BYD rafforza la sua presenza in Europa con una strategia ambiziosa guidata da manager di alto profilo, nuove alleanze e un focus che supera i confini dell'automotive.
La leadership asiatica nel settore della mobilità elettrica si rafforza grazie all'approccio innovativo e multidirezionale messo in campo da BYD. L'azienda, già protagonista in patria, ha ridefinito la propria strategia europea puntando su esperienza manageriale internazionale, con particolare attenzione al capitale umano proveniente da contesti automotive consolidati. Questi elementi sono diventati il perno della nuova stagione di crescita nel Vecchio Continente, dove BYD non si limita più al solo comparto delle autovetture ma guarda all'innovazione di sistema e alla sostenibilità.
Sotto la guida di figure di rilievo, come Alfredo Altavilla e Stella Li, il gruppo cinese rafforza la propria presenza mediante acquisizioni mirate di manager di alto profilo, provenienti da aziende leader come Stellantis. Tale strategia sposta il baricentro della sfida automobilistica dal mero prodotto a una visione più ampia che integra nuovi modelli di business, tecnologie avanzate ed espansione di servizi a valore aggiunto.
Nell'arco degli ultimi tre anni, BYD ha registrato una crescita costante nel mercato europeo, evidenziata da un significativo incremento delle immatricolazioni: da 15.000 unità vendute dopo il primo semestre 2023, la soglia ha superato le 31.000 nel medesimo periodo dell'anno successivo. Tale espansione ha interessato in particolare mercati come Germania, Italia e Penisola Iberica, grazie a una strategia differenziata che integra localizzazione produttiva e investimenti nelle reti di vendita. In Germania, ad esempio, BYD si è posta l'obiettivo di raggiungere i 120 punti vendita entro la fine del 2025, rispetto ai 27 già attivi.
La diversificazione dell'offerta comprende modelli elettrici e plug-in hybrid, come le SUV Atto 3, Seal, Han e la crossover Dolphin, oltre alla city car Dolphin Surf proposta sul mercato tedesco a prezzi inferiori ai 20.000 euro. Questa politica di accesso ha contribuito a democratizzare la mobilità sostenibile in Europa, affrontando la sfida dei dazi sulle importazioni cinesi grazie alla realizzazione di impianti produttivi a costi competitivi, come dimostrato dai nuovi stabilimenti in Ungheria e Turchia. Il gruppo ha investito oltre un miliardo di euro nella regione, puntando sull'accordo di Unione Doganale tra Ankara e Bruxelles per ottimizzare i flussi logistici e commerciali.
Le nuove alleanze non si limitano però al settore automotive. BYD ha avviato collaborazioni strategiche nelle aree di IA e sicurezza, mirando a integrare soluzioni avanzate nei propri veicoli e servizi di mobilità: partnership, accordi di co-sviluppo e progetti pilota contribuiscono a consolidare la presenza del marchio anche in ambiti non tradizionali. Questo approccio testimonia una capacità di adattamento ai cambiamenti del contesto europeo e una focalizzazione sulla resilienza delle filiere, elementi essenziali per mantenere elevata la competitività rispetto ai rivali extraeuropei.
Nonostante la crescita, il percorso europeo presenta sfide rilevanti sia nella produzione che nella distribuzione. La scelta di localizzare nuovi stabilimenti in Ungheria e Turchia rappresenta una risposta concreta agli ostacoli tariffari e alle pressioni sui costi, garantendo un approccio resiliente alle potenziali crisi globali. La penetrazione nei mercati più avanzati, come quello tedesco, resta complessa: basti pensare alla diffidenza manifestata da alcune reti di concessionari e alla persistenza di preferenze radicate verso i marchi storici europei.
Le principali criticità possono essere riassunte in:
A detta di Altavilla, "l’impiego massivo dell’intelligenza artificiale consente di passare dal concept al prodotto in appena 18 mesi, il tempo necessario in Europa per realizzare il restyling di un veicolo. Inoltre, BYD è già alle batterie allo stato solido”. Potendo così avere un vantaggio competitivo commerciale". E ancora: "Non ha più senso ritenere i cinesi, avanti anni luce sulle tecnologie, come avversari; i costruttori occidentali devono invece avviare con loro delle partnership".
Da parte sua, Stella Li promette di continuare “a investire nella ricerca e a far crescere i nostri prodotti. Dobbiamo far conoscere di più Denza, un brand esperenziale che ha bisogno di essere comunicato al pubblico”.
Per competere nei mercati più esigenti, BYD ha avviato una strategia di reclutamento manageriale senza precedenti che ha portato a bordo alcuni tra i più quotati manager europei, in particolare ex dirigenti di Stellantis. Tra i protagonisti spiccano Maria Grazia Davino, già a capo delle operazioni Stellantis nel Regno Unito, e ora SVP Regional Managing Director di BYD Europe, e Alberto De Aza, responsabile delle operazioni per Spagna e Portogallo. Entrambi vantano un percorso significativo in Fiat Chrysler prima della fusione con PSA, nonché una reputazione solida legata alla capacità di supportare politiche di incentivi e riorganizzazione produttiva su scala continentale.
Parallelamente, Lars Bialkowski, fino al dicembre 2024 senior vice president e managing director di Stellantis Germania, ha assunto la leadership del mercato tedesco per BYD, apportando una consolidata esperienza in Nissan e Renault. Ad arricchire la squadra, la recente entrata di Filippo Savi (proveniente dal Gruppo Volkswagen) come Sales Director per l'Italia, e Daniela Bertone alla guida delle attività fleet, RAC & used cars, con un background manageriale in Lynk & Co e progetti di fleet management. Le finalità di questa campagna manageriale sono molteplici:
La visione dichiarata dai vertici europei della società si spinge ben oltre la produzione e la vendita di veicoli. In diversi incontri con la stampa, Stella Li e Alfredo Altavilla hanno condiviso una road map che prevede:
L'obiettivo non è solo ampliare la quota di mercato europea, ma anche garantirsi una posizione di leadership nello sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto, superando le tradizionali barriere che separano auto, tecnologia e servizi finanziari.
L'impegno del gruppo cinese nel mercato tricolore è affidato ad Alessandro Grosso, Country Manager per BYD & Denza Italia, la cui nomina rappresenta una chiara volontà di radicamento locale. Dopo oltre dieci anni in Fiat Chrysler e ruoli dirigenziali in Stellantis, Grosso porta con sé una profonda conoscenza delle dinamiche italiane ed europee: tra i riconoscimenti, le menzioni in Forbes Top 100 Senior Managers e il premio European Automotive Rising Stars.
Sotto la sua guida, il brand ha registrato una forte espansione delle vendite e una maggiore attenzione a canali come B2B, flotte aziendali e usato, aree affidate rispettivamente a Filippo Savi (già in Volkswagen) e Daniela Bertone (con esperienza in prodotti greenfield e leasing). Quest'ultima, in particolare, contribuisce a consolidare il segmento dei veicoli destinati alle società di noleggio e alle flotte delle grandi aziende, un tassello strategico anche per lo sviluppo delle soluzioni green e ibride plug-in.
L'offerta della filiale italiana spazia tra veicoli elettrici full-electric e modelli plug-in hybrid, con tecnologie di ultima generazione e design innovativo. Una particolare attenzione è inoltre riservata alla transizione ecologica e all'innovazione tecnologica, punti centrali della strategia di BYD nel Paese. La presenza di manager con competenze trasversali, dalla vendita alla logistica, rafforza la capacità operativa nella gestione dei nuovi flussi di domanda e delle reti distributive locali.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) č un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacitą di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dellauto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...