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Come vanno le auto trifuel? La mia prova di quando l'ibrido incontra il GPL

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

L'auto trifuel, capace di unire ibrido e GPL, rappresenta una nuova alternativa tra consumi contenuti, autonomia estesa e tecnologia avanzata. Analisi tecnica e prova su strada.

L'innovazione nel settore automotive sta vivendo una delle sue stagioni più affascinanti grazie alla comparsa di veicoli che combinano sistemi ibridi tradizionali con la tecnologia GPL. Quando sono salito per la prima volta su una crossover di questo genere, ho avvertito subito la sensazione di avere a disposizione qualcosa in più rispetto alle solite auto benzina o diesel. Si tratta di una categoria ancora poco diffusa in Italia, ma che promette di cambiare davvero il paradigma della mobilità quotidiana, specie per chi affronta lunghi tragitti e cerca la flessibilità nella scelta dei carburanti.

Ho seguito da vicino lo sviluppo della tecnologia e, grazie anche alla collaborazione tra grandi marchi e storici partner italiani come BRC, ho toccato con mano le evoluzioni che hanno portato a prodotti sofisticati, affidabili e sorprendenti quanto a contenimento dei costi e rispetto per l'ambiente. La domanda oggi è: l'unione tra ibrido e GPL offre davvero un'alternativa concreta ai limiti delle auto convenzionali? La mia analisi si evolve da questo primo contatto, tra curiosità, aspettative e risultati tangibili.

Cosa sono veramente le auto trifuel (ibrido + GPL)

Nel dettaglio, la sigla trifuel fa riferimento a vetture che integrano tre fonti di alimentazione: motore termico a benzina, propulsore elettrico e impianto GPL omologato di serie. Il sistema nasce da una visione pragmatica: combinare la fluidità e l'efficienza del sistema full hybrid tradizionale all'opportunità di sfruttare un combustibile alternativo come il gas di petrolio liquefatto. Questa architettura è resa possibile da una sinergia tra case automobilistiche (come Kia, Dacia, Renault, Cirelli) e aziende specializzate in impianti di conversione, con una lunga tradizione nel mercato italiano. Nei modelli più evoluti, il cuore tecnologico ruota intorno a un motore turbo benzina moderno, abbinato a una batteria agli ioni di litio e a un motore elettrico di dimensioni compatte.

Esempio concreto è il sistema Kia sviluppato in partnership con BRC/Westport, dove un'unità turbo benzina (1.6 o 1.2 litri) lavora insieme a un motore elettrico e a una bombola GPL accuratamente integrata nel pianale dell'auto. La gestione elettronica coordina in modo impercettibile il passaggio tra benzina e GPL, lasciando massima autonomia all'utente e automatizzando quasi tutte le operazioni. Altra peculiarità dei powertrain più avanzati, come nel caso di Dacia, è l'inserimento di motori elettrici supplementari (ad esempio sull'asse posteriore per la trazione integrale).

Il vantaggio di questa tecnologia è chiaro: durante la guida, il veicolo può funzionare in modalità totalmente elettrica a bassa velocità, passare alla trazione benzina in condizioni di massimo carico e sfruttare il GPL sia per risparmiare che per abbattere le emissioni inquinanti localizzate. I modelli trifuel godono spesso di esenzioni fiscali, incentivi e permessi speciali di circolazione secondo il codice della strada e le normative regionali, ma va sempre verificata la corretta dicitura ibrido sul libretto per usufruirne pienamente.

Kia Sportage TriFuel alla prova: design, abitabilità e qualità

Trovarmi ad osservare la Sportage in versione TriFuel è stato come scoprire una reinterpretazione elegante e muscolosa di un SUV già noto per la ricercatezza stilistica. Lunga 4,54 metri, la nuova Black Edition mette in mostra una personalità decisa: la mascherina Tiger Nose nera lucida, i cerchi da 19 pollici e le finiture dark caratterizzano la versione che ho avuto a disposizione, mentre la vernice bianca perlata crea un contrasto scenografico con le parti in nero. La linea resta pulita ma dinamica, con spalle robuste e una fiancata rastremata che non sacrifica lo spazio interno. L'abitacolo riprende le soluzioni più convincenti della quinta generazione: sedili comodi, materiali morbidi dove serve e doppio display da 12,3 pollici unito nel medesimo pannello che integra sia il quadro strumenti che l'infotainment. L'ambiente è rilassante, a misura di famiglia, ma con tocchi premium tipici delle versioni di fascia superiore.

L'elemento di novità si individua nel tasto di selezione benzina/GPL accanto a quello di accensione. La presenza della bombola non penalizza significativamente lo spazio a bordo: sebbene il doppiofondo e il piano di carico regolabile vengano sacrificati, la capacità del bagagliaio rimane adeguata, attorno ai 550 litri, e non si percepiscono penalizzazioni rilevanti né per i sedili posteriori né per la posizione di guida, che resta alta e dominatrice della strada.

