Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Compra una casa abbandonata senza vederla, pagandola solo come 2 auto: trova un tunnel e un segreto inestimabile

WhatsApp X Telegram
di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Nessuna visita all’interno, nessuna perizia. Eppure, sotto quelle mura dimenticate, si nascondeva un tesoro inestimabile. Una delle scoperte archeologiche urbane più affascinanti di Buenos Aires: El Zanjón de Granados e cosa ha svelato.

Ci sono acquisti che nascono da un’intuizione, altri da un azzardo. Quello compiuto nel dicembre del 1985 da Jorge Eckstein, imprenditore chimico argentino, appartiene a entrambe le categorie. Una casa d’epoca ridotta a rudere, le porte sigillate, i locali stipati di detriti, un prezzo quasi simbolico. Nessuna visita all’interno, nessuna perizia. Eppure, sotto quelle mura dimenticate, si nascondeva una delle scoperte archeologiche urbane più affascinanti di Buenos Aires: El Zanjón de Granados, un labirinto di tunnel, cisterne e fondamenta che racconta oltre due secoli e mezzo di storia della capitale argentina.

Un acquisto al buio nel cuore di San Telmo e il crollo che svela un segreto sepolto per secoli

La storia comincia a San Telmo, uno dei quartieri più antichi e suggestivi di Buenos Aires, celebre per le strade acciottolate, i mercatini dell’antiquariato e i palazzi coloniali. Negli anni Ottanta, però, la zona viveva una fase di forte degrado: molte residenze storiche, un tempo eleganti, erano state abbandonate o frazionate in modo selvaggio.

Fu in questo contesto che Jorge Eckstein notò un immobile in vendita, in via Defensa. Una casa d’epoca completamente abbandonata, con le porte murate e l’interno invaso da macerie. Per molti sarebbe stato un cattivo affare, per lui un’occasione. Decise di comprare la casa senza averla mai vista dentro, versando una cifra irrisoria, paragonabile al prezzo di due automobili.

L’idea di partenza era semplice e redditizia: ristrutturare l’edificio per trasformarlo in un ristorante oppure in una galleria commerciale, sfruttando il fascino di un quartiere in via di rinascita. Nulla lasciava presagire che quel progetto sarebbe diventato qualcosa di completamente diverso.

Quando gli operai entrarono nell’edificio per liberare il terreno dai detriti e iniziarono a scavare sotto le fondamenta, accadde l’imprevisto. La terra cedette e il suolo franò, aprendo una breccia verso uno spazio sottostante di cui nessuno sospettava l’esistenza.

Sotto la casa si estendeva un intricato sistema di tunnel in mattoni, cisterne e canali. Non era una semplice cantina dimenticata: era una struttura stratificata, frutto di epoche diverse, rimasta nascosta per secoli. Eckstein capì subito di avere tra le mani qualcosa di molto più grande di un locale commerciale. Il ristorante poteva attendere: il vero tesoro era sotto i suoi piedi.

La storia di El Zanjón: dal torrente alle cisterne, alla scoperta di reperti dal valore inestimabile

Per comprendere il valore del ritrovamento bisogna tornare indietro nel tempo. L’area di San Telmo era attraversata dal Tercero del Sur, un torrente che sfociava nel Río de la Plata. Il suo corso formava un’ampia depressione naturale, il cosiddetto zanjón, ovvero fossato o gola.

Nel Settecento la zona fu occupata da insediamenti e proprietà. Nel secolo successivo, l’area divenne la residenza di famiglie benestanti, che costruirono eleganti abitazioni nel quartiere. In seguito all’epidemia di febbre gialla del 1871, le famiglie più ricche abbandonarono San Telmo spostandosi verso nord, e le grandi case furono trasformate in conventillos, alloggi popolari affollati di immigrati.

Nel corso dell’Ottocento il torrente fu canalizzato e interrato, mentre la città si sviluppava sopra le sue tracce. Gli antichi condotti, le fondamenta e le cisterne finirono così inglobati nel sottosuolo, dimenticati man mano che Buenos Aires cresceva in superficie.

