Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato che giovedì 27 agosto 2026 sarà effettuata l'asta di due BOT, i Buoni Ordinari del Tesoro, titoli di Stato a breve termine privi di cedola. Il Tesoro proporrà agli investitori due tranche distinte.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato che giovedì 27 agosto 2026 sarà effettuata l'asta di due BOT, i Buoni Ordinari del Tesoro, titoli di Stato a breve termine privi di cedola. Il Tesoro proporrà agli investitori due tranche distinte, una trimestrale e una semestrale, per un controvalore complessivo di 4,5 miliardi di euro. Si tratta della consueta emissione mensile che il MEF utilizza per finanziare il fabbisogno di breve periodo dello Stato e che continua a suscitare interesse tra i risparmiatori italiani, complice il regime fiscale agevolato riservato ai titoli di Stato.
Dopo l'emissione di oggi 26 agosto del Btp Short Term, il primo titolo in asta è un BOT trimestrale, identificato dal codice ISIN IT0005684888. Non si tratta di una nuova emissione, ma della terza tranche in riapertura di un titolo già esistente, con una vita residua di 3 mesi.
Ecco i dati principali:
Il secondo titolo è un BOT semestrale, con codice ISIN IT0005725236, anch'esso proposto come terza tranche in riapertura, con vita residua di 5 mesi.
Le condizioni sono le seguenti:
I BOT vengono collocati attraverso il sistema dell'asta competitiva, gestita operativamente da Banca d'Italia. Gli operatori partecipanti presentano le proprie richieste indicando il rendimento a cui sono disposti ad acquistare i titoli. Il Tesoro, sulla base delle domande ricevute, seleziona le offerte più convenienti fino a esaurimento dell'importo complessivo messo a disposizione.
Poiché i BOT sono titoli zero coupon, non prevedono il pagamento di cedole periodiche: il guadagno per il sottoscrittore deriva esclusivamente dalla differenza tra il prezzo di acquisto in sede d'asta e il valore nominale rimborsato a scadenza. Il rendimento effettivo dei due titoli sarà quindi reso noto solo al termine delle contrattazioni del 27 agosto, in base alla domanda espressa dagli operatori e alle condizioni generali dei tassi di interesse in quel momento.
L'operazione di collocamento si sviluppa su un arco di più giorni, secondo una procedura ormai consolidata per le emissioni di BOT:
I due BOT possono essere sottoscritti per un importo minimo di mille euro, o suoi multipli. Come per tutte le emissioni di titoli di Stato italiani, i risparmiatori privati non partecipano direttamente all'asta, ma operano attraverso il sistema bancario: la propria banca raccoglie le adesioni dei clienti e le trasmette in forma di ordine cumulativo agli operatori autorizzati a partecipare al collocamento.
Questo meccanismo garantisce l'accesso anche ai piccoli investitori, pur mantenendo la formazione del prezzo e del rendimento nelle mani degli operatori professionali che partecipano direttamente all'asta competitiva.
Oltre all'asta ordinaria, il Tesoro prevede la possibilità di un collocamento supplementare, riservato agli operatori che hanno già partecipato al collocamento principale, in particolare agli Specialisti in titoli di Stato. L'offerta di questa tranche aggiuntiva è stabilita nella misura del 10% dell'ammontare nominale offerto nell'asta ordinaria, ed è determinata in base ai criteri indicati nel relativo decreto di emissione.
Questo strumento consente al Tesoro di ampliare, se necessario, la platea di sottoscrittori senza dover bandire una nuova asta, garantendo al tempo stesso maggiore flessibilità nella gestione delle emissioni di breve termine.
I BOT continuano a rappresentare uno degli strumenti più utilizzati dai risparmiatori italiani per la gestione della liquidità di breve periodo, per almeno due motivi principali.
Il primo riguarda la tassazione agevolata: i rendimenti dei titoli di Stato italiani, BOT compresi, sono soggetti a un'aliquota del 12,5%, sensibilmente inferiore rispetto al 26% applicato alla generalità degli altri strumenti finanziari, come i conti deposito.
Il secondo motivo è legato alla sicurezza relativa di questi strumenti. Trattandosi di titoli emessi dallo Stato italiano, il rimborso a scadenza è garantito dal Tesoro. La breve durata, che nel caso delle due tranche in asta il 27 agosto varia tra i 105 e i 151 giorni, riduce inoltre l'esposizione alle oscillazioni dei mercati, rendendo i BOT strumenti meno volatili rispetto ad altre soluzioni di investimento a reddito fisso con scadenze più lunghe.
Va comunque ricordato che i BOT non sono esenti da rischi, primo fra tutti quello legato all'andamento dei tassi di interesse e alle condizioni generali del debito pubblico italiano, elementi che possono influenzare sia il rendimento in asta sia il valore dei titoli sul mercato secondario per chi decidesse di rivenderli prima della scadenza.
Per gli investitori e i risparmiatori interessati alla doppia emissione del 27 agosto, sarà importante seguire con attenzione l'esito dell'asta, in particolare il rendimento di aggiudicazione dei due titoli, che verrà comunicato da Banca d'Italia al termine delle operazioni. Questo dato, insieme al grado di copertura della domanda rispetto all'offerta, fornisce indicazioni utili sull'andamento della fiducia dei mercati nei confronti del debito pubblico italiano.
Il MEF ha inoltre precisato che al 31 agosto 2026, data di regolamento delle due nuove tranche, non risultano BOT in scadenza, un elemento che si inserisce nel quadro più ampio della gestione degli strumenti di finanziamento a breve termine da parte del Tesoro nel corso dell'anno.
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...