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Dalle città più maleducate a quelle più educate fino alle più generose rivelate dallo studio Preply che ne spiega i motivi

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Tra pregiudizi, dati sorprendenti e analisi su comportamenti quotidiani, uno studio Preply svela quali città italiane primeggiano per educazione, maleducazione e generosità, indagandone cause e risvolti sociali.

Venezia si distingue come la città vista più scortese, Padova spicca per educazione, Messina sorprende con la sua generosità: queste sono le evidenze emerse dal recente studio Preply su abitudini sociali e qualità della vita urbana in Italia. La classifica cambia la percezione comune indicando nuovi trend nei comportamenti civici delle nostre città. I dati mettono subito in discussione molti stereotipi consolidati e sottolineano l'importanza di riflettere su cosa significhi "vivere bene" in contesti urbani ad alta densità e movimento, tra residenti stabili e milioni di visitatori annuali. Questa ricerca, che risponde al bisogno crescente di informazioni affidabili, approfondisce motivazioni sociali, dettagli comportamentali e curiosità cittadine in tutto il territorio nazionale.

Come è stato condotto lo studio: metodologia, dati e criteri di valutazione

Per fornire un quadro completo, la piattaforma di lingue Preply, in collaborazione con Censuswide, intervistando un campione rappresentativo di 1.558 residenti (da almeno 12 mesi) in 19 tra le principali città d’Italia. Ogni intervistato ha espresso la propria percezione riguardo a 12 precisi comportamenti giudicati scortesi nella vita quotidiana, utilizzando una scala da 1 a 10, dove valori più alti indicano maggiore maleducazione percepita.

  • Campione selezionato: cittadini adulti scelti per rappresentare fedelmente le differenti realtà urbane italiane;
  • Diversificazione territoriale: sono state coinvolte sia grandi metropoli che città medie di diverse aree geografiche;
  • Comportamenti considerati: fra cui l'uso del cellulare in pubblico, la scarsa attenzione al traffico, rumorosità, mancato rispetto degli spazi e scortesia verso il personale di servizio.
I dati raccolti sono stati elaborati e trasformati in un punteggio medio nazionale di maleducazione pari a 6,10, utile come riferimento per confrontare i valori delle singole città. Questo approccio metodologico garantisce trasparenza e affidabilità nelle graduatorie, fornendo spunti sia tecnici sia sociali sull’evoluzione delle dinamiche urbane italiane.

Classifica delle città più maleducate d’Italia: sorprese, dati e motivazioni

I risultati evidenziano diversi colpi di scena, con alcune città italiane storicamente associate all’accoglienza che appaiono oggi in posizioni inaspettate nella classifica dell’inciviltà urbana. Il podio delle città percepite meno cortesi secondo lo studio:

Posizione Città Punteggio
1 Venezia 6,55
2 Catania 6,52
3 Parma 6,51

Seguono Milano (6,33), Brescia, Roma (sesta con 6,26), Genova, Trieste, Torino e Taranto (6,03). Roma si posiziona solo quinta, smentendo pregiudizi diffusi sulla maleducazione delle grandi metropoli del centro Italia. Paradossale poi la posizione di Venezia: da capitale del turismo mondiale, conquista il primato negativo. Il dato "sorpresa" riguarda però città del Sud solitamente oggetto di luoghi comuni, come Napoli e Palermo, che risultano sotto la media nazionale per comportamenti incivili.

L’analisi collega la classifica a fattori specifici di ciascun contesto urbano: densità abitativa, presenza massiccia di turisti, difficoltà nella mobilità e relazione tra residenti e "ospiti temporanei". Il giudizio sulla cortesia cittadina, quindi, si rivela spesso molto più complesso di quanto suggeriscano le generalizzazioni.

Focus su Venezia: overtourism, tensioni sociali e comportamenti tipici

La presenza di Venezia al vertice della classifica negativa sorprende solo in apparenza. Il centro storico, con appena 60.000 abitanti, ospita ogni anno quasi 13 milioni di visitatori, generando una densità urbana senza eguali in Italia su appena 7,6 km². Questo sovraffollamento cronico accentua stress e tensioni sia tra chi risiede da sempre, sia tra chi arriva per brevi periodi.

