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Cina, le prospettive economiche e politiche per il 2026 nel discorso di fine anno di Xi Jinping

di Marcello Tansini pubblicato il
Discorso di fine anno di Xi Jinping

Nel suo discorso di fine anno, Xi Jinping traccia un bilancio del 2025 e delinea le sfide economiche e politiche per il 2026. Dalla modernizzazione, al ruolo globale della Cina, fino al tema di Taiwan, emergono nuovi orizzonti strategici.

Il messaggio di fine anno pronunciato dal presidente Xi Jinping ha rappresentato un momento di grande rilievo politico e istituzionale per la Cina. Nel quadro di profonde trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche, il leader di Pechino ha illustrato il bilancio dell’anno trascorso, ponendo l’accento sia sulle difficoltà affrontate, sia sui successi ottenuti dal Paese, e delineando la rotta per il 2026. Le priorità strategiche, i riferimenti storici e l’attenzione riservata all’innovazione e alla coesione sociale sono stati il filo conduttore di un discorso che anticipa il nuovo ciclo di sviluppo cinese, segnato dall’avvio del 15° Piano Quinquennale.

Bilancio del 2025: risultati economici, innovazione e coesione sociale

L’anno 2025, indicato da Xi Jinping come straordinario sotto molteplici profili, si è chiuso con risultati degni di nota, soprattutto considerando la pressione esercitata da elementi interni ed esterni. La crescita economica della Cina ha raggiunto il 5%, un dato in linea con gli obiettivi fissati in precedenza, consolidando ulteriormente la posizione di Pechino tra le grandi potenze mondiali.

Secondo il bilancio tracciato dal presidente, il quinquennio che si conclude ha visto progressi significativi nell’ambito scientifico, tecnologico e produttivo. Tra i traguardi tecnologici più celebrati figurano la produzione di più di dieci milioni di veicoli a nuova energia, lo sviluppo di settori all’avanguardia come l’intelligenza artificiale e le comunicazioni quantistiche, oltre a imprese in ambito spaziale e marittimo con missioni come Chang’e-6 e la nave da perforazione Mengxiang.

L’innovazione è stata sostenuta anche da una vigorosa politica di riforme. L’accelerazione della transizione verde, l’espansione di modelli produttivi a basso impatto ambientale e la crescente autosufficienza nel settore dei circuiti integrati hanno favorito una crescita equilibrata e resiliente.

Dal punto di vista della coesione sociale, Xi ha più volte ribadito che "nessun problema della popolazione è troppo piccolo", sottolineando l’impegno nell’alleviare le difficoltà quotidiane della cittadinanza. Politiche sociali efficaci, incrementi delle pensioni di base e maggiore accesso ai servizi medici, oltre alla promozione di scambi e consumi, hanno contribuito a migliorare gli standard di vita. Tutto ciò in un contesto in cui la memoria storica – rafforzata dalle celebrazioni dell’80° anniversario della Vittoria nella Guerra di Resistenza e dalla proclamazione della Giornata del ritorno di Taiwan – rimane un elemento centrale per rinsaldare identità e appartenenza nazionale.

Le prospettive economiche per il 2026 secondo Xi Jinping

L’avvio del 15° Piano Quinquennale rappresenta una pietra miliare per la strategia di sviluppo del Paese. Xi ha indicato la necessità di applicare pienamente i nuovi concetti di crescita, orientando tutte le forze verso uno sviluppo di qualità superiore. In questa ottica, le priorità sono diverse:

  • Accelerazione del modello di produzione digitale e verde;
  • Potenziare la crescita delle nuove forze produttive, con particolare attenzione ai settori ad alto contenuto tecnologico e all’autonomia scientifica;
  • Consolidamento della sicurezza e resilienza delle filiere produttive e della catena di approvvigionamento;
  • Ampliamento di politiche favorevoli all’innovazione e all’imprenditorialità, facilitando l’emergere di nuovi modelli di business e sostenendo il passaggio da vecchi a nuovi motori di crescita.
La leadership cinese prevede per il 2026 una crescita stabile, pur riconoscendo la presenza di nuove incognite e ostacoli nell’arena globale. Xi ha sottolineato come le sfide, dall’incertezza internazionale alla necessità di rafforzare la sicurezza energetica e tecnologica, siano affrontate con una pianificazione accurata e un’implementazione rigorosa delle politiche. L’enfasi sulle politiche più proattive ed efficaci mira a mantenere un equilibrio tra innovazione e stabilità, garantendo che le nuove condizioni di sviluppo favoriscano l’intera popolazione.

Il benessere della popolazione rimane il principale riferimento per la dirigenza, con l’obiettivo di promuovere lavoro, istruzione, assistenza e riduzione delle disparità tra regioni, città e campagne. La prospettiva, secondo Xi, è quella di una Cina "più bella e più forte", sostenuta dalla fiducia nelle proprie capacità e da una società sempre più coesa.

