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Due cognomi per tuo figlio: la sentenza che ha cambiato tutto e che molti genitori ignorano ancora

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di Marianna Quatraro pubblicato il

La rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale del 2022 ha cambiato le regole sull'attribuzione del cognome in Italia, aprendo nuove possibilitą per famiglie, pratiche amministrative e identitą culturali

L'attribuzione dei cognomi ai figli ha subito un profondo cambiamento in Italia. Il tema, per decenni confinato nella sfera familiare e regolato da norme antiquate, è emerso al centro del dibattito pubblico grazie a un’importante decisione giudiziaria. Dal 2022, con una storica sentenza della Corte Costituzionale, è possibile per i genitori scegliere se attribuire al proprio bambino il cognome paterno, quello materno o entrambi, nell’ordine che preferiscono. Questa novità ha inciso sulla nozione stessa d’identità familiare ed è diventata un segno tangibile di una società più attenta alla parità tra i generi e alla valorizzazione del ruolo di ciascun genitore nella crescita dei figli. 

La sentenza della Corte Costituzionale del 2022: cosa ha stabilito

La sentenza n. 131/2022 della Corte Costituzionale ha scardinato un sistema secolare, dove la prassi consisteva nell’attribuire automaticamente il cognome del padre al figlio, indipendentemente dalla volontà genitoriale. Questa regola era ritenuta lesiva del principio di uguaglianza e contribuiva, di fatto, a marginalizzare la figura materna nell’identità del minore. La Corte ha evidenziato che tale automatismo produceva una differenza di trattamento tra madre e padre, in contrasto con gli articoli 2, 3 e 117 della Costituzione. Il nuovo modello stabilisce che il cognome del figlio debba derivare dai cognomi di entrambi i genitori, nell’ordine scelto di comune accordo. In assenza di accordo, la decisione sulla sequenza spetta al giudice, che dovrà valutare l’interesse del minore. La sentenza si applica a tutti i figli, siano essi nati all’interno del matrimonio, fuori dal matrimonio o adottati. Non è però obbligatorio attribuire il doppio cognome: basta l’unanime consenso dei genitori per indicarne solo uno. 

Possibilità, limiti e casi particolari: dalla scelta all'ordine dei cognomi

Il quadro vigente sul tema dei cognomi offre ampia autonomia ai genitori, ma pone anche alcune limitazioni e prevede specificità per casi particolari. La normativa consente di scegliere liberamente quale cognome anteporre, in base all’accordo, senza che ci sia alcuna gerarchia predefinita tra quello materno e quello paterno. Tuttavia, esistono situazioni particolari:

  • Se un solo genitore riconosce il figlio alla nascita, il cognome assegnato sarà quello del genitore interessato.
  • In presenza di riconoscimento successivo da parte dell’altro genitore, al cognome già attribuito può essere aggiunto, anteposto o sostituito quello del nuovo riconoscente, tenendo conto dell’identità acquisita dal minore.
  • Nel caso sia impossibile raggiungere un’intesa sull’ordine o sulla scelta, come già accennato, interviene il giudice.
  • Per i figli nati o riconosciuti all’estero con doppia cittadinanza, la trascrizione dell’atto straniero segue le regole italiane salvo consenso dell’interessato.
Vi sono ulteriori limiti: non è ammesso attribuire cognomi illustri o storici al fine di celare le proprie origini o per mere ragioni di prestigio sociale. Inoltre, non si può conferire al bambino un cognome in segno di ritorsione o con intento lesivo dell’altro genitore. 

Ripercussioni pratiche: codice fiscale, documenti, procedure e moduli

Il nuovo sistema sull’attribuzione dei cognomi ha generato significativi effetti sui documenti d’identità e sulle pratiche amministrative. Quando si opta per il doppio cognome, entrambi sono riportati su tutti i documenti ufficiali, dal certificato di nascita alla carta d’identità elettronica. Di conseguenza, anche il codice fiscale viene assegnato secondo la nuova combinazione di cognomi, creando una corrispondenza informatica tra i dati anagrafici presenti in tutti gli archivi pubblici. La procedura prevede la compilazione di moduli specifici presso l’ufficio anagrafe, allegando i documenti identificativi dei genitori e, se occorre, eventuali provvedimenti giudiziari in caso di assenza di accordo. Il rilascio dei nuovi documenti avviene in tempi brevi, salvo impedimenti amministrativi. In caso di cambiamento successivo del cognome, è necessario aggiornare tutti i documenti personali e fiscali. Le famiglie devono inoltre considerare l’impatto sulle pratiche internazionali, specie per i bambini con doppia cittadinanza, dove le normative estere potrebbero differire o richiedere documentazione aggiuntiva per la validità delle identificazioni.

Il doppio cognome tra dati statistici, differenze territoriali e identità familiare

I dati evidenziano che l’adozione del doppio cognome è cresciuta progressivamente dal 2022. Secondo i rapporti ISTAT degli ultimi anni, la percentuale di nuovi nati con entrambi i cognomi dei genitori è passata dal 2% circa del 2020 a una media del 7% nel 2025. Le statistiche mostrano, tuttavia, importanti variazioni su base territoriale:

Area Percentuale doppio cognome
Nord e Centro Italia 8%
Mezzogiorno 6%
Primogeniti 9,2%
Secondi figli 4,7%
Coppie non sposate 8,5%
Coppie sposate 5,3%

L’attribuzione di due cognomi risulta più diffusa nelle grandi città del Centro-Nord e tra le famiglie con elevata consapevolezza culturale e sociale del tema della parità di genere. L’identità familiare si ridefinisce anche grazie a questa possibilità: in molte storie personali, il mantenimento del cognome materno contribuisce a rafforzare il legame generazionale e a dare continuità a rami familiari che rischierebbero altrimenti di estinguersi. Il fenomeno cresce anche nelle famiglie miste o di cittadinanza straniera, specie tra chi proviene da culture dove il doppio cognome è una prassi consolidata.

Le sfide per le future generazioni e la questione della moltiplicazione dei cognomi

Un aspetto dibattuto riguarda la moltiplicazione dei cognomi nelle generazioni successive. Se ogni figlio dovesse portare entrambi i cognomi dei genitori, il risultato potrebbe essere nomi sempre più lunghi e complessi, con quattro, otto o più cognomi a carico delle nuove generazioni. Per ora la legislazione lascia piena libertà di scelta su quali cognomi trasmettere e in che ordine, ma questo ha fatto emergere interrogativi su come saranno gestiti i casi in cui entrambi i genitori a loro volta abbiano un doppio cognome. Una soluzione ipotizzata è quella già adottata in alcuni paesi di lingua spagnola, dove si tramanda solo il primo cognome del padre e il primo della madre, mantenendo così un equilibrio tra identità personale e semplicità amministrativa. In Italia, la Corte Costituzionale ha demandato al legislatore il compito di regolamentare il fenomeno per evitare l’accumulo di cognomi in futuro.

Cambiare o aggiungere cognomi da adulti: requisiti e iter amministrativo

Non solo i nuovi nati possono beneficiare delle nuove regole. Anche gli adulti possono richiedere di aggiungere il cognome materno o di cambiarlo, nella misura in cui dimostrino una motivazione rilevante. La procedura prevede:

  • domanda formale al Prefetto della provincia di residenza o di nascita;
  • presentazione di tutta la documentazione di supporto, inclusa la motivazione (affettiva, sociale, familiare, o di pregiudizio legato al cognome originario);
  • pagamento del bollo amministrativo;
  • pubblicazione della richiesta all’Albo Pretorio per 30 giorni, durante i quali chiunque possa avere interesse può opporsi;
  • in mancanza di opposizioni fondate, il Prefetto autorizza il cambiamento, che dopo trascrizione nei registri ufficiali diventa effettivo.
Una volta completata la procedura, sarà necessario aggiornare tutti i documenti personali, inclusi codice fiscale e carte d’identità.


Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...