Il tema degli esami online nelle università telematiche viene affrontato tra nuove normative, pressioni studentesche, rischi di dequalificazione e possibili scenari futuri.
Il rinnovato interesse verso gli atenei digitali si inserisce in un contesto caratterizzato da profondi mutamenti tecnologici e dalle ricadute della pandemia, elementi che hanno accelerato la diffusione della didattica digitale. Se durante l'emergenza sanitaria il ricorso alle piattaforme online per esami e lezioni è apparso come una necessità ineludibile, oggi il ritorno all'obbligo degli esami in presenza è diventato uno dei punti di maggiore tensione tanto in ambito accademico quanto nel dibattito pubblico e normativo.
Il nodo della valutazione a distanza, esploso con forza all'indomani delle chiusure pandemiche, si confronta ora con nuove regole che rischiano di cambiare non solo l'organizzazione degli atenei telematici, ma anche l'accessibilità e la qualità percepita degli studi universitari. Non si tratta soltanto di una questione regolatoria: ciò che è in gioco sono l'integrità dei percorsi, il diritto allo studio e le aspettative di studenti, famiglie e società su una effettiva equità tra i vari modelli universitari. Nel pieno della discussione parlamentare sul Milleproroghe, con la deroga agli esami online ridimensionata ma ancora oggetto di polemiche, è evidente come la questione resti tutt'altro che chiusa.
Il contesto è segnato da una successione di interventi regolatori che hanno definito i limiti e le prerogative delle università telematiche. Storicamente, già dagli anni Duemila, la normativa nazionale aveva fissato alcune regole salde: una tra tutte l'obbligo, che accomunava sia atenei tradizionali che online, di sostenere gli esami di profitto in presenza. L'arrivo della pandemia ha imposto deroghe d'urgenza, allargando temporaneamente la possibilità di valutazioni online non solo per motivi logistici, ma anche per garantire la continuità della formazione.
Con il Decreto Ministeriale 1835 del 6 dicembre 2024, noto come Decreto Bernini, si è cercato di ripristinare un quadro ordinario: esami e discussioni di tesi tornano a svolgersi in presenza, per entrambe le tipologie di università. Il decreto, tuttavia, aveva previsto una fase transitoria, concedendo un anno di proroga agli atenei digitali per permettere l'adeguamento alle nuove regole. Nel frattempo, il dibattito ha continuato ad animarsi, con la presentazione in Parlamento di ulteriori emendamenti volti a dilatare i tempi del ritorno in presenza.
La proposta di modifica inserita nel Milleproroghe (emendamento cosiddetto salva-Bandecchi) mirava inizialmente a un rinvio generalizzato dell'obbligo, ma dopo un acceso confronto istituzionale la platea dei beneficiari si è ridotta: la deroga minimale, ora in discussione, riguarda pochi casi specifici e potrebbe ancora essere soggetta a cambiamenti.
L'iter del Milleproroghe ha portato allo scoperto fratture e alleanze trasversali tra forze politiche, associazioni di categoria e società civile. Nella discussione iniziale, la proposta di rinviare ulteriormente l'obbligo delle prove in presenza aveva incontrato l'opposizione non solo della ministra Bernini, ma anche di una parte significativa del Parlamento, che ha richiamato la necessità di garanzie stringenti sul fronte del rigore accademico.
La versione definitiva della deroga, assai più restrittiva rispetto all'impostazione originaria, permetterebbe di sostenere ancora esami online solo a una ridotta platea: studenti stabilmente impegnati all'estero in paesi coinvolti nel Piano Mattei o residenti in zone di conflitto o emergenza. In tal modo si cerca di bilanciare le esigenze di sicurezza con quelle di regolarità accademica, evitando di creare disparità nel riconoscimento dei titoli di studio.
Le ragioni alla base della deroga minima vengono esplicitate in sede di commissioni parlamentari: da un lato, non escludere dal percorso formativo chi si trova in oggettive difficoltà logistiche per cause di forza maggiore; dall'altro, prevenire il rischio di un ritorno sistematico a soluzioni soft laddove non giustificato. Il compromesso raggiunto riflette, pur tra tensioni, la volontà di non allargare la zona di eccezione affinché non si attenui l'efficacia del sistema dei controlli.
La discussione sulla modalità di svolgimento degli esami nelle università telematiche ha visto emergere con forza la voce degli studenti. Le rappresentanze del gruppo Multiversity (Mercatorum, Pegaso, San Raffaele Roma), che raccolgono circa duecentomila iscritti, hanno indirizzato una lettera aperta alla ministra dell'Università e al presidente dell'ANVUR. Nel documento si richiede una regolazione più stabile e strutturale degli esami digitali, in modo da non penalizzare lavoratori, caregiver e studenti fuori sede, per i quali la modalità online rappresenta molto più di una semplice comodità organizzativa:
L'espansione delle università telematiche ha portato con sé interrogativi sul modello di gestione, la qualità dell'insegnamento e l'efficacia delle valutazioni. Non mancano opinioni critiche che vedono in alcune realtà digitali una prevalenza di logiche di profitto a discapito della funzione pubblica e della qualità accademica.
Il dibattito si concentra su alcune caratteristiche dei grandi gruppi telematici:
La svolta regolatoria sugli esami nelle università digitali solleva interrogativi trasversali, sia per chi frequenta questi atenei sia per gli studenti delle università tradizionali. L'argomento accesso all'università viene spesso utilizzato come chiave di lettura per spiegare la crescita delle iscrizioni agli atenei online, in un Paese dove la mobilità territoriale e lavorativa è spesso un ostacolo al conseguimento della laurea:
Guardando al futuro, il tema degli esami nelle università a distanza appare destinato a rimanere aperto. Sul tavolo ministeriale è già in discussione un nuovo provvedimento di regolamentazione volto a formalizzare pratiche, controlli e criteri di accreditamento degli atenei telematici, anche in considerazione dei trend di iscrizione e delle nuove sfide, come la formazione in ambito medico o specialistico.
L'equilibrio da raggiungere riguarda l'integrazione tra tecnologia e rigorosità accademica:
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...