BYD punta a superare i marchi europei entro il 2027, ma per riuscirci deve colmare alcune lacune. Tra ambizioni premium, guida tarata per l’Europa, ricarica rapida, produzione locale e nuove batterie, ecco la sfida del gruppo.
Nel 2027 BYD punta a mettere in strada il primo veicolo del gruppo con batteria allo stato solido e, nello stesso orizzonte, a rafforzare la propria presenza industriale e commerciale in Europa. Stella Li, vicepresidente esecutiva, ha indicato che l’auto sarà una dimostrazione tecnologica, mentre la produzione di massa è attesa più avanti.
Li ha riconosciuto che i marchi cinesi devono migliorare nel modo in cui presentano la propria cultura e la propria identità. È un passaggio significativo per un gruppo già forte nell’integrazione industriale e con un portafoglio tecnologico ampio: in Europa questi elementi devono diventare fiducia e preferenza d’acquisto. La tecnologia da sola non crea identità. Design, esperienza di guida, assistenza e comunicazione devono essere coerenti con le aspettative di chi compra un’auto in Italia, Francia o Germania.
Il confronto con i marchi storici si gioca anche sulla familiarità costruita nei mercati europei. I costruttori del continente dispongono di reti commerciali consolidate e di una reputazione formata nel tempo, attraverso modelli, competizioni e servizi post-vendita. BYD deve rendere chiaro il proprio valore e raccontare un’identità più ampia di quella di produttore cinese di batterie che si è poi dedicato alle automobili.
La storia industriale dell’azienda offre diversi punti da cui partire. BYD è nata nel 1995 nel settore delle batterie e ha avviato l’attività automobilistica nel 2003. Nel 2022 ha interrotto la produzione di sole auto a benzina, concentrandosi sui veicoli a nuova energia. L’integrazione della filiera, dalle batterie Blade ai motori elettrici e agli altri componenti, può diventare un tratto distintivo. Per il pubblico, però, il valore di questa organizzazione si misura nei prodotti e nei servizi che incontra ogni giorno.
Le iniziative annunciate per il 2027 comprendono un traguardo preciso per la rete Flash Charging: 3.000 stazioni europee entro fine 2027. Accanto a questo piano, BYD lavora all’espansione industriale, a nuovi modelli e alla batteria allo stato solido. Sono elementi che sostengono la competizione nel mercato europeo.
Per seguire le vendite si possono consultare indicatori diversi. ACEA, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, pubblica i dati sulle nuove immatricolazioni nell’Unione europea. Società di rilevazione come JATO Dynamics analizzano mercati e marchi, includendo perimetri che possono comprendere anche Regno Unito e paesi EFTA. I confronti riguardano aree geografiche e periodi differenti, oltre a categorie come auto elettriche a batteria, ibride plug-in e totale dei veicoli.
La presenza industriale di BYD in Europa è in espansione. La fabbrica ungherese di Szeged è progettata per raggiungere una capacità di 200.000 vetture l’anno una volta avviata la produzione di serie. Il dato descrive la capacità prevista per lo stabilimento e si inserisce nel più ampio piano europeo del gruppo.
Una parte del lavoro sull’identità passa da Denza, marchio del gruppo pensato per una proposta più sofisticata. Il suo ruolo è quello di manifesto tecnologico ed elegante, con attenzione al design, ai materiali, alle dotazioni e ai contenuti avanzati. La segmentazione consente a BYD di rivolgersi a pubblici diversi e di presentare i propri modelli oltre la competizione sul prezzo.
Un marchio premium offre una cornice adatta per introdurre tecnologie nuove e contenuti di fascia alta. BYD ha indicato che le prime applicazioni della batteria allo stato solido potrebbero riguardare modelli costosi, tra cui quelli di Yangwang, altro marchio del gruppo. Denza e Yangwang partecipano così, con posizionamenti distinti, alla strategia di prodotto del costruttore.
