Nel suo discorso di fine anno, Xi Jinping traccia un bilancio del 2025 e delinea le sfide economiche e politiche per il 2026. Dalla modernizzazione, al ruolo globale della Cina, fino al tema di Taiwan, emergono nuovi orizzonti strategici.
Il messaggio di fine anno pronunciato dal presidente Xi Jinping ha rappresentato un momento di grande rilievo politico e istituzionale per la Cina. Nel quadro di profonde trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche, il leader di Pechino ha illustrato il bilancio dell’anno trascorso, ponendo l’accento sia sulle difficoltà affrontate, sia sui successi ottenuti dal Paese, e delineando la rotta per il 2026. Le priorità strategiche, i riferimenti storici e l’attenzione riservata all’innovazione e alla coesione sociale sono stati il filo conduttore di un discorso che anticipa il nuovo ciclo di sviluppo cinese, segnato dall’avvio del 15° Piano Quinquennale.
L’anno 2025, indicato da Xi Jinping come straordinario sotto molteplici profili, si è chiuso con risultati degni di nota, soprattutto considerando la pressione esercitata da elementi interni ed esterni. La crescita economica della Cina ha raggiunto il 5%, un dato in linea con gli obiettivi fissati in precedenza, consolidando ulteriormente la posizione di Pechino tra le grandi potenze mondiali.
Secondo il bilancio tracciato dal presidente, il quinquennio che si conclude ha visto progressi significativi nell’ambito scientifico, tecnologico e produttivo. Tra i traguardi tecnologici più celebrati figurano la produzione di più di dieci milioni di veicoli a nuova energia, lo sviluppo di settori all’avanguardia come l’intelligenza artificiale e le comunicazioni quantistiche, oltre a imprese in ambito spaziale e marittimo con missioni come Chang’e-6 e la nave da perforazione Mengxiang.
L’innovazione è stata sostenuta anche da una vigorosa politica di riforme. L’accelerazione della transizione verde, l’espansione di modelli produttivi a basso impatto ambientale e la crescente autosufficienza nel settore dei circuiti integrati hanno favorito una crescita equilibrata e resiliente.
Dal punto di vista della coesione sociale, Xi ha più volte ribadito che "nessun problema della popolazione è troppo piccolo", sottolineando l’impegno nell’alleviare le difficoltà quotidiane della cittadinanza. Politiche sociali efficaci, incrementi delle pensioni di base e maggiore accesso ai servizi medici, oltre alla promozione di scambi e consumi, hanno contribuito a migliorare gli standard di vita. Tutto ciò in un contesto in cui la memoria storica – rafforzata dalle celebrazioni dell’80° anniversario della Vittoria nella Guerra di Resistenza e dalla proclamazione della Giornata del ritorno di Taiwan – rimane un elemento centrale per rinsaldare identità e appartenenza nazionale.
L’avvio del 15° Piano Quinquennale rappresenta una pietra miliare per la strategia di sviluppo del Paese. Xi ha indicato la necessità di applicare pienamente i nuovi concetti di crescita, orientando tutte le forze verso uno sviluppo di qualità superiore. In questa ottica, le priorità sono diverse:
Il benessere della popolazione rimane il principale riferimento per la dirigenza, con l’obiettivo di promuovere lavoro, istruzione, assistenza e riduzione delle disparità tra regioni, città e campagne. La prospettiva, secondo Xi, è quella di una Cina "più bella e più forte", sostenuta dalla fiducia nelle proprie capacità e da una società sempre più coesa.
L’inizio del nuovo ciclo politico ed economico vede la Commissione Consultiva Politica e il Partito Comunista impegnati nella definizione dei compiti centrali del Paese. Il 15° Piano Quinquennale, che guiderà lo sviluppo nazionale nei prossimi anni, si fonda su principi di continuità e innovazione. Xi Jinping ha evidenziato la necessità di:
Il discorso di fine anno ha posto particolare attenzione ai dossier regionali più delicati. Xi Jinping, con parole inequivocabili, ha definito la riunificazione con Taiwan come “una tendenza storica inarrestabile”, sottolineando il legame di sangue e la comune appartenenza tra le popolazioni delle due sponde dello Stretto. Questi richiami sono seguiti da forti segnali politici e militari, come le recenti esercitazioni dell’Esercito popolare di liberazione nel 2025, che hanno coinvolto un ampio dispositivo terrestre, marittimo e aereo.
L’istituzione della Giornata della restituzione di Taiwan, insieme al richiamo alla memoria storica della vittoria sul Giappone, supportano l’intento di consolidare la legittimità delle rivendicazioni di Pechino, anche in risposta alle posizioni di contrasto di Washington e Taipei.
Le regioni di Hong Kong e Macao vengono descritte come totalmente integrate nel “principio di un Paese, due sistemi”, con l’auspicio di una stabilità e prosperità durature. Xi ha voluto sottolineare i recenti progressi di Macao, reiterando l’impegno a proteggere le specificità locali e la coesistenza armoniosa con il quadro istituzionale nazionale.
La proiezione internazionale della Cina, nel resoconto di Xi, conserva una posizione di centralità, con la continua promozione dell’apertura, della riforma e della modernizzazione. Il 2025 ha visto Pechino protagonista di grandi vertici multilaterali – dall’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai al G20, dall’APEC ai BRICS – segno della volontà cinese di costruire un ordine internazionale più “giusto ed equo”.
L’agenda diplomatica dell’anno trascorso ha incluso:
La valorizzazione della storia e della cultura cinese rappresenta un cardine del programma esposto da Xi. Attraverso il riferimento a più di 5.000 anni di civiltà ininterrotta e alle celebrazioni per il 75° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, il leader ha sottolineato come “la nazione sia scolpita nel cuore di ogni cinese”. Il crescente interesse per musei e patrimonio immateriale, così come il successo internazionale di prodotti culturali e sportivi, sono presentati come strumenti di orgoglio collettivo e soft power.
Sul fronte sociale, particolare enfasi è stata posta: