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Case popolari a Roma 2026, al via nuovo piano: a chi e quando verranno assegnate, regole e zone interessate

di Marianna Quatraro pubblicato il
Case popolari a Roma 2026

Il nuovo piano delle case popolari a Roma punta a rispondere all'emergenza abitativa entro il 2026, con investimenti, criteri trasparenti, impatto sociale e distribuzione equilibrata degli alloggi, affrontando sfide e prospettive future.

Affrontare il disagio abitativo resta una delle priorità principali per la Capitale, che si prepara a compiere un salto significativo nell’offerta di alloggi pubblici grazie a un piano strategico senza precedenti. Nei prossimi dodici mesi, il Comune ha delineato una roadmap dettagliata con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla residenza pubblica, così da alleggerire le lunghe liste d’attesa e affrontare in modo strutturale le difficoltà abitative. Il progetto, presentato dal sindaco Roberto Gualtieri e dagli assessori competenti, prevede l’acquisizione di un importante pacchetto di appartamenti, molti dei quali già disponibili per le assegnazioni. Questa manovra segna un nuovo modo di intendere la gestione del patrimonio abitativo, puntando su qualità, trasparenza e distribuzione capillare degli immobili sul territorio.

Obiettivi del piano 2026 e risposta all’emergenza abitativa

La Capitale si trova oggi davanti a una complessa sfida sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica (ERP). Gli effetti di un mercato immobiliare sempre più selettivo e il progressivo ampliamento delle fasce sociali coinvolte dal caro affitti hanno spinto l’Amministrazione a progettare una risposta articolata e di lungo periodo. Il piano 2026 si pone obiettivi chiari:

  • Aumentare significativamente il numero degli alloggi destinati all’ERP;
  • Rendere più snelle e trasparenti le procedure di assegnazione;
  • Contribuire a ridurre la pressione sulle graduatorie, oggi caratterizzate da attese prolungate;
  • Prevenire la polarizzazione sociale, redistribuendo gli immobili fra aree con diversa composizione economico-sociale;
  • Garantire agli aventi diritto che vivono situazioni di fragilità – come donne vittime di violenza o famiglie con minori – accesso prioritario tramite bandi dedicati.
L’emergenza abitativa colpisce non solo chi è privo di occupazione o in difficoltà economica, ma sempre più spesso coinvolge anche lavoratori e pensionati che, di fronte al costante aumento dei costi, si trovano a rischio di esclusione dall’accesso alla casa. In questo quadro, la strategia comunale punta a rispondere sia alle esigenze immediate sia a consolidare un sistema più equo e resiliente, rafforzando il diritto all’alloggio sancito anche dall’art. 47 della Costituzione italiana e dalle più recenti direttive nazionali ed europee sul tema dell’abitare.

Dettagli dell’operazione: numeri, investimenti e tempistiche

L’acquisizione di nuovi alloggi destinati alle famiglie in graduatoria rappresenta una delle maggiori iniziative pubbliche nel settore dagli ultimi decenni. Il piano di Roma Capitale, inserito nel Piano Strategico per il Diritto all’Abitare 2023-2026, prevede due fasi operative:

  • La prima, già completata, comprende 336 appartamenti acquistati dalla Fondazione Enasarco – formalizzati mediante rogito notarile – per circa 53 milioni di euro. Questi immobili sono immediatamente disponibili per le assegnazioni e sono distribuiti in vari quadranti cittadini.
  • La seconda tranche consiste in 702 alloggi che saranno acquisiti entro il 2026 dopo le verifiche tecniche da parte dell’Agenzia del Demanio. L’investimento previsto per questo lotto è di 201,5 milioni di euro come tetto massimo.
In totale, il valore complessivo dell’investimento sfiora i 250 milioni di euro, cifra sostenuta da risorse pubbliche nazionali ed europee, a conferma dell’importanza attribuita al tema abitativo a livello istituzionale.
Lotto Alloggi Valore (€)
Prima tranche 336 53 milioni
Seconda tranche 702 201,5 milioni (max)

I tempi dichiarati sono stringenti rispetto alla prassi: la prima metà del 2026 dovrebbe vedere in possesso dell’amministrazione l’intero pacchetto degli immobili, con l’obiettivo di completare le assegnazioni entro la fine dell’anno. Le verifiche e i rogiti sono scanditi da tappe già calendarizzate, per garantire continuità tra l’acquisizione patrimoniale e la concreta disponibilità delle abitazioni ai cittadini.