Obiettivi politici e nazionali: il nuovo Piano Quinquennale e la modernizzazione cinese

L’inizio del nuovo ciclo politico ed economico vede la Commissione Consultiva Politica e il Partito Comunista impegnati nella definizione dei compiti centrali del Paese. Il 15° Piano Quinquennale, che guiderà lo sviluppo nazionale nei prossimi anni, si fonda su principi di continuità e innovazione. Xi Jinping ha evidenziato la necessità di:

  • Adottare una pianificazione strategica di lungo periodo, che consenta di affrontare efficacemente le trasformazioni del contesto internazionale;
  • Rafforzare il modello di sviluppo ispirato alla modernizzazione cinese, unendo tradizione e spinta innovativa;
  • Consolidare il ruolo della consultazione politica e sociale nella raccolta di consenso per le grandi riforme;
  • Intensificare la supervisione democratica e promuovere la partecipazione dei vari settori della società;
  • Favorire la sinergia tra centro e regioni, valorizzando le autonomie locali nel solco dell’unità nazionale.
La modernizzazione in stile cinese non si limita agli ambiti produttivi e tecnologici: è un progetto di coesione sociale e culturale che riflette i valori di solidarietà, inclusione e responsabilità collettiva. Xi attribuisce un ruolo centrale al Partito comunista nel garantire coerenza strategica, nel sorvegliare la trasparenza e nella lotta alla corruzione. Quest’ultima, oggetto di un’azione incessante, è descritta come indispensabile per rafforzare la fiducia tra Stato e cittadini e preservare la reputazione delle istituzioni.

La questione di Taiwan e il ruolo di Hong Kong e Macao nel discorso di Xi

Il discorso di fine anno ha posto particolare attenzione ai dossier regionali più delicati. Xi Jinping, con parole inequivocabili, ha definito la riunificazione con Taiwan come “una tendenza storica inarrestabile”, sottolineando il legame di sangue e la comune appartenenza tra le popolazioni delle due sponde dello Stretto. Questi richiami sono seguiti da forti segnali politici e militari, come le recenti esercitazioni dell’Esercito popolare di liberazione nel 2025, che hanno coinvolto un ampio dispositivo terrestre, marittimo e aereo.

L’istituzione della Giornata della restituzione di Taiwan, insieme al richiamo alla memoria storica della vittoria sul Giappone, supportano l’intento di consolidare la legittimità delle rivendicazioni di Pechino, anche in risposta alle posizioni di contrasto di Washington e Taipei.

Le regioni di Hong Kong e Macao vengono descritte come totalmente integrate nel “principio di un Paese, due sistemi”, con l’auspicio di una stabilità e prosperità durature. Xi ha voluto sottolineare i recenti progressi di Macao, reiterando l’impegno a proteggere le specificità locali e la coesistenza armoniosa con il quadro istituzionale nazionale.

La Cina nel mondo: apertura, diplomazia e governance globale

La proiezione internazionale della Cina, nel resoconto di Xi, conserva una posizione di centralità, con la continua promozione dell’apertura, della riforma e della modernizzazione. Il 2025 ha visto Pechino protagonista di grandi vertici multilaterali – dall’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai al G20, dall’APEC ai BRICS – segno della volontà cinese di costruire un ordine internazionale più “giusto ed equo”.

L’agenda diplomatica dell’anno trascorso ha incluso:

  • Rafforzamento della cooperazione globale su sviluppo sostenibile, sicurezza, clima e civiltà;
  • Lancio di nuove iniziative in materia di governance internazionale;
  • Sostegno attivo ai Paesi emergenti attraverso la Nuova Via della Seta e la promozione di relazioni Sud-Sud.
La strategia di apertura di Pechino si traduce anche nella tutela delle proprie catene di approvvigionamento e nella ricerca di una progressiva autosufficienza, specie in settori sensibili come l’energia e le tecnologie avanzate. Questa linea riflette la volontà di garantire autonomia e, al tempo stesso, d’inserirsi come attore di peso nella comunità internazionale, con una forte valenza di stabilità e responsabilità globale.

Valori, cultura e benessere sociale nella visione di Xi Jinping

La valorizzazione della storia e della cultura cinese rappresenta un cardine del programma esposto da Xi. Attraverso il riferimento a più di 5.000 anni di civiltà ininterrotta e alle celebrazioni per il 75° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, il leader ha sottolineato come “la nazione sia scolpita nel cuore di ogni cinese”. Il crescente interesse per musei e patrimonio immateriale, così come il successo internazionale di prodotti culturali e sportivi, sono presentati come strumenti di orgoglio collettivo e soft power.

Sul fronte sociale, particolare enfasi è stata posta:

  • sull’inclusione delle categorie sociali vulnerabili,
  • sull’accesso equo all’istruzione,
  • sul miglioramento della qualità della vita quotidiana e,
  • sull’incremento delle opportunità per le giovani generazioni.
Il messaggio della dirigenza punta a creare una società armoniosa, coesa e aperta agli stimoli esterni, alimentando una visione di progresso condiviso che si proietta ben oltre i confini nazionali.