Il valore di un marchio si costruisce nel tempo, attraverso i prodotti e la rete che li sostiene. Una vettura premium deve offrire un’esperienza coerente nell’abitacolo e nella dinamica di marcia, oltre a un servizio di assistenza e a una gestione dell’auto adeguati anche dopo l’acquisto. Per BYD, il lavoro su Denza consiste nel renderlo riconoscibile, senza affidarsi soltanto alla lista delle dotazioni o alla novità tecnologica.
BYD sta intervenendo sulla taratura di sospensioni e telaio e sulla dinamica di guida, con l’obiettivo di avvicinare i modelli al gusto europeo. Si tratta di aspetti meno appariscenti di una nuova batteria, ma che il conducente percepisce nell’uso quotidiano. La risposta dello sterzo, il controllo dei movimenti della carrozzeria e il comfort sulle strade irregolari contribuiscono alla sensazione di qualità, insieme alla potenza e all’autonomia dichiarata.
Adattare un’auto al mercato europeo significa considerare le condizioni stradali, le abitudini di percorrenza e le preferenze di guida. La messa a punto dei modelli può aiutare BYD a presentarsi anche oltre la fascia delle alternative convenienti. La prova, per chi acquista, è nell’esperienza concreta al volante e nell’uso dell’auto.
Il portafoglio si allargherà: BYD prevede circa tre nuovi modelli entro il 2028. L’offerta potrà così raggiungere segmenti diversi e dare spazio ai marchi del gruppo. Ogni lancio comporta anche un lavoro sulla distribuzione, sull’assistenza e sulla comunicazione, da organizzare insieme all’arrivo delle vetture.
La produzione europea è un altro pilastro della strategia. Nel lungo periodo BYD valuta una rete composta da tre stabilimenti automobilistici e da un grande impianto per batterie. Szeged, in Ungheria, è il primo sito europeo del gruppo; per il secondo stabilimento la società ha considerato più paesi e intende valutare anche la Spagna. Tra i criteri economici indicati c’è il costo dell’energia, insieme alle condizioni industriali e alla possibilità di avviare la produzione in tempi contenuti.
Una fabbrica in Europa avvicina il produttore ai clienti, alla filiera dei fornitori e ai mercati di sbocco. La produzione locale incide anche sul percorso commerciale delle vetture importate dalla Cina e sull’impatto dei dazi. Trasporto dei componenti, investimenti, occupazione e approvvigionamento energetico rientrano nei costi legati alla competitività degli stabilimenti.
La localizzazione ha anche un valore reputazionale. Produrre in Europa permette a un costruttore di presentarsi come parte dell’industria locale; stabilimenti, posti di lavoro e assistenza danno concretezza a questa presenza. Per BYD produzione e racconto devono convergere: l’offerta può conservare una matrice cinese e, allo stesso tempo, radicarsi nei mercati europei attraverso attività industriali e servizi vicini ai clienti.
Tra gli investimenti di BYD c’è Flash Charging, il sistema di ricarica ad alta potenza annunciato fino a 1.500 kW. In Europa il piano prevede 3.000 stazioni entro la fine del 2027. La rete è pensata per ridurre i tempi di sosta con i veicoli e gli impianti predisposti, e per rafforzare l’ecosistema dei modelli del gruppo.
La potenza effettivamente ricevuta dall’auto durante la ricarica dipende dall’architettura del veicolo, dalla batteria, dalla temperatura e dalla curva di ricarica. BYD ha annunciato anche un sistema con accumulo integrato: la stazione può erogare potenze superiori prelevando dalla rete fino a 150 kW e utilizzando l’energia immagazzinata. In questo modo il progetto limita il carico istantaneo sulla connessione elettrica.
Per gli automobilisti contano la posizione delle stazioni, la loro affidabilità e la facilità di pagamento. La rete deve inoltre essere compatibile con i modelli in vendita e ben distribuita nei paesi europei. BYD punta a integrare la ricarica nell’esperienza complessiva dei propri marchi, affiancando le infrastrutture ai veicoli.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...