Da Panda spartana a icona dell’aria aperta, la Fiat 4x4 più estrema prende forma nel garage GMG di Cogne. Matte, Rudos e Guada la trasformano con cingoli e modifiche artigianali, poi la mettono alla prova sulla neve.
Matte, Rudos e Guada hanno trasformato una Fiat Panda 4x4 con motore FIRE da 54 CV in un mezzo cingolato, lavorando con Arexons e con i meccanici di GMG Garage a Cogne. Il risultato si chiama Pandarmato, o Panda Army 4x4, ed è stato messo alla prova sui percorsi innevati e dissestati della Valle d’Aosta. La base è una piccola fuoristrada di serie, reinterpretata con un intervento artigianale.
Dimensioni compatte, meccanica semplice e trazione integrale: la Panda 4x4 ha costruito così la propria reputazione. Il suo richiamo non dipendeva da finiture ricercate o da una dotazione appariscente. Per molti automobilisti, soprattutto in montagna e nelle zone rurali, erano la praticità e l’ingombro ridotto a renderla adatta alle strade difficili.
È un’immagine familiare, e proprio qui sta una parte del contrasto offerto dal Pandarmato. Alla base del progetto non c’era un fuoristrada imponente, ma un’auto quotidiana, riconoscibile e senza pretese. Nella versione scelta per la trasformazione, il motore FIRE erogava 54 CV. Una potenza contenuta, mentre il lavoro si concentrava sull’adattamento del veicolo al fondo e sulla conversione della sua configurazione.
La Panda 4x4 è uscita dalla produzione regolare nel 2022, dopo anni in cui era stata una presenza familiare sulle strade italiane. Il suo pensionamento ha rafforzato il valore affettivo legato alla piccola fuoristrada; progetti come quello di Cogne ne riprendono lo spirito con una lettura personale.
La Panda 4x4 è rimasta legata a un’idea concreta di avventura: raggiungere luoghi fuori dall’asfalto con persone e attrezzatura, senza fare di ogni uscita una spedizione organizzata. È una reputazione nata dagli usi di tutti i giorni, dai racconti di montagna e da immagini entrate nella memoria collettiva. La forma semplice e la vocazione pratica l’hanno resa un simbolo vicino alla vita delle persone, più che al mondo delle supercar.
Anche Roberto Baggio è stato associato a questo immaginario. Le sue uscite e spedizioni nella natura a bordo della Panda richiamano un rapporto con l’auto lontano dall’esibizione: una vettura funzionale per raggiungere spazi aperti e muoversi in contesti rurali. Il legame con il calciatore racconta quanto il modello sia entrato nella cultura comune italiana.
Da questa familiarità prende forza anche il progetto realizzato a Cogne. Il Pandarmato conserva la sagoma della Panda e un nome che richiama la sua vocazione pratica; i componenti aggiunti, però, modificano il modo in cui il veicolo incontra il terreno. Il passaggio dall’auto di tutti i giorni al mezzo cingolato si vede subito, ma riguarda anche la meccanica.
Il lavoro è stato realizzato dai creator di Carmagheddon, Matte, Rudos e Guada, con il supporto di GMG Garage, officina di Cogne. Arexons ha collaborato mettendo a disposizione i propri prodotti per la cura e la manutenzione dell’auto. Il progetto ha così riunito la dimensione del video e dell’intrattenimento con la lavorazione meccanica necessaria per modificare una vettura esistente.
La Panda è arrivata nell’officina valdostana per un intervento che ha interessato più parti dell’auto. Al posto delle ruote sono stati montati i cingoli; la carrozzeria e l’assetto sono stati adattati per fare spazio ai nuovi elementi e preparare il veicolo alla prova. Una trasformazione costruita su misura per quell’esemplare.
Il soprannome “Pandarmato” rende bene l’aspetto del mezzo. Evoca l’effetto dei cingoli e delle protezioni applicate alla piccola Fiat, con una nota giocosa che accompagna il progetto.
La modifica più evidente è l’installazione dei cingoli, che nella configurazione mostrata sostituiscono le normali ruote. Ma il cambiamento non si ferma al contatto con il terreno. Sono stati montati paraurti anteriori e posteriori modificati per adattarsi alla disposizione dei cingoli, insieme a minigonne laterali in alluminio con funzione di protezione.
Gli interventi hanno riguardato anche le sospensioni: gli ammortizzatori sono stati adattati alla nuova configurazione. Con i cingoli cambiano gli ingombri e il modo in cui l’auto reagisce alle irregolarità; per questo la conversione ha richiesto di coordinare il lavoro su componenti diversi, dalla carrozzeria all’assetto. Non si è trattato di sostituire semplicemente gli pneumatici.
All’interno è stato aggiunto un volante in carbonio, con impugnatura ergonomica in pelle, realizzato per l’occasione. È la modifica più riconoscibile nell’abitacolo e mette in evidenza il carattere personalizzato del mezzo. Il volante fa parte dell’allestimento creato per il progetto e per raccontare la trasformazione.
Il punto di partenza resta il motore FIRE da 54 CV. Il carattere del Pandarmato deriva soprattutto dalla conversione della parte a contatto con il terreno e dagli adattamenti meccanici. Il lavoro ha cambiato il modo in cui il veicolo si muove e viene protetto, mantenendo come riferimento la potenza della Panda scelta per la trasformazione.
Completate le modifiche, il Pandarmato è stato portato sui tratti montuosi della Valle d’Aosta. La prova si è svolta su percorsi innevati e dissestati, scelti per mostrare il comportamento della configurazione cingolata lontano dall’asfalto regolare. Il test drive ha portato il progetto fuori dall’officina e lo ha messo in movimento sui fondi per cui era stato preparato.
Nelle immagini si vede la Panda affrontare superfici irregolari e salite in ambiente montano. La scelta del luogo richiama uno degli impieghi più legati alla 4x4 originale: muoversi dove una normale utilitaria a due ruote motrici incontra maggiori difficoltà. Sul terreno della prova, i cingoli e gli interventi su paraurti e sospensioni diventano parte visibile del comportamento del mezzo.
Il filmato documenta così la trasformazione e la prova del singolo esemplare nelle condizioni affrontate in Valle d’Aosta.
Le caratteristiche del Pandarmato derivano da componenti e interventi realizzati per questo progetto. Cingoli, minigonne in alluminio, paraurti modificati, ammortizzatori adattati e volante dedicato definiscono un esemplare costruito con il contributo dei creator, dell’officina e dei partner coinvolti. La configurazione è quella di una conversione artigianale su base Panda 4x4.
Per chi guarda il mezzo da automobilista, la differenza rispetto a una vettura di serie è concreta. Un modello di produzione viene progettato e proposto dal costruttore con una configurazione definita; una conversione artigianale parte da un’auto esistente e comporta adattamenti specifici. Il Pandarmato porta all’estremo alcuni tratti della Panda 4x4, attraverso una soluzione meccanica fuori dall’ordinario.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...