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Dal caldo di fine maggio al luglio da record: il conto che pagheremo tutti per questa calda estate

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

L'estate 2023 si sta distinguendo per ondate di calore record, con effetti tangibili su salute, economia e società. Dal cambiamento climatico alle strategie di adattamento.

L'inizio precoce di temperature elevate e le prospettive di un'estate caratterizzata da nuovi estremi rappresentano una realtà sempre più frequente per molte aree italiane ed europee. Il passaggio dal caldo insolito di maggio ai picchi di luglio assume un ulteriore significato nell'attuale contesto di emergenza climatica globale, con fenomeni atmosferici che travalicano la stagionalità tradizionale e impattano fortemente sulla quotidianità delle persone. L'impatto del caldo intenso non si limita più solo al disagio passeggero, ma si riflette su salute, società ed economia, segnando la necessità di riconsiderare comportamenti e strategie di adattamento. Oggi, la consapevolezza dei rischi associati alle ondate di calore e degli effetti sulla salute collettiva è cresciuta, ma l'urgenza di fronteggiare una stagione estiva particolarmente cara in termini di conseguenze e di spese non è mai stata così evidente.

Cause delle ondate di calore: dal cambiamento climatico

L'innalzamento delle temperature globali rilevato negli ultimi decenni si lega indissolubilmente al cambiamento climatico di origine antropica. L'accumulo di gas serra, risultante principalmente da emissioni industriali e consumo di combustibili fossili, ha provocato un aumento medio di circa 1,1°C dal periodo preindustriale. Questo processo ha effetti tangibili come l'incremento delle ondate di calore, la loro intensità e durata, e la frequenza con cui si registrano nuovi record termici in Europa meridionale e in Italia.

Le ondate di calore non sono però solo una questione di valori massimi raggiunti dai termometri, ma un fenomeno multifattoriale: si innescano quando, per più giorni consecutivi, si verificano temperature elevate, spesso accompagnate da tassi alti di umidità, forte irraggiamento solare e scarsa ventilazione. In queste condizioni, il corpo umano fatica a dissipare il calore in eccesso attraverso i naturali meccanismi di raffreddamento, come la sudorazione, con difficoltà crescenti in ambienti urbani e durante le notti cosiddette tropicali.

Secondo valutazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e delle agenzie sanitarie europee, il numero di decessi e ricoveri attribuibili alle ondate di calore è in aumento. L'effetto diretto dell'esposizione termica viene ulteriormente amplificato dall'invecchiamento della popolazione, dall'urbanizzazione e da modelli abitativi spesso inadeguati. Le proiezioni indicano che, se non saranno messi in atto interventi strutturali efficaci, eventi estremi come quelli osservati nel 2003 o nel 2022 potrebbero rappresentare la norma nelle prossime decadi, con impatti sempre più severi.

Gli effetti del caldo estremo sulla salute: rischi fisici e mentali

Le ripercussioni di temperature eccezionali sul corpo umano e sulla mente sono numerose e vanno ben oltre il semplice disagio fisico. Il nostro organismo, progettato per funzionare in un intervallo termico limitato, attiva una complessa risposta fisiologica per difendersi dal caldo. La sudorazione e la vasodilatazione cutanea sono fondamentali, ma l'efficacia di questi meccanismi diminuisce con tassi elevati di umidità e con l'età. I sintomi possono manifestarsi con diversa gravità:

  • Crampi muscolari dovuti a perdite di sali minerali
  • Edemi periferici conseguenti alla dilatazione dei vasi
  • Spossatezza, vertigini, cefalee e cali di pressione
  • Disidratazione, colpo di calore e congestioni
Il caldo estremo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, infarti, ictus e peggioramento di asma e BPCO, e influenza negativamente i soggetti con patologie renali, diabete o disturbi endocrini. Quando la termoregolazione non è più sufficiente, si può arrivare ad emergenze mediche gravi che richiedono un intervento tempestivo. L'effetto caldo si riflette anche a livello mentale: insonnia, peggioramento di ansia e depressione, irritabilità, aumento della pressione emotiva e, nei casi più gravi, incremento di comportamenti aggressivi o autolesionistici. Alcuni studi suggeriscono che le ondate di calore possano aumentare il rischio di disturbi cognitivi e di peggioramento delle condizioni psichiatriche preesistenti, oltre che interferire con l'efficacia dei farmaci psicotropi.

Gli episodi di caldo estremo, infine, aggravano la qualità dell'aria, con innalzamento dei livelli di ozono e particolato, e favoriscono la diffusione di malattie infettive e di vettori animali. Il quadro che ne emerge è quello di una minaccia ampia e trasversale, che incide su ogni fascia d'età e condizione.