  • Tra i comportamenti più rilevati emergono:
  • Saltar la fila
  • Mancato rispetto dello spazio altrui
  • Uso eccessivo del vivavoce in pubblico
  • Scortesia verso il personale di servizio
Il fenomeno viene inquadrato come risultato della sommatoria tra pressioni turistiche e abitudini consolidate, ma anche di una convivenza spesso forzata fra residenti e "nuovi arrivati". Le tensioni sociali che ne derivano fanno sì che la percezione di scortesia sia trasversale e talvolta autoalimentata dalle condizioni di fruizione della città.

Venezia, dunque, diventa emblema delle difficoltà nella gestione di grandi flussi turistici in spazi urbani fragili, portando alla luce dinamiche uniche nel panorama italiano e internazionale.

Le città più educate d’Italia: una questione di qualità della vita e buone abitudini

La classifica dell’educazione urbana si fonda su parametri ben precisi: qualità degli spazi, attenzione alle regole sociali, diffusione di buone abitudini nel quotidiano. Le città che svettano sono centri di medie dimensioni, spesso associate a un’elevata qualità della vita e a sistemi amministrativi efficienti.

Posizione Città Punteggio
1 Padova 5,18
2 Firenze 5,60
3 Modena e Verona 5,66

Notevole il fatto che Verona e Padova, entrambe in Veneto, occupino la vetta, mentre Venezia, sempre nella stessa regione, sia ultima. Questa dicotomia geografica e culturale suggerisce che non esiste un "modello veneto" univoco, ma piuttosto specificità cittadine fortemente influenzate dal tessuto sociale e dalla pressione demografica.

Bologna si distingue come altro esempio virtuoso, risultando tra le prime cinque in termini di educazione percepita. In queste realtà le relazioni sociali appaiono più serene, il rispetto delle regole si riflette in comportamenti quotidiani meno conflittuali, e il senso di comunità viene riconosciuto come valore trainante. La differenza rispetto alle città meno educate risiede, secondo Preply, anche nella diffusione capillare di buone pratiche civiche nella gestione degli spazi e nelle interazioni sociali.

Confronto nord-sud: sfatiamo i luoghi comuni sulla maleducazione nelle città italiane

La ricerca Preply ribalta molti stereotipi legati a nord e sud del Paese. Contrariamente a quanto suggeriscono molti pregiudizi, le città meridionali risultano spesso più educate rispetto a diverse realtà del settentrione.

  • Napoli e Palermo, spesso nel mirino delle polemiche, sono tra le città con il livello di scortesia più basso, sotto la media nazionale.
  • Nella top ten delle città meno educate, sette sono al nord, e ben tre in Veneto.
  • Le città medie e alcune metropoli del nord (Milano, Brescia, Torino) presentano punteggi più elevati di maleducazione rispetto a molte realtà del Sud.
Questi dati impongono di superare le letture semplicistiche che associano automaticamente la "maleducazione" a specifiche aree geografiche, aprendo a nuove riflessioni sulle vere cause dei fenomeni rilevati: qualità della vita, pressione demografica, attenzione alle regole e capacità di gestione dei flussi.

Le città più generose d’Italia: Messina, Brescia e Palermo tra mance e altruismo

Oltre alla cortesia, la ricerca ha indagato la propensione a lasciare una mancia, comportamento spesso interpretato come segno di generosità e rispetto nei confronti del lavoro altrui. Messina è considerata la città più generosa d’Italia, seguita da Brescia e Palermo.

  • Messina svetta nella classifica per l’alta percentuale di persone che lasciano la mancia regolarmente.
  • Brescia sorprende per la sua apertura, ribaltando la percezione ottenuta da altri indicatori.
  • Palermo si distingue anche qui, confermando un trend verso l’altruismo sociale.
All’estremo opposto si colloca Parma, città segnalata come poco generosa e meno avvezza a manifestare gratitudine attraverso piccole ricompense economiche. È interessante notare che, a livello nazionale, solo il 23,3% degli italiani dichiara di lasciare mance con regolarità, e il 19,6% considera inopportuno non lasciarla in situazioni come il servizio al tavolo. Anche il grado di generosità, dunque, si distribuisce in modo disomogeneo su base regionale, suggerendo una lettura non scontata dei valori condivisi.