Gli scavi hanno rivelato una successione di strutture che testimoniano l’evoluzione urbana della città. Tra gli elementi emersi spiccano:

  • fondamenta in pietra e mattoni di edifici storici
  • tunnel e condotti per la gestione delle acque
  • cisterne utilizzate per la raccolta e la conservazione dell’acqua
  • pavimentazioni e muri appartenenti a epoche differenti
Ogni livello racconta un frammento di storia: dalle prime costruzioni coloniali fino alle trasformazioni di fine Ottocento. Camminare oggi in questi spazi significa attraversare circa duecento cinquant’anni di vita cittadina, in un percorso verticale che parte dalla superficie e scende progressivamente nel passato.

Il ritrovamento non si è limitato alle strutture murarie. Durante le operazioni di recupero sono emersi circa 12mila reperti, oggetti di uso quotidiano appartenuti agli abitanti delle diverse epoche. Si tratta di ceramiche, bottiglie, utensili, frammenti di vasellame, monete e manufatti domestici, spesso in ottimo stato di conservazione.

Il loro valore storico è inestimabile. Non si tratta di tesori in senso economico, ma di testimonianze preziose che permettono di ricostruire abitudini, commerci, stili di vita e scambi della Buenos Aires coloniale e ottocentesca. Ogni oggetto è un tassello che contribuisce a ricomporre il racconto di una città in continua trasformazione, tra influenze europee, produzioni locali e mescolanze culturali.

Dal progetto commerciale alla missione culturale

Eckstein cambiò completamente rotta. Abbandonata l’idea del ristorante, si dedicò a un lungo e paziente lavoro di recupero, coinvolgendo archeologi, storici e restauratori. Gli scavi furono condotti con metodo, liberando gradualmente gli ambienti sepolti e catalogando i reperti. Il processo richiese anni di lavoro e investimenti ingenti, ben superiori al costo iniziale dell’immobile.

Il risultato è stato la trasformazione del rudere in un luogo di cultura, aperto al pubblico e capace di raccontare la storia della città attraverso il suo sottosuolo. Quello che era nato come un affare immobiliare è diventato un progetto di valorizzazione del patrimonio urbano, in cui l’iniziativa privata ha contribuito a salvare una memoria collettiva altrimenti perduta.

Oggi El Zanjón de Granados è uno dei luoghi più singolari da scoprire a Buenos Aires. Il complesso si trova in via Defensa, nel cuore di San Telmo, ed è visitabile con tour guidati che accompagnano i visitatori lungo gallerie, cisterne e ambienti storici.

Il percorso permette di osservare da vicino i tunnel in mattoni, le strutture più antiche e gli spazi recuperati con cura. Le guide raccontano l’evoluzione del quartiere, dal torrente originario alle epoche di splendore e decadenza, fino alla rinascita contemporanea.

Il sito è utilizzato anche come location per eventi, cerimonie e ricevimenti, trasformando l’antico sottosuolo in uno scenario di grande suggestione. È una delle ragioni per cui El Zanjón è considerato un esempio riuscito di riuso del patrimonio storico, capace di coniugare conservazione, cultura e sostenibilità economica.

Questa storia insegna che il valore di un luogo non si misura sempre in metri quadri o in prezzo di acquisto. Una casa abbandonata, pagata come due auto, si è rivelata una porta d’accesso a secoli di storia. Un’occasione che, senza coraggio e visione, sarebbe rimasta nascosta sotto cumuli di macerie.

El Zanjón de Granados è oggi la prova concreta che l’imprenditoria può dialogare con la cultura, e che anche un investimento nato per scopi commerciali può trasformarsi in un patrimonio per l’intera collettività. Per chi visita Buenos Aires, scendere in questo labirinto sotterraneo significa vivere un’esperienza unica, a pochi passi dalle atmosfere vivaci di San Telmo, ma a metri di profondità e a secoli di distanza.




Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...