Esperienza di guida: come va davvero la Kia Sportage TriFuel

Sono rimasto colpito dall'equilibrio che il sistema riesce a garantire sulle strade di Langhe e Roero, durante il mio test drive nei colli piemontesi. Lo sterzo trasmette sicurezza e rivela un feedback più diretto rispetto a molti SUV della stessa categoria. Il setup delle sospensioni rende la vettura prevedibile, gestendo bene le imperfezioni anche nelle curve più strette, situazione in cui il peso extra dell'impianto GPL appare trascurabile.

Il powertrain, combinando i 180 CV del turbo benzina, i 65 CV del motore elettrico e la spinta del GPL, offre uno spunto vivace e una progressione fluida. In accelerazione, la sensazione è quella di guidare un full hybrid puro, con una risposta immediata ma mai brutale. L'integrazione della modalità GPL è impercettibile: la selezione e la commutazione tra i carburanti non generano strappi o cali di potenza. La vera sorpresa è la silenziosità nelle fasi di marcia 100% elettrica o durante il funzionamento a gas, mentre la rumorosità del motore termico diventa evidente solo chiedendo la massima prestazione.

L'elettronica si incarica di ottimizzare i flussi energetici, lasciando al conducente solo il piacere di concentrarsi sulla guida. Il cambio automatico a sei rapporti lavora in modo omogeneo, anche in condizioni di stress. Solo il selettore rotante del cambio, che occorre azionare con decisione, richiede un minimo di attenzione in più per evitare l'inserimento accidentale della folle. In definitiva, l'esperienza è di un'auto solida, con le carte in regola per la famiglia come per chi viaggia spesso fuori città.

Consumi, autonomia e costi: davvero conviene la trifuel

Uno degli aspetti che ho monitorato da vicino riguarda i consumi, la gestione dei rifornimenti e la spesa reale negli scenari d'uso tipici degli automobilisti italiani. La TriFuel permette di coprire oltre 1.500 chilometri con il pieno dei due serbatoi: 52 litri di benzina e 65 litri (52 netti) di GPL, con la garanzia di passare dal Nord al Sud Italia senza necessità di riforni frequenti.

Ho avuto a disposizione consumi certificati WLTP dichiarati attorno a 15,2 km/litro con benzina e circa 12,5 km/l con GPL. Nel corso del mio test, su fondi prevalentemente extraurbani e tratti autostradali, la media si è addirittura avvicinata agli 8 l/100 km a gas, confermando un rapporto costo/km estremamente vantaggioso rispetto a benzina, diesel ed elettriche con ricarica rapida.
La presenza del sistema Valve Protector allunga la vita del motore in condizioni di uso prolungato a GPL, mentre la batteria si ricarica autonomamente durante la marcia, riducendo tempi morti e aumentando la praticità per chi non vuole dipendere da colonnine di ricarica.

Sul piano economico, la differenza di prezzo tra la versione TriFuel e la sola ibrida HEV è di circa 2.000 euro, recuperabili, secondo stime realistiche, già dopo 30-40.000 km per chi usa spesso il GPL, anche grazie alle politiche di incentivo, alla riduzione del bollo regionale in molte zone e ai possibili vantaggi fiscali. La manutenzione resta in linea con quella di una full hybrid. La garanzia di sette anni o 150.000 km aggiunge ulteriore serenità e si posiziona come benchmark tra le offerte sul mercato.

Panoramica sulle auto trifuel già disponibili e in arrivo

Oltre al best seller del mio test, il panorama 2026 offre numerose alternative che estendono il concetto di alimentazione mista a diversi segmenti. Tra le full hybrid GPL già in listino spiccano la Kia Niro Trifuel, che garantisce costi di gestione molto bassi grazie alla combinazione di propulsore benzina, motore elettrico e impianto GPL (consumi in città oltre 25 km/litro a benzina, più elevati a gas ma sempre convenienti), e la Dacia Bigster mild hybrid-G 140, pensata per offrire praticità e risparmio abbinati a versatilità d'uso.

Sempre in casa Dacia, la nuova motorizzazione Hybrid-G 150 4x4 promette di portare la trazione integrale anche sugli impianti GPL, lanciando tecnologie finora appannaggio delle motorizzazioni diesel. Guardando oltre, si stanno aggiungendo modelli dai marchi DR (come la 7.0 Thermohybrid a sette posti), EMC (EMC Sette), EVO (7 Kairos e Spazio), KGM (Actyon), Renault (nella futura Clio), Stilnovo (5 e 6) e Tiger (con la Eight). In più, il marchio Cirelli propone una gamma di SUV e monovolume cinesi con motorizzazioni mild hybrid/GPL dai prezzi molto accessibili. La tendenza è chiara: la quasi totalità dei nuovi lanci con impianti GPL sarà basata su sistemi mild o full hybrid, sfruttando così incentivi, agevolazioni e una crescente accettazione sociale delle soluzioni alternative al diesel e alle pure elettriche.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...