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Dal ristorante tre stelle Michelin alla gioielleria in 60 paesi: le storie dei 25 italiani nominati Cavalieri del Lavoro e Alfieri

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Dalla cucina stellata ai grandi marchi internazionali: venticinque imprenditori italiani sono stati nominati Cavalieri del Lavoro da Mattarella. Storie di eccellenza nei settori chiave del Made in Italy, tra tradizione, innovazione e impatto sociale.

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Introduzione: la nomina dei nuovi Cavalieri del Lavoro e il significato dell’onorificenza

Un quadro di eccellenza imprenditoriale emerge ogni anno con l’assegnazione di una delle massime onorificenze italiane dedicate al mondo produttivo: quella di Cavaliere del Lavoro. Il Capo dello Stato, su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di concerto con il Ministero dell’Agricoltura, ha riconosciuto 25 nuove personalità del panorama economico nazionale e internazionale, celebrando percorsi di successo che abbracciano settori molto eterogenei: da storiche maison della moda a colossi dell’energia, dall’eccellenza enologica al design tecnologico, fino alla distribuzione alimentare.

I nominati rappresentano una selezione rigorosa, non soltanto per risultati di mercato o indicatori finanziari, ma per il valore creato a livello sociale, culturale e territoriale. Essere scelti per questa onorificenza significa portare testimonianza di innovazione, resilienza e visione d’impresa nei momenti più delicati della storia produttiva italiana, contribuendo alla crescita diffusa del Paese. Come ogni anno, le storie degli insigniti testimoniano il contributo unico apportato non solo all’economia, ma anche alla coesione sociale e al progresso comunitario.

La solennità dell’evento richiama i valori fondanti su cui si basa la Repubblica: il lavoro come motore di progresso e l’impresa come luogo di responsabilità condivisa, capacità di visione e attenzione verso le nuove generazioni. Attraverso questa selezione, l’Italia ribadisce l’intenzione di sostenere i migliori ambasciatori del Made in Italy e della cultura imprenditoriale nel mondo, in un dialogo che riconosce anche il merito delle realtà più dinamiche provenienti da territori e filiere assai diversi fra loro.

Cosa significa essere Cavaliere del Lavoro: criteri, requisiti e storia dell’Ordine

Il titolo di Cavaliere del Lavoro viene conferito secondo i principi dell’Ordine al Merito del Lavoro, istituzione nata nel 1901 per premiare figure che, distinguendosi nei campi dell’industria, dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato e dei servizi, hanno portato benefici tangibili alla modernizzazione italiana. L’onorificenza rappresenta il più alto riconoscimento per chi guida con responsabilità, continuità e capacità di innovazione realtà produttive che impattano positivamente sul tessuto economico e sociale.

I criteri di selezione sono stringenti: si richiedono minimo vent’anni di attività continuativa e autonoma nel settore d’appartenenza e una comprovata propensione ad adottare comportamenti improntati alla responsabilità sociale, al rispetto dei lavoratori e al progresso tecnologico. La valutazione tiene in considerazione i risultati raggiunti, la capacità di affrontare le sfide del tempo e il contributo fornito al sistema-Paese.

Nel corso degli anni, l’Ordine ha progressivamente allargato il proprio campo d’azione, promuovendo non solo la crescita economica, ma anche la promozione di una cultura dell’impresa responsabile e innovativa. Oggi, la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro mantiene vivo l’impegno verso la valorizzazione delle iniziative, il racconto delle migliori prassi e la promozione di ricerche e progetti di respiro sociale e culturale. La continuità e il prestigio della nomina ne fanno un simbolo riconosciuto a livello internazionale.

Le storie di eccellenza: i profili dei 25 nuovi Cavalieri del Lavoro

Il gruppo dei più recenti insigniti incarna l’essenza della varietà imprenditoriale italiana. Si spazia da imprenditori affermati nel settore dell’enogastronomia – come Marina Cvetic (vitivinicolo, Abruzzo) e Sabato D’Amico (alimentare, Campania) – fino ad autentici innovatori nella tecnologia applicata all’industria e ai servizi, come Giorgio Girondi (tecnologie di filtrazione, Veneto) e Giancarlo Negro (servizi informatici, Puglia).