Distribuzione geografica degli alloggi e criteri di assegnazione

Uno degli aspetti caratterizzanti della pianificazione riguarda la localizzazione degli immobili. La scelta dell’Amministrazione è di estendere la rete degli alloggi ERP su tutto il territorio comunale, includendo sia i quartieri storicamente popolari sia i settori più agiati. Ecco alcune delle principali aree interessate:

  • Zona Pietralata, San Basilio, Portonaccio (65 alloggi liberi)
  • Area Prenestina e Casilina (50)
  • Spinaceto e Mostacciano (20)
  • Tuscolano (70)
  • Axa, Acilia, Ostia (40)
  • Portuense, Bravetta, Pisana (10)
Questa distribuzione variegata si propone di evitare la formazione di ghetti urbani e favorire una convivenza equilibrata, sia nei nuovi contesti che in quelli preesistenti. L’assegnazione degli immobili avverrà secondo le graduatorie già in vigore, con una particolare attenzione a determinati gruppi:
  • Nuclei familiari in condizioni di emergenza sociale o economica;
  • Donne vittime di violenza e famiglie con minori;
  • Nuclei già presenti in graduatoria, tramite bandi speciali.
È stata inoltre introdotta la valutazione d’impatto sociale per i contesti in cui il 15% degli alloggi supera la quota ERP, al fine di mantenere un bilanciamento tra le esigenze collettive e le dinamiche delle comunità residenziali.

Ruolo delle istituzioni e trasparenza nel processo di acquisizione

Diversi attori istituzionali sono coinvolti nel coordinamento dell’acquisizione e dell’assegnazione degli immobili.

  • Il Comune assume la regia istituzionale, stabilendo obiettivi, tempi e modalità operative;
  • L’Agenzia del Demanio verifica la congruità delle valutazioni economiche, a garanzia della trasparenza degli atti e della tutela del patrimonio pubblico;
  • Fondazione Enasarco agisce come soggetto venditore, mantenendo l’attenzione sociale verso il territorio nelle fasi di cessione;
  • Il Prefetto e il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica intervengono sulla gestione di particolari situazioni sensibili.
Tutte le fasi sono soggette a controlli, rogiti notarili e procedure di evidenza pubblica, così da ridurre al minimo rischi di assegnazioni arbitrarie e garantire equità di accesso. Le scelte compiute dall’amministrazione sono indirizzate ad assicurare massima tracciabilità degli iter, sostegno alle situazioni di vulnerabilità e risposte rapide ai bisogni effettivi, rinforzando così la credibilità delle istituzioni presso i cittadini e il rispetto delle normative vigenti.

Impatto sociale e sostenibilità dell’iniziativa

Sotto il profilo sociale, l’ampliamento dello stock di edilizia popolare produce effetti diretti e indiretti su molteplici livelli. Più alloggi pubblici significa una comunità meno esposta a soluzioni temporanee e instabili, che spesso accrescono il disagio e i costi collettivi. Sul lungo periodo, una disponibilità adeguata consente:

  • La programmazione della manutenzione e della rotazione delle assegnazioni, riducendo conflitti e risolvendo criticità già in fase di insediamento;
  • L’accesso a soluzioni stabili anche per chi lavora o percepisce una pensione, ma fatica a sostenere il mercato libero;
  • L’implementazione di forme di mediazione sociale e supporto per favorire la convivenza nei condomini misti, evitando la concentrazione di disagio.
Il progetto riflette anche una crescente attenzione agli aspetti di sostenibilità, grazie alla valutazione delle ricadute nei diversi contesti cittadini e alla promozione di una gestione pubblica responsabile. Viene così delineato un modello urbano che, accanto alle esigenze abitative, integra anche obiettivi di benessere collettivo, coesione sociale e qualità della vita.

Sfide, criticità e prospettive future per l’edilizia residenziale pubblica a Roma

Nonostante il passo deciso nell’acquisizione degli immobili destinati all’ERP, Roma si confronta ancora con sfide rilevanti. Tra i principali nodi restano:

  • La qualità dei fabbricati e la loro manutenzione nel tempo, cruciali per garantire condizioni abitative dignitose, ridurre i rischi di degrado e accrescere l’accettazione sociale dei nuovi insediamenti.
  • La rapidità delle procedure amministrative, dalla presa in possesso degli alloggi fino alla consegna effettiva alle famiglie, elemento essenziale per rendere credibile la risposta pubblica.
  • L’esigenza di affiancare le assegnazioni a servizi di supporto, accompagnamento e mediazione, per contenere le possibili tensioni nei quartieri e favorire una positiva integrazione urbana.
  • Il raffronto con le grandi città europee: Roma deve ancora allinearsi agli standard di disponibilità di alloggi sociali e incrementare l’offerta fino a raggiungere percentuali in grado di soddisfare stabilmente la domanda.
Le prospettive future si intrecciano con le politiche di rigenerazione urbana, la ricerca di nuovi modelli di gestione e il perfezionamento delle graduatorie. L’iniziativa avviata getta le basi per una nuova stagione amministrativa all’insegna dell’equità e della sostenibilità, consapevoli che la vera differenza si gioca nella gestione costante e trasparente di ogni fase, dalla progettazione all’assegnazione passando per la cura quotidiana degli insediamenti.


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