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Carne di cavallo, stop alla macellazione con legge bipartisan. Si potrà comprare solo dall' estero

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Una nuova legge bipartisan vieta la macellazione dei cavalli in Italia, riconoscendoli come animali d’affezione. Cambiamenti culturali, indagini sui macelli, rischi sanitari e futuro delle importazioni ridisegnano il consumo della carne equina.

Negli ultimi anni, il dibattito sul destino degli equidi in Italia ha subito una profonda trasformazione. L’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle associazioni animaliste si è concentrata sulla delicata questione del consumo e della macellazione di cavalli, asini e muli destinati all’alimentazione umana. Alla luce delle recenti proposte legislative e delle numerose indagini sulle condizioni effettive degli animali nei macelli, la percezione del loro ruolo sociale e affettivo è cambiata radicalmente. Oggi, crescono le richieste per rafforzare le tutele legali ed etiche degli equidi e sono sempre più evidenti i limiti della normativa attuale che consente ancora l’allevamento e il macello di questi animali. Di fronte a un consumo ormai residuale, a dati che parlano di un crollo nelle vendite e a reiterate denunce di abusi, si apre una nuova fase legislativa che punta all’abolizione della macellazione in Italia e all’allineamento con i più avanzati standard di benessere animale già introdotti in altri Paesi europei.

La proposta di legge bipartisan: divieto di macellazione degli equidi e riconoscimento come animali d’affezione

Una svolta decisiva è rappresentata dalla recente proposta di legge sostenuta da un ampio schieramento politico, che mira al divieto di macellazione di cavalli, pony, asini, bardotti e muli su tutto il territorio nazionale. Il testo, sostenuto da parlamentari di diversi partiti e dalle principali associazioni animaliste italiane, introduce lo status giuridico di animale d’affezione per tutti gli equidi, assimilando la loro tutela a quella già prevista per cani e gatti.

Il provvedimento, in corso di esame presso la Commissione Ambiente del Senato, prevede:

  • Pene severe per chi alleva equidi con lo scopo di destinarli al macello (fino a tre anni di reclusione e multe sostanziose)
  • Inasprimento delle sanzioni in caso di commercializzazione delle carni non autorizzate
  • Obbligo di iscrizione degli equidi nel Registro anagrafico, con individuazione mediante transponder, per garantire piena tracciabilità e impedirne lo sfruttamento alimentare
  • Monitoraggio capillare e collaborazione con le ASL per il controllo delle condizioni degli animali
  • Istituzione di un Fondo per la riconversione degli allevamenti, con incentivi a favore della conversione produttiva, privilegiando attività legate all’agricoltura vegetale e all’uso non alimentare degli animali
  • Divieto dell’uso di PSGM, ormone impiegato negli allevamenti intensivi, per tutelare la salute e il benessere degli animali
Queste misure, motivate da principi etici e dalla volontà di adeguare il quadro normativo italiano a una sensibilità sociale mutata, tracciano una netta cesura rispetto al passato e rappresentano un passo avanti verso la protezione integrale degli equidi.

Le motivazioni e il cambiamento culturale: dagli allevamenti alla tutela etica

L'evoluzione del rapporto tra società italiana e cavalli è alla base del nuovo approccio normativo. Fino a pochi anni fa, il cavallo veniva identificato prevalentemente come animale da lavoro o da carne, con una filiera di allevamenti e macelli diffusa su tutto il territorio. Tuttavia, le attuali indagini sulle abitudini alimentari e sondaggi come quelli realizzati da Ipsos per Animal Equality hanno evidenziato una netta diminuzione nel consumo di carne equina e un aumento della percezione del cavallo come compagno di vita.

Tre sono le principali ragioni che spingono l’opinione pubblica verso la richiesta di una tutela rafforzata:

  • Mancanza di abitudine al consumo: gran parte della popolazione non riconosce più la carne equina come parte della propria dieta.
  • Ragioni emozionali: l’empatia verso questi animali è cresciuta, così come la propensione a considerarli simili ai più tradizionali animali domestici.
  • Motivazioni etiche: il cavallo, protagonista di attività sportive, terapeutiche e ricreative, viene sempre più visto come soggetto meritevole di protezione speciale.
Questo quadro ha portato molti interlocutori, istituzionali e non, a riconoscere l’inadeguatezza della classificazione degli equidi come animali da reddito, spingendo verso scelte legislative che assumono anche un forte significato simbolico. Ne consegue un necessario cambiamento culturale, in cui la tutela giuridica si allinea all’evoluzione sociale ed emotiva della collettività verso il cavallo e gli altri equidi.

Indagini e testimonianze sulle condizioni nei macelli equini italiani

Le principali organizzazioni animaliste hanno condotto numerose investigazioni all’interno dei macelli equini attivi in Italia, portando alla luce una situazione allarmante rispetto al rispetto delle norme sul benessere animale. Negli ultimi anni, inchieste documentate da centinaia di ore di filmati hanno svelato pratiche lontane dagli standard europei e denunce alle autorità di casi numerosi di maltrattamento.

Tra i fattori più gravi riscontrati nei macelli si segnalano:

  • Animali lasciati a lungo nei box, spesso senza acqua sufficiente e costretti a rimanere tra i propri escrementi
  • Manipolazioni violente, con bastoni flessibili utilizzati impropriamente dai lavoratori, causando traumi fisici e forti situazioni di stress
  • Stordimento inefficace, necessità di secondi colpi e frequenti errori nelle procedure, con conseguente aumento della sofferenza animale
  • Tempi eccessivi tra stordimento e abbattimento, con casi di animali ancora coscienti in fasi avanzate della macellazione
Sui corpi sono state riscontrate tracce di un uso prolungato e intensivo, tra cui età avanzata, ferratura e schiene segnate dall’attività precedente, indice di una filiera che attinge anche a soggetti provenienti dal mondo sportivo e ricreativo. Le autorità sono state più volte sollecitate, anche alla luce delle gravi violazioni documentate, a riconsiderare lo status giuridico degli equidi.

Consumo della carne di cavallo in Italia: dati, tendenze e importazioni

I dati più recenti rilevati da diverse indagini e rapporti ufficiali mostrano un netto calo nel consumo di carne di cavallo sul territorio nazionale. Secondo i dati diffusi da Ipsos in collaborazione con le associazioni per la tutela animale, soltanto il 17% dei cittadini che consumano carne afferma di mangiarla almeno una volta al mese. Questa percentuale continua a diminuire anno dopo anno.

  • Regioni con i consumi più alti: Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna, con quest’ultima che si distingue anche per il numero di macelli attivi.
  • Importazioni crescenti: mentre il numero di animali macellati in Italia è sceso a circa 17.000 nel 2024, il Paese detiene il primato mondiale per importazione di carne equina, superando le 25.000 tonnellate (dati Eurostat e Businesscoot).
Anno Equidi macellati
2012 4.609
2019 3.636
2025 2.012
L’acquisto avviene in prevalenza presso macellerie specializzate e la carne consumata è spesso di origine estera. Diverse fonti documentano inoltre come solo una parte di questi animali provenga dalla filiera ufficiale, mentre una fetta non trascurabile rientra in circuiti poco trasparenti o non autorizzati.

Rischi sanitari, tracciabilità e il problema delle macellazioni clandestine

Il tema della sicurezza alimentare e della tracciabilità assume un rilievo centrale alla luce delle recenti indagini del Ministero della Salute e delle relazioni veterinarie. Molti rischi derivano dalla presenza di cavalli non destinati originariamente alla produzione alimentare (non-DPA), spesso provenienti dal mondo ippico, sportivo o amatoriale, che possono essere stati trattati con farmaci vietati per il consumo umano.

Le principali criticità segnalate dagli esperti:

  • Distinzione DPA/non-DPA non sempre rispettata, con conseguenze sui potenziali residui tossici presenti nelle carni.
  • Inadeguatezza nei controlli: meno della metà degli intervistati nelle indagini ritiene che il sistema dei controlli sia affidabile; negli ultimi anni, l’Istat non ha pubblicato dati specifici sulle macellazioni equine, segnalando scarsa trasparenza nella raccolta e comunicazione dei dati.
  • Macellazione clandestina: secondo la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari, un numero significativo di cavalli viene abbattuto fuori dai circuiti ufficiali, rendendo difficile qualsiasi monitoraggio sanitario.
La presenza di pratiche illegali e la poca chiarezza nella filiera costituiscono rischi reali, aggravando la necessità di misure più stringenti e strumenti efficaci di identificazione e monitoraggio degli animali.

Il ruolo delle associazioni animaliste e le campagne di sensibilizzazione

Gli anni più recenti sono stati caratterizzati da una forte mobilitazione dell’associazionismo animalista, impegnato su più fronti per fermare le sofferenze degli equidi e promuovere il loro riconoscimento giuridico. Organizzazioni come Animal Equality Italia hanno contribuito con investigazioni, campagne mediatiche, raccolte firme e pressioni verso il Parlamento a portare il tema dell’abolizione della macellazione equina al centro dell’attenzione pubblica.

Le campagne di sensibilizzazione hanno avuto un impatto significativo nella formazione di un’opinione pubblica più consapevole dei temi legati al benessere degli animali e alla sicurezza alimentare, con migliaia di cittadini coinvolti nelle petizioni, nelle testimonianze e nella partecipazione agli eventi informativi dietro la spinta di queste associazioni.




Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...