  • Arte e Artigianato: Spicca la figura di Roberto Coin, orafo veneto riconosciuto globalmente per la raffinatezza delle sue creazioni e il contributo alla valorizzazione del saper fare artigiano.
  • Moda e Design: Lorenzo Delladio (abbigliamento sportivo) e Katia Da Ros (prodotti refrigeranti) rappresentano la capacità del Nord Est di unire tradizione manifatturiera e innovazione tecnica.
  • Comparti Industriali: Nomine come quella di Antonio Gozzi (siderurgia, Liguria), Carlo Lastrucci (elettronica, Toscana), e Matterino Dogliani (infrastrutture, Piemonte) sottolineano la strategicità delle filiere italiane nei settori portanti dell’industria pesante e digitale.
  • Agroalimentare e Distribuzione: Bruno Piraccini (ortofrutta, Emilia-Romagna) e Giangiacomo Ibba (grande distribuzione, Sardegna) testimoniano quanto le eccellenze regionali costituiscano un valore per l’export e lo sviluppo sostenibile.
  • Imprese al femminile: La presenza di sette donne, tra cui Micaela Pallini (distilleria, Lazio) e Patrizia Zucchi (distribuzione energia, Emilia-Romagna), segnala la crescente affermazione dei contributi imprenditoriali femminili in ambiti tradizionalmente maschili.
  • Innovazione nei servizi: Marco Trombetti (informatica, Lazio) e Gioconda Gritti (ristorazione, Lombardia) hanno reimmaginato l’impresa in chiave tecnologica e gestionale, offrendo servizi di qualità riconosciuta su scala nazionale e internazionale.
Questi protagonisti sono accomunati da una visione capace di guardare oltre i confini tradizionali, esportando know-how, affermando la centralità del lavoro come veicolo di elevazione personale e collettiva. Le loro esperienze, spesso nate in contesti familiari o locali, si sono rapidamente trasformate in storie di successo globale, consolidando l’identità dell’Italia produttiva all’estero.

I settori e le regioni rappresentati: la mappa della produttività e del Made in Italy

L’elenco dei nuovi premiati offre una fotografia della ricchezza produttiva italiana, intrecciando regioni storicamente leader con territori emergenti su scala nazionale. Sono presenti:

  • Veneto e Piemonte: ciascuna regione vanta quattro rappresentanti, dall’oreficeria ai prodotti industriali avanzati, dall’agroalimentare alla componentistica.
  • Lombardia: Tre gli insigniti, a conferma della centralità dell’area nell’industria manifatturiera e nei servizi avanzati.
  • Sardegna, Lazio, Emilia-Romagna, Puglia, Campania: Si segnalano due insigniti ciascuna, con focus su agroalimentare, distribuzione e tecnologie innovative.
  • Toscana, Abruzzo, Liguria, Sicilia e Trentino-Alto Adige: Un rappresentante rispettivamente, a testimonianza dell’ampio spettro geografico dell’eccellenza nazionale.
  • Presenza internazionale: Vincenzo Andronaco opera prevalentemente all’estero, sottolineando come il riconoscimento premi tanto le realtà radicate in Italia quanto le nostre migliori “antenne” imprenditoriali fuori dai confini.
I settori più visibili si distribuiscono fra industria, terziario avanzato, agricoltura e servizi innovativi: elementi chiave che alimentano la reputazione del Made in Italy e la solidità delle esportazioni. La compresenza di imprese storiche e start-up rappresenta un segno distintivo del sistema produttivo nazionale, aperto sia al mantenimento delle tradizioni sia alla spinta verso nuove frontiere del lavoro e del mercato.

