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Cessione del quinto INPS: nuovi tassi per il primo semestre 2026

di Marcello Tansini pubblicato il
cessione del quinto 2026

La cessione del quinto INPS subisce nuovi aggiornamenti: i tassi applicati dal 2026, criteri di calcolo, differenze per classe d'età e importo, novità operative, soglie usura e aspetti normativi per i pensionati.

La cessione del quinto INPS rappresenta una soluzione accessibile a molti pensionati italiani per ottenere liquidità tramite finanziamenti garantiti da una quota della pensione. Questo strumento prevede la possibilità di trattenere direttamente una parte dell’assegno mensile, senza superare mai il limite di un quinto dell’importo totale netto. In questo contesto, l’aggiornamento periodico dei tassi risulta di primaria importanza, garantendo trasparenza e parità di condizioni tra le diverse classi di pensionati.
Nel primo trimestre del 2026, come ogni anno, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha pubblicato i nuovi riferimenti sui tassi applicabili alla cessione del quinto, a valle del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle rilevazioni condotte dalla Banca d’Italia. Tali valori sono fondamentali sia per i soggetti che intendono accedere a questa tipologia di finanziamento sia per gli intermediari autorizzati alla concessione dei prestiti.
L’attenzione alle regole e agli aggiornamenti permette ai pensionati di operare scelte informate, minimizzando i rischi di accesso a condizioni non trasparenti e tutelando il proprio potere d’acquisto.

Cosa sono i tassi effettivi globali medi (TEGM) e i tassi soglia usura per la cessione del quinto

I tassi effettivi globali medi (TEGM) rappresentano il valore medio degli interessi applicati dagli intermediari finanziari nei contratti di finanziamento. Essi vengono rilevati con cadenza periodica dalla Banca d’Italia e fissano il punto di riferimento per valutare la correttezza e la legalità dei tassi praticati nel mercato della cessione del quinto.

Ogni trimestre, in base alle rilevazioni ufficiali e alle dinamiche di mercato, i Ministeri competenti – in particolare il MEF – determinano anche i cosiddetti tassi soglia usura. Questi ultimi individuano il limite massimo oltre il quale un tasso di interesse, applicato su un finanziamento, verrebbe considerato usurario ai sensi delle vigenti normative (L. 108/1996). In questa cornice, è vietata qualsiasi pattuizione che superi tale soglia, pena la nullità della clausola e la riduzione automatica ai limiti legali.

Nella cessione del quinto della pensione o dello stipendio, sono previsti:

  • un TEGM specifico relativo alla cessione, aggiornato periodicamente;
  • soglie d’usura distinte per importo del prestito;
  • soglie TAEG diversificate in funzione della classe di età del richiedente.
Questi indicatori risultano essenziali non solo per il controllo del rispetto delle norme anti-usura, ma anche per assicurare confrontabilità e trasparenza tra le diverse offerte del mercato. La cessione garantita da INPS, inoltre, deve sempre attenersi a questi valori aggiornati, che vengono costantemente monitorati tramite procedure informatizzate e segnalati agli interessati all’atto della stipula dei contratti.

Nuovi tassi cessione del quinto INPS: valori 1° trimestre 2026 e criteri di applicazione

Per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026 sono stati stabiliti nuovi riferimenti sui tassi applicabili per i prestiti estinguibili tramite cessione del quinto della pensione o dello stipendio. Il quadro normativo deriva dal decreto MEF n. 57950 del 23 dicembre 2025 e dal successivo messaggio INPS n. 3976 del 30 dicembre.

Valori TEGM e tassi soglia usura per importo finanziato:

Classe d'importo TEGM Soglia usura
Fino a 15.000 euro 13,7300% 21,1625%
Oltre 15.000 euro 9,4600% 15,8250%

Questi parametri, ufficialmente riconosciuti e comunicati attraverso le circolari INPS, vengono puntualmente applicati dalle banche e dagli altri soggetti finanziari abilitati. Gli importi sopraindicati fungono da limite massimo, e la contrattualistica relativa alla cessione del quinto non può in nessun caso prevedere tassi eccedenti i valori indicati per la rispettiva fascia. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la differenziazione delle soglie in funzione dell’età anagrafica del beneficiario e dell’importo finanziato. In particolare, per i pensionati con età superiore ai 79 anni, le soglie TAEG coincidono esattamente con i tassi soglia usura fissati dal decreto ministeriale.

