In Sicilia partono i pagamenti del bonus lavastoviglie, cosa c'è nel resto di Italia come agevolazioni e sconti simili
Dal 9 ottobre 2026 la Regione Siciliana ha avviato il pagamento del bonus lavastoviglie, un contributo a fondo perduto per chi ha acquistato una lavastoviglie a uso familiare. Va chiarito subito un punto, perché spesso si legge male: non è una nuova apertura delle domande. La Regione sta pagando le richieste già presentate e ammesse dopo l'istruttoria, e riguardano acquisti effettuati tra il 16 agosto 2024 e il 15 gennaio 2025. La misura è prevista dalla legge regionale 25/2024, porta la firma della deputata regionale Jose Marano ed è stata presentata come un'iniziativa contro la crisi idrica, per promuovere un uso razionale dell'acqua nelle case.
Il contributo copre fino al 50% della spesa sostenuta, con un tetto di 200 euro. In pratica, per un acquisto da 400 euro si arriva al massimo, mentre per cifre inferiori il rimborso è la metà del prezzo pagato. Potevano chiederlo i residenti in Sicilia che avessero acquistato una lavastoviglie ad uso domestico nel periodo indicato e non avessero riportato condanne penali. Le domande si presentavano esclusivamente online, attraverso un portale dedicato, con accesso tramite Spid o carta d'identità elettronica, a partire da giugno 2025, e dovevano essere corredate dalla fattura quietanzata e dal documento di pagamento.
I dati diffusi in questi giorni dicono che le istanze pervenute sono state 1.122 e quelle ammesse 918, per un importo complessivo di circa 175.000 euro, a fronte di una dotazione finanziaria di 196.000 euro. Le domande escluse sono circa duecento: le testate indicano 199 o 204, a seconda della fonte. Il decreto che fissa gli elenchi definitivi, firmato dal Dipartimento Acqua e rifiuti il 30 settembre 2026, modifica quelli già approvati a maggio e giugno dopo i controlli a campione, effettuati sul 15% dei vincitori, per verificare la veridicità delle dichiarazioni e dei documenti.
Dall'elenco degli ammessi risulta che 626 istanze ricevono l'importo massimo di 200 euro, mentre le altre ottengono somme inferiori in proporzione alla spesa documentata. Divisa per le 918 domande, la somma equivale in media a circa 190 euro a testa. Il bonus, come ricorda la promotrice, ha anche una stima di risparmio d'acqua: considerando mediamente un lavaggio al giorno per circa mille lavastoviglie, si arriverebbe a risparmiare circa 11,1 milioni di litri d'acqua l'anno. È una stima della deputata e non un dato misurato, ma spiega la logica con cui la misura è stata presentata. Il contributo viene erogato in un'unica soluzione, con bonifico sul conto bancario o postale indicato nella domanda. Per sapere se la propria domanda è stata accolta, gli elenchi sono pubblicati sul portale della Regione, con l'identificativo dell'istanza.
La domanda che molti si pongono è se un bonus del genere esista anche altrove. Nelle fonti consultate non risulta un bonus lavastoviglie regionale uguale in altre regioni. Esistono invece i bonus idrici, che però funzionano in modo diverso: riducono la bolletta dell'acqua e non finanziano l'acquisto di elettrodomestici. Oltre al bonus sociale nazionale gestito dall'Arera, ci sono bonus integrativi locali: in Sardegna il Bonus idrico integrativo 2026, riservato ai nuclei con Isee fino a 20.000 euro, con 25 euro a persona sotto i 9.000 euro e 20 euro tra i 9.000 e i 20.000 euro, le cui domande sono scadute il 1° giugno; nel Lazio, per i Comuni serviti da Acea Ato 2, un bonus integrativo per le famiglie in difficoltà; in Emilia Romagna alcuni gestori, come Cadf, prevedono una riduzione delle componenti di acqua, fognatura e depurazione. Sono misure per la bolletta, non per le lavastoviglie.
A livello nazionale esiste un bonus elettrodomestici, gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Prevede un contributo fino al 30% del prezzo, con un massimo di 100 euro per nucleo familiare, che sale a 200 euro per chi ha un Isee inferiore a 25.000 euro, per l'acquisto di un grande elettrodomestico, lavastoviglie compresa, ad alta efficienza energetica e prodotto nell'Unione europea, con obbligo di rottamazione del vecchio apparecchio e un solo bonus per famiglia. Le categorie ammesse comprendevano lavatrici e lavasciuga, forni, cappe da cucina, lavastoviglie, asciugabiancheria, frigoriferi, congelatori e piani cottura, e il vecchio apparecchio da rottamare doveva essere della stessa categoria del nuovo: lavastoviglie per lavastoviglie. Facciamo un esempio, ripreso da una guida: un elettrodomestico da 500 euro avrebbe dato diritto a 150 euro, il 30%, ma senza Isee sotto i 25.000 euro il voucher si ferma a 100; con l'Isee sotto la soglia si ottengono 150, perché il 30% resta sotto il tetto di 200 euro. Le risorse erano di oltre 48 milioni di euro e la richiesta si faceva tramite l'app IO. Secondo una guida pubblicata il 6 ottobre, però, dal 1° gennaio 2026 le domande sono sospese e non sono state riaperte. La scadenza del 14 luglio 2026 riguarda le richieste di rimborso dei commercianti aderenti, non una nuova apertura per i consumatori.
Quanto al futuro, nessuna fonte annuncia l'estensione del bonus siciliano ad altre regioni. La deputata promotrice ha definito la misura uno "stimolo" per altre iniziative: è un auspicio, non un programma. Anche per il bonus nazionale non ci sono conferme di nuove risorse per il 2027: le novità, se arriveranno, dovranno essere comunicate dai canali ufficiali del Ministero. In attesa, resta attivo fino al 31 dicembre 2026 il bonus mobili, una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, che però richiede lavori di ristrutturazione e riguarda anche i grandi elettrodomestici, con classi energetiche minime diverse a seconda del prodotto.
Per chi pensa di cambiare la lavastoviglie, alcuni punti sono utili. Primo, distinguere tra il voucher, che è uno sconto, e la detrazione, che si recupera in dieci anni.
Secondo, controllare sempre le condizioni ufficiali, perché le guide non coincidono su tutti i dettagli: per esempio la classe energetica minima richiesta cambia da fonte a fonte. Terzo, ricordare che il bonus nazionale non è cumulabile con altre agevolazioni per lo stesso prodotto. Infine, chi ha acquistato una lavastoviglie in Sicilia tra agosto 2024 e gennaio 2025 e non ha presentato domanda non può più farlo: la finestra è chiusa. Va infine inserita la misura nel suo contesto. Il bonus nasce in una regione che affronta da tempo problemi legati alla risorsa idrica, e i giornali locali che hanno dato la notizia ricordano, tra i temi di cronaca vicini, le difficoltà della rete, per esempio ad Agrigento, tra debiti, condotte che perdono e utenze non censite.
Un contributo da 200 euro per acquistare una lavastoviglie incide su un tassello molto piccolo di quel quadro: può aiutare le famiglie a sostituire un apparecchio, ma non risolve i problemi strutturali dell'acqua, che riguardano soprattutto le reti e la gestione. È una considerazione di contesto, non un giudizio sull'efficacia del bonus, che le fonti non misurano. In sintesi, il caso siciliano mostra come il risparmio d'acqua possa diventare oggetto di incentivi, ma per ora resta un'esperienza regionale e limitata, con poco più di 900 beneficiari e circa 175.000 euro di spesa.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...