Il 2026 offre nuove opportunità per chi sceglie il fotovoltaico: panoramica su incentivi, detrazioni, bonus per famiglie e imprese, comunità energetiche, novità normative e consigli pratici per ottenere i benefici previsti.
La diffusione del fotovoltaico rappresenta una delle strategie principali per accelerare la transizione energetica in Italia e raggiungere gli obiettivi europei in materia di rinnovabili. Nel 2026, il quadro degli incentivi si presenta ricco di opportunità e novità, caratterizzato da strumenti strutturati nei provvedimenti statali e dai numerosi piani regionali. I cittadini, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni dispongono di misure diversificate per sostenere l’investimento in impianti solari, sia in ambito domestico che aziendale.
Il Bonus Casa, confermato anche per il 2026, costituisce la principale agevolazione per i privati che installano impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo su unità abitative. La detrazione fiscale IRPEF rimane pari al 50% per le spese sostenute sulla prima casa, mentre scende al 36% per seconde abitazioni o immobili non residenziali, con un massimale fissato a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Questa percentuale viene recuperata in dieci quote annuali di pari importo, direttamente tramite dichiarazione dei redditi. Non sono previsti limiti reddituali per l’accesso, ma è necessaria la capienza fiscale del contribuente.
Tra gli interventi ammessi vi sono:
Dal 2023 non è più possibile optare per sconto in fattura o cessione del credito: la detrazione si applica esclusivamente in dichiarazione dei redditi. Il pagamento degli interventi deve avvenire tramite bonifico parlante che riporti causale, codice fiscale e partita IVA dell’installatore. È confermata l’IVA agevolata al 10% sulla manodopera e sulla componente equivalente ai servizi di installazione.
La normativa di riferimento rimane l’art. 16-bis DPR 917/86, integrata annualmente dalle Leggi di Bilancio. Le recenti modifiche hanno bloccato la prevista riduzione dell’aliquota al 36%, mantenendo invariata la detrazione massima per l’abitazione principale anche nel 2026. Un fattore chiave per chi desidera massimizzare il risparmio fiscale sulla realizzazione di un impianto solare domestico.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano l’approccio più innovativo per promuovere la produzione e la condivisione di energia pulita, superando il concetto dell’autoconsumo individuale. Una CER è costituita da cittadini, imprese ed enti pubblici che installano e condividono impianti a fonti rinnovabili nell’ambito territoriale della stessa cabina primaria.
Come funzionano:
La realizzazione di una CER comporta costi di costituzione e gestione, ma offre vantaggi economici e ambientali, tra cui la riduzione immediata della bolletta e l’aumento del valore degli immobili coinvolti. Importante rispettare le tempistiche: è necessario realizzare e mettere in esercizio gli impianti nei tempi previsti dal regolamento MASE e dal GSE.
Il Conto Termico 3.0, rinnovato per il 2026, supporta la diffusione di sistemi integrati per la climatizzazione e la produzione di energia da fonti rinnovabili nei settori pubblico e terziario. L’incentivo si rivolge a Pubbliche Amministrazioni, imprese e soggetti privati, in particolare uffici, scuole, ospedali, ma anche aziende e negozi.
Caratteristiche principali del Conto Termico 3.0:
L’insieme di Conto Termico e bandi regionali configura un quadro capillare che premia progetti integrati di efficienza energetica e riduzione delle emissioni, favorendo sia enti pubblici che aziende. La consultazione delle normative e dei bandi aggiorna costantemente le opportunità locali.
Il Reddito Energetico si configura come una misura di equità mirata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, o a 30.000 euro per nuclei con almeno 4 figli a carico. Questa agevolazione consente di realizzare impianti fotovoltaici in autoconsumo totale a costo zero, coprendo l’intera spesa per acquisto, installazione e burocrazia (escluso il costo del servizio di misura dell’energia prodotta, a carico dell’utente).
Requisiti per l’accesso:
Questa misura, oggetto di rifinanziamento annuale, punta a ridurre la “povertà energetica” e sostenere la partecipazione attiva anche dei cittadini con minori possibilità economiche alla transizione verso le rinnovabili.
Il nuovo meccanismo FER X prosegue nel ruolo di strumento strutturale per promuovere la produzione da rinnovabili su base nazionale. L’incentivo si articola su tariffa omnicomprensiva ventennale (7,7 c€/kWh per impianti sotto 1 MW) per impianti nuovi o repowering, con accesso diretto o via aste pubbliche per grandi impianti.