I comportamenti maleducati più diffusi: cellulare, traffico, rumorosità e rispetto dello spazio pubblico

L’analisi dettagliata dei tipi di scortesia urbana fornisce un quadro esaustivo di ciò che più infastidisce residenti e visitatori:

  • Uso eccessivo del cellulare in pubblico – Sentito in particolare a Trieste
  • Bloccare il traffico o non lasciar avanzare gli altri veicoli – Trieste ancora in prima linea
  • Non rallentare vicino ai pedoni – Catania si distingue tra le città esaminate
  • Rumore e confusione nei luoghi pubblici – Forte percezione su Catania e Venezia
  • Ignorare gli estranei o manifestare chiusura verso l’altro – Tallone d’Achille di Parma e Brescia
  • Guardare video a volume alto negli spazi comuni – Fenomeno in aumento, soprattutto a Genova
  • Vivavoce ad alto volume – Emergono criticità nelle grandi città turistiche
  • Saltare la fila o non rispettare lo spazio altrui – Problema sentito in contesti molto frequentati come Venezia
  • Scortesia verso il personale di servizio – Comportamento spesso rilevato in città affollate e ad alto turnover turistico
  • Non lasciare la mancia – Segnalato frequentemente a Parma
Molti di questi comportamenti sono diretta conseguenza di stili di vita sempre più veloci, densità urbana elevata e una crescente abitudine all’utilizzo di tecnologia anche negli spazi comuni. 

Locali o forestieri? Chi è realmente più maleducato secondo i dati

Una delle domande centrali dello studio riguarda se la “maleducazione” sia frutto degli atteggiamenti dei residenti o, piuttosto, di visitatori e turisti temporanei. Qui i dati sono particolarmente interessanti:

  • Per il 47,05% degli intervistati la responsabilità è equamente ripartita tra chi vive stabilmente e chi è di passaggio.
  • 26,38% attribuisce la maggior parte delle colpe agli autoctoni.
  • 17,91% ritiene invece più scortesi i forestieri.
  • Una minoranza (8,66%) resta indecisa.
Alcune città accusano maggiormente i residenti di maleducazione, come Bari, Roma, Taranto, Catania e Palermo; altrove, come Modena, Parma, Firenze, Milano, Genova, Trieste, Torino, Bologna, Verona, Venezia, Brescia e Padova, si tende a considerare i forestieri fonte principale di comportamenti scorretti.

Questo elemento conferma che la percezione di cortesia o inciviltà non dipende solo dal luogo, ma anche da dinamiche di interaction tra diversi gruppi sociali, e che la convivenza può generare tensioni solo laddove non siano condivisi codici minimi di rispetto reciproco.

Il ruolo del turismo e della densità urbana nell’influenzare le buone maniere

L’afflusso massiccio di visitatori in città con patrimonio storico o attrattiva culturale comporta modifiche sostanziali nelle dinamiche sociali locali. Turismo e densità abitativa agiscono come moltiplicatori (o attenuatori) dei fenomeni di cortesia e maleducazione.

Alcuni effetti principali individuati dalla ricerca sono:

  • Aumento dello stress relazionale dovuto a spazi sovraffollati
  • Difficoltà nel mantenere abitudini civili consolidate (salutare, rispettare le file, moderare il volume della voce)
  • Pressione sulle infrastrutture e sui servizi che crea disservizi e fastidi frequenti.
Casi come Venezia dimostrano che un'eccessiva densità turistica può semplicemente rendere impossibile mantenere alti standard di educazione, facendo esplodere frizioni e comportamenti difensivi anche tra i residenti. Al contrario, città più "vivibili" riescono a mantenere una qualità dei rapporti superiore proprio grazie a un miglior bilanciamento tra numero di persone, servizi e spazi disponibili.

Cosa fare concretamente per migliorare educazione e convivenza nelle città italiane

Le analisi condotte suggeriscono numerose azioni possibili per rafforzare il senso civico e la buona convivenza:

  • Sviluppo di campagne di sensibilizzazione su rispetto reciproco e regole condivise
  • Educazione civica nelle scuole per consolidare buone pratiche fin dalla giovane età
  • Valorizzazione degli spazi pubblici, incentivando il loro uso corretto
  • Gestione del turismo sostenibile attraverso limiti agli accessi e infrastrutture efficienti
  • Supporto al personale di servizio con formazione specifica in contesti turistici intensivi
  • Promozione di sistemi premianti per chi manifesta buone maniere nei luoghi pubblici.



Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...