Cerimonia al Quirinale: consegna delle onorificenze e messaggi istituzionali

L’evento di conferimento si tiene ogni anno presso il Quirinale, luogo simbolo dell’identità repubblicana. Durante la cerimonia, il Presidente della Repubblica sottolinea i valori di responsabilità civile e sociale che permeano l’impresa di qualità. Interventi come quello di Enrico Zobele, vicepresidente della Federazione, rilanciano il peso degli imprenditori nella costruzione del progetto europeo e nella promozione dei talenti giovani.

Nel suo discorso, Sergio Mattarella ha ricordato che “la responsabilità dell’impresa consiste anche nel favorire la crescita civile di un Paese, attraverso comportamenti innovativi e inclusivi”. In questo contesto, la cerimonia si traduce in momento di scambio intergenerazionale: insieme ai nuovi insigniti vengono celebrati anche i dirigenti che hanno raggiunto 25 anni di appartenenza all’Ordine, a rimarcare la continuità fra passato e futuro dell’impresa tricolore.

L’impatto delle imprese dei Cavalieri del Lavoro sull’economia e sulla società italiana

Il contributo degli insigniti non si esaurisce nell’ambito strettamente aziendale. Secondo ricerche recenti, le imprese guidate dai Cavalieri del Lavoro rappresentano il 3% delle aziende italiane con fatturati superiori ai 20 milioni di euro, ma generano il 20% dell’occupazione del bacino di riferimento e circa il 5% del PIL nazionale. Questi numeri mostrano una capacità di creare ricchezza, innovazione e stabilità, ben superiore alla media nazionale.

L’impatto si estende all’infrastruttura culturale e sociale. Numerose iniziative promosse dai Cavalieri, anche tramite la Federazione, sono oggi esempio di buona prassi in materia di sostegno alla formazione, inclusione giovanile ed educazione civica. L’investimento in avanguardia tecnologica, sostenibilità, parità di genere e welfare aziendale rappresenta un valore aggiunto riconosciuto da istituzioni pubbliche e da stakeholder internazionali.

L’effetto moltiplicatore di queste esperienze è evidente soprattutto nei territori dove gli insigniti operano: in molti casi, l’impresa diventa motore di sviluppo anche per le piccole economie locali, con ricadute positive su occupazione, qualità della vita e coesione sociale.

Alfieri del Lavoro: i giovani talenti premiati insieme agli imprenditori

Nella stessa giornata delle nomine dei Cavalieri del Lavoro, venticinque studenti si sono distinti ricevendo il prestigioso titolo di Alfieri del Lavoro. Questo conferimento è riservato ai migliori diplomati delle scuole secondarie superiori, scelti per merito, risultati scolastici e capacità di rappresentare le nuove energie del Paese.

Il riconoscimento, istituito dalla Federazione nel 1961, crea un ponte ideale fra la lunga esperienza imprenditoriale celebrata dai Cavalieri e l’entusiasmo dei giovani, chiamati a diventare protagonisti nella società e nell’economia del domani. Gli Alfieri provengono ogni anno da tutto il territorio nazionale, a sottolineare l’ampiezza e la pluralità delle vocazioni italiane.

“Gettare un ponte, con le fondamenta basate sul merito, tra due generazioni”: così viene definita la cerimonia che rinnova simbolicamente la trasmissione dei valori fondamentali tra chi ha costruito la prosperità italiana e chi, con le proprie competenze e aspirazioni, raccoglie ora il testimone.

Conclusioni: un ponte tra generazioni e valori per il futuro dell’Italia

L’insieme degli insigniti dell’onorificenza e degli Alfieri racchiude l’essenza della continuità nella cultura del lavoro. Le esperienze maturate da personalità spesso partite da contesti locali e arrivate a guidare aziende di statura internazionale si intrecciano con i percorsi di studio e crescita dei giovani più brillanti.

L’importanza di celebrare queste eccellenze risiede nella capacità di proporre modelli di riferimento concreti e inclusivi, capaci di incoraggiare, sostenere idee innovative e promuovere fiducia nel sistema produttivo e sociale italiano. Attraverso le nomine si ribadisce che il successo individuale trae forza dall’impegno collettivo e dalla trasmissione di quei valori che fanno dell’Italia una comunità coesa e proiettata al futuro.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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