L’applicazione dei nuovi tassi è immediatamente operativa per tutte le richieste formalizzate dal 1° gennaio 2026. Le imprese di credito devono rispettare anche le relative procedure di controllo automatico sui parametri inseriti nei piani di ammortamento, riducendo la possibilità di errore e di condizioni svantaggiose per l’utenza.

Distinzione per classi di età ed importo: tutte le soglie aggiornate

I valori di riferimento per i tassi della cessione del quinto sono stati dettagliati secondo due principali variabili: classe di importo richiesto e fascia anagrafica del richiedente.

La griglia applicata distingue, in particolare, tra prestiti fino a 15.000 euro e quelli di importo superiore. I valori TAEG differenziati per età hanno l’obiettivo di contemperare il rischio creditizio con la tutela del pensionato:

Classe età (a fine piano) Prestito fino a 15.000 € Prestito oltre 15.000 €
Fino a 59 anni 9,95% 7,73%
60 – 64 anni 10,75% 8,53%
65 – 69 anni 11,55% 9,33%
70 – 74 anni 12,25% 10,03%
75 – 79 anni 13,05% 10,83%
Oltre 79 anni 21,1625% 15,8250%

Per la fascia “oltre 79 anni”, le soglie corrispondono direttamente a quelle antiusura, in un’ottica di rafforzamento della tutela per i soggetti più anziani e potenzialmente più vulnerabili. Tale differenziazione considera non soltanto la maggiore rischiosità creditizia legata all’età, ma anche il principio di stretta protezione previsto dalla normativa per i prestiti su cessione garantiti da INPS.
Le condizioni appena descritte si applicano integralmente sia ai nuovi contratti sia alle eventuali rinegoziazioni che prevedano variazioni dei tassi o estensione della durata residua, al fine di assicurare un quadro omogeneo di riferimenti per l’intero periodo di vigenza delle tabelle trimestrali.

Effetti operativi, procedure di controllo e cosa cambia per i pensionati

L’aggiornamento dei tassi comporta importanti ripercussioni operative sulle procedure informatiche e sulle modalità di controllo dei piani di ammortamento predisposti dagli enti finanziari. La piattaforma “Quote Quinto” in uso presso l’INPS adotta un controllo bloccante sui tassi: ogni piano con tasso superiore alle soglie convenzionali viene automaticamente respinto, riducendo il rischio di pratiche irregolari o non conformi ai limiti di legge.

Per i pensionati ciò significa:

  • Tutela rafforzata contro l’applicazione di condizioni eccessive o non trasparenti;
  • Semplificazione nelle procedure di accesso ai prestiti, grazie alla chiarezza dei nuovi tassi comunicati pubblicamente;
  • Invariabilità della normativa per tutte le classi anagrafiche, con attenzione particolare agli over 79, per cui la soglia TAEG coincide con il limite antiusura;
  • Monitoraggio costante da parte di INPS e degli intermediari sulle variazioni normative, con tempestiva comunicazione agli interessati in caso di aggiornamenti.
La sicurezza del rispetto dei parametri deriva dall’incrocio dei dati telematici e dalla tracciabilità di ogni operazione sulla piattaforma nazionale, che facilita i controlli a tutela degli utenti.

Cessione del quinto INPS: limiti, regole e approfondimenti utili per il 2026

Per sfruttare al meglio la cessione del quinto garantita dall’INPS nel 2026 è essenziale considerare alcune specificità normative e tecniche. L’importo massimo finanziabile non deve oltrepassare il 20% del trattamento netto mensile, indipendentemente dalla durata e dall’entità complessiva della pensione. I piani di rimborso sono vincolati ai tassi comunicati trimestralmente e ciascun intermediario autorizzato all’erogazione deve attenersi scrupolosamente alle soglie fissate e comunicate tramite circolare ufficiale.

Ulteriori regole di riferimento per l’anno in corso includono:

  • Necessità di valutare attentamente la classe di età al termine del piano di ammortamento;
  • Obbligo di istruttorie trasparenti e contrattualistica coerente con tabelle INPS;
  • Sorveglianza sulle condizioni praticate da banche e finanziarie in regime di convenzionamento;
  • Chiarezza sui costi accessori e sulle coperture assicurative eventualmente collegate.
La presenza di meccanismi di controllo informatico e di un sistema di rilevazione trimestrale permette di conservare un quadro aggiornato e sicuro, nell’interesse sia dei beneficiari sia del sistema previdenziale nazionale. Ulteriori aggiornamenti potranno essere comunicati tramite le consuete circolari e fonti istituzionali (INPS, Ministero Economia e Finanze).