

La verifica della voce P.2 non basta da sola. Restano da controllare l’intestatario, la copertura assicurativa, la scadenza ordinaria del bollo e l’eventuale presenza di altri veicoli dello stesso proprietario che potrebbero concorrere all’unico beneficio previsto.

Modelli compatibili, dalla Pandina alla Ypsilon

La soglia degli 80 kW comprende molte utilitarie e compatte diffuse sul mercato. Il nome del modello, però, non è sufficiente per stabilire l’idoneità. Una stessa vettura può essere proposta con motori, allestimenti e potenze differenti. Il controllo va fatto sulla singola auto, leggendo il valore P.2 riportato sul libretto.

Tra gli esempi indicati come compatibili ci sono Pandina, Sandero e C3, oltre ad alcune versioni di Yaris, Clio, Polo, Ibiza, 208, Corsa, i20 e Ypsilon. È stata citata anche la Jeep Avenger con motore 1.2 da 74 kW.

L’elenco è orientativo. Una diversa versione, un altro allestimento o un propulsore differente possono portare la potenza oltre il limite e quindi escludere il veicolo dall’esenzione:

  • Fiat Pandina e Fiat 500, nelle versioni che rispettano il limite;
  • Dacia Sandero, Citroën C3 e alcune Toyota Yaris;
  • Renault Clio, Volkswagen Polo, Seat Ibiza e Peugeot 208;
  • Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon;
  • Jeep Avenger 1.2 da 74 kW, secondo la versione indicata.
Il parametro corretto, dunque, non è la cilindrata. Non lo sono neppure il prezzo d’acquisto o la categoria commerciale dell’auto. Conta la potenza riportata nei documenti del veicolo. Anche la definizione di “ibrida” non è sufficiente: la propulsione deve rientrare nella formulazione prevista e la vettura deve rispettare gli 80 kW.

Arretrati e retroattività: che cosa resta da pagare

L’esenzione non è una sanatoria. I bolli non pagati prima del 2027 restano arretrati e possono continuare a essere richiesti secondo le regole ordinarie, comprese le conseguenze previste in caso di mancato pagamento.

Non risulta cancellata alcuna sanzione, né gli interessi o le somme già dovute per annualità precedenti. Sul punto, il testo disponibile non prevede una deroga retroattiva.

La stessa conclusione vale per chi ha già pagato. Il beneficio riguarda i versamenti con scadenza nel 2027; un pagamento effettuato prima non diventa automaticamente rimborsabile. La data dell’operazione non modifica l’anno a cui si riferisce il bollo.

La distinzione può essere rilevante anche quando un avviso relativo a un vecchio bollo arriva nel corso del 2027. A contare è l’annualità del debito, non il momento in cui l’avviso viene notificato. Se la scadenza originaria è precedente al 1° gennaio 2027, l’esenzione non si applica.

Prima dell’applicazione concreta della misura bisognerà attendere il testo definitivo, le indicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Automobile Club d’Italia e delle singole Regioni. Dovranno essere chiariti, tra gli altri aspetti, l’individuazione dei beneficiari, l’eventuale riconoscimento d’ufficio e la gestione dei passaggi di proprietà, delle intestazioni multiple, delle assicurazioni scadute e delle diverse scadenze regionali.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...