Gli avevano promesso il 7% l'anno per una stanza in un hotel di lusso a Capo Verde. Oggi l'ex consulente finanziario ha perso la pensione e a 69 anni guida per pagare le bollette.
Ken Robinson ha 69 anni e per una vita ha fatto il consulente finanziario. Oggi, però, passa le giornate al volante, come autista, e accetta anche turni extra per riuscire a pagare le bollette. La sua storia, raccontata dal Telegraph e ripresa dalla stampa italiana, è quella di un risparmiatore esperto che ha affidato l'intera pensione a un investimento sbagliato: 119.000 sterline, circa 140.000 euro, finite in un resort di lusso a Capo Verde. Tutto comincia nel 2010, quando un amico e collega gli propone un'operazione che sembra semplice e rassicurante.
L'idea è acquistare una stanza d'albergo in un complesso a cinque stelle dell'arcipelago africano, utilizzando un fondo pensione autogestito, un cosiddetto Sipp, strumento diffuso nel Regno Unito che permette di scegliere direttamente dove investire i propri risparmi previdenziali.
La promessa è allettante: un rendimento netto del 7% all'anno. Per chi lavora nel settore, un'offerta del genere può apparire credibile, soprattutto se a presentarla è una persona di fiducia. In quel periodo, tra l'altro, Robinson stava attraversando un momento personale molto difficile, legato alla malattia della moglie. Le decisioni economiche, in situazioni simili, spesso vengono prese con meno distacco del solito, e fidarsi di un amico può sembrare la scelta più naturale. Il bonifico parte, la stanza viene acquistata e l'ex consulente immagina di aver messo al sicuro il proprio futuro con un investimento che, sulla carta, avrebbe dovuto garantire entrate regolari negli anni della pensione.
I problemi, però, iniziano praticamente subito dopo il versamento. Il resort non era ancora stato completato e, per tre anni, l'investimento non produce alcun guadagno. Solo dopo quel periodo la stanza comincia a generare entrate, ma si tratta di cifre modeste: circa 5.500 euro all'anno, ben lontane dalle aspettative create dalla promessa iniziale. Poi arriva la pandemia, che azzera il turismo e interrompe anche quei rendimenti. Un settore costruito sui viaggiatori internazionali, in pochi mesi, si ferma del tutto, e con lui si fermano le entrate legate alla stanza di Robinson. Il colpo più duro, però, arriva nel 2023, quando la società di gestione britannica Rowanmoor finisce in amministrazione controllata.
Da quel momento la situazione si complica ulteriormente: l'immobile acquistato attraverso l'investimento risulta intestato alla società fallita, e la proprietà è quindi tecnicamente nelle mani dei curatori fallimentari. In pratica, Robinson ha speso la sua pensione per un bene che oggi, sul piano formale, non controlla. Non solo. Anche l'idea di trovare un acquirente non basterebbe a risolvere il problema. Se vendesse la stanza a un prezzo inferiore al valore di mercato, rischierebbe infatti una sanzione del fisco britannico pari al 40%. Una trappola nella trappola, che trasforma ogni via d'uscita in un rischio ulteriore e lascia l'ex consulente senza strade semplici per recuperare ciò che ha investito.
A rendere ancora più amara la vicenda c'è un paradosso che riguarda proprio la professione di Robinson. Forte della sua esperienza, ha compilato e seguito da solo la pratica, senza affidarsi a un intermediario esterno. Questa scelta, che al momento sembrava dettata dalla competenza, oggi gli impedisce di rivalersi sui garanti per cattiva consulenza, una strada che ha invece permesso a molte altre vittime della stessa vicenda di ottenere un risarcimento. In altre parole, il fatto di conoscere il mestiere si è trasformato in un ostacolo.
Il suo non è un caso isolato. Secondo la ricostruzione, si inserisce tra quelli di migliaia di risparmiatori britannici che negli ultimi anni sono stati attratti dal boom turistico di Capo Verde e sono finiti in trappole finanziarie. Robinson ha presentato domanda al Financial Services Compensation Scheme, il fondo di indennizzo britannico che ha già dichiarato Rowanmoor insolvente. Ma anche l'esito più favorevole non lo riporterebbe al punto di partenza: nel migliore dei casi il risarcimento potrebbe coprire fino a 85.000 sterline, quindi meno delle 119.000 investite. La richiesta è ancora in attesa di risposta e, finché non arriva una decisione, l'ex consulente continua a lavorare, spesso con turni aggiuntivi, per far fronte alle spese quotidiane. Resta quindi il condizionale: l'indennizzo è una possibilità, non una certezza.
Guardando indietro, Robinson non ha dubbi su quello che farebbe oggi. Se potesse tornare indietro, ha spiegato, lascerebbe i soldi dov'erano, in investimenti sicuri e a basso rischio. Ai lettori rivolge poi un avvertimento molto semplice: non fidarsi mai dei consigli finanziari degli amici. Sono parole che nascono da un'esperienza dolorosa, ma che offrono alcuni spunti utili a chiunque abbia messo da parte dei risparmi. Il primo riguarda le promesse di rendimento: una percentuale alta e regolare, presentata come quasi certa, dovrebbe sempre far scattare qualche domanda in più.
Il secondo riguarda la concentrazione: mettere l'intera pensione in un unico bene, in un unico Paese e attraverso un'unica struttura significa esporsi a rischi che non si possono controllare, dal ritardo dei lavori fino a una crisi globale come quella del Covid. Il terzo riguarda la liquidità: un investimento che non si può vendere facilmente, o che comporta penalità fiscali in caso di vendita, lascia chi lo possiede senza vie d'uscita nei momenti difficili. Infine, c'è il tema del controllo indipendente: farsi seguire da un professionista terzo, anche quando si conosce bene la materia, può offrire una tutela che da soli non si ha. La storia di Ken Robinson ricorda che nemmeno chi lavora nella finanza è al riparo dagli errori, e che la fiducia verso un amico non sostituisce la verifica di chi propone un investimento e di come sia strutturato. Una lezione costosa, che oggi lo costringe a tornare al lavoro quando avrebbe dovuto godersi la pensione.
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...