Popolazioni vulnerabili e gruppi maggiormente a rischio

Non tutti gli individui sono ugualmente suscettibili agli effetti delle ondate di calore: popolazioni anziane e fragili pagano spesso il tributo più elevato in termini di patologie e mortalità. Nei soggetti sopra i 65 anni, la diminuita capacità di sudare, la presenza di malattie croniche e l'uso di farmaci che alterano il bilancio idrico o la pressione aumentano il rischio di colpo di calore e disidratazione.

Bambini piccoli, donne in gravidanza e persone affette da patologie croniche (ad esempio cardiopatie, nefropatie, diabete o disturbi mentali) rappresentano altri segmenti vulnerabili. Persone con mobilità ridotta, stato di non autosufficienza o privi di supporto familiare/sociale hanno meno possibilità di adottare comportamenti protettivi. Nei contesti urbani, occupati spesso da migranti, lavoratori con basso reddito o individui che vivono in abitazioni senza adeguati sistemi di raffrescamento, la probabilità di subire gli effetti negativi delle ondate di calore cresce sensibilmente.

Le condizioni socio-economiche contribuiscono a questa disparità: l'accesso limitato a ventilazione, aria condizionata e infrastrutture di supporto espone maggiormente chi vive in povertà o in isolamento sociale. La presenza in aree densamente urbanizzate accentua la cosiddetta isola di calore urbana, aggravando l'impatto sulle fasce più deboli.

Impatto socio-economico: costi, bollette, produttività e lavoro

L'arrivo di estati eccezionalmente calde implica conseguenze tangibili sui costi di gestione quotidiana e sulla produttività. In primo luogo le bollette di energia, spinte al rialzo dall'uso massiccio di climatizzatori in case, uffici, scuole e strutture sanitarie, incidono pesantemente sui bilanci familiari e delle amministrazioni. Chi non dispone di sistemi efficienti o non può permettersi il raffrescamento domestico rischia di subire effetti negativi maggiori sulla salute. Nei trasporti privati e pubblici, l'impiego dell'aria condizionata nelle automobili determina un aumento dei consumi e quindi dei costi di viaggio, incidendo sia sulle famiglie che sulla sostenibilità ambientale.

A livello economico, le alte temperature provocano spesso una riduzione della produttività lavorativa, in particolare per chi opera all'aperto, agricoltori, operai dell'edilizia, personale addetto alla raccolta rifiuti, o in ambienti non climatizzati. La stanchezza, la spossatezza e il rischio di incidenti aumentano, portando a interruzioni delle attività, assenze per malattia e calo della produzione. L'effetto domino si estende alla logistica e ai servizi, provocando ritardi e inefficienze che impattano il tessuto economico nazionale.

Secondo le analisi si stima che, in assenza di politiche di adattamento, l'impatto del caldo sulla produttività (soprattutto nei Paesi mediterranei) possa tradursi in perdite di PIL significative. I sistemi sanitari, stressati da un maggiore afflusso di persone con malori da caldo, vedono anche lievitare i costi per cure ed emergenze, aggravando ulteriormente la spesa pubblica.

Colpo di calore, disidratazione e patologie correlate

Colpo di calore, disidratazione ed esaurimento da calore sono le condizioni acute più gravi generate dall'esposizione prolungata a temperature elevate. Il colpo di calore si manifesta improvvisamente quando la capacità di termoregolazione dell'organismo viene meno: la temperatura corporea sale rapidamente oltre i 40°C, con rischio di compromissione di organi vitali (rene, cuore, sistema nervoso centrale) e possibilità di esiti letali se non trattato tempestivamente.

I segni clinici sono malessere generale acuto, confusione mentale, nausea, vomito, cefalea, vertigini, tachicardia, pressione bassa e, nei casi severi, perdita di coscienza. Questi rischi sono più frequenti in soggetti anziani e in coloro che assumono farmaci per il controllo della pressione, diuretici o psicotropi. La disidratazione si manifesta con sete intensa, pelle secca, debolezza muscolare, spasmi, palpiti e riduzione della pressione arteriosa. Le azioni preventive ritenute più efficaci e raccomandate comprendono:

  • Mantenere una regolare idratazione quotidiana (acqua e pasti leggeri ricchi di sali minerali)
  • Preferire indumenti chiari e in tessuti naturali
  • Limitare l'esposizione al sole nelle ore più calde
  • Utilizzare tende e schermature per ridurre il surriscaldamento degli ambienti interni
  • Monitorare lo stato di salute dei soggetti fragili
In presenza di sintomi sospetti, è consigliabile ricorrere tempestivamente all'assistenza sanitaria. Regolamenti nazionali e piani di prevenzione, come il Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute in Italia, hanno definito procedure di allerta e assistenza per limitare l'impatto di questi rischi nelle stagioni più critiche.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...