Attacco hacker ai frigoriferi di centinaia di supermercati francesi e Londra chiede alle famiglie scorte per 72 ore e contanti in casa. Cosa succede in Italia e cosa indica l’Ue ai cittadini italiani.
In una sola settimana due notizie hanno riportato al centro un tema che finora sembrava lontano: che cosa succede se per qualche giorno non funzionano elettricità, reti e pagamenti elettronici. In Francia un attacco informatico ha messo fuori uso i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati. A Londra il governo ha lanciato una campagna che invita le famiglie a preparare scorte per tre giorni e una piccola somma in contanti. Le due vicende non sono presentate come collegate, ma raccontano lo stesso rischio.
Tutto è cominciato nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre 2026. Un attacco informatico ha preso di mira i sistemi di controllo della refrigerazione di diverse catene della grande distribuzione francese. Gli hacker non hanno spento i frigoriferi: li hanno riscaldati. Una volta entrati nei sistemi, hanno alzato la temperatura e attivato da remoto lo sbrinamento, con il risultato che in alcuni casi all’interno dei frigoriferi si sono raggiunti 50 gradi.
Le catene coinvolte sono Intermarché e Netto, con almeno 300 punti vendita, Coopérative U, con quasi 100 negozi, ed E.Leclerc, senza un numero comunicato. Altre fonti parlano anche di Carrefour Market e Monoprix, ma le due catene non hanno confermato, e i numeri variano da una ricostruzione all’altra. Il totale è comunque di diverse centinaia di supermercati. I danni sono stimati in diversi milioni di euro: in un negozio Intermarché in Alsazia le scorte di surgelati distrutte valevano circa 50.000 euro, mentre in un E.Leclerc della stessa regione le perdite tra surgelati e freschi sono state di circa 220.000 euro. Sono stati segnalati anche alcuni principi di incendio.
L’obiettivo era un software dell’azienda danese Danfoss, usato da molte catene francesi per gestire da remoto la refrigerazione. Gli attaccanti avrebbero sfruttato falle in vecchie versioni del programma, secondo alcune ricostruzioni attraverso console di gestione esposte su Internet. L’azienda ha spiegato che la maggior parte dei dispositivi colpiti è obsoleta e non riceve più aggiornamenti, e che già ad agosto aveva avvisato i clienti della vulnerabilità. Nessuno ha rivendicato l’attacco, non ci sono richieste di riscatto e la procura di Parigi ha aperto un’indagine.
A Londra il governo britannico ha avviato la campagna “Be Ready”, che chiede ai cittadini di prepararsi a tre giorni, cioè 72 ore, senza i servizi di tutti i giorni: niente elettricità, collegamenti difficili e pagamenti elettronici fuori uso. Gli scenari considerati sono eventi meteorologici estremi, attacchi informatici, blackout e azioni ostili contro le infrastrutture. Il ministro per la Sicurezza Dan Jarvis ha chiesto di tenere in casa acqua e cibo per tre giorni, e secondo i dati presentati in Parlamento solo il 13% dei britannici si sente pronto a un’emergenza che interrompa i servizi essenziali. La campagna durerà tre anni.
Che cosa deve avere in casa una famiglia? Le indicazioni parlano di almeno tre litri di acqua al giorno a persona, cioè nove litri per tre giorni, di cibo a lunga conservazione che non richieda frigorifero né cottura, di torce con batterie di ricambio, coperte, abiti caldi, materiale di primo soccorso e medicinali essenziali. Servono poi una radio a pile o a manovella e una batteria esterna carica per il telefono. E poi i contanti: una piccola somma, composta da monete e banconote, utile se bancomat e pagamenti digitali si bloccano. La campagna non indica un importo, che dipende dalle spese essenziali della famiglia. Avere soldi su un conto non basta se per qualche giorno non funzionano reti e terminali di pagamento.
Per quanto risulta, in Italia non ci sono supermercati colpiti dall’attacco francese. Le ricostruzioni sull’episodio non segnalano punti vendita o aziende italiane. Gli esperti di sicurezza informatica interpellati sul caso parlano però di rischi per la catena di approvvigionamento e per la rete distributiva europea, perché un singolo componente molto diffuso può provocare effetti a catena. Tra le cattive pratiche indicano dispositivi non aggiornati, esposizione diretta su Internet e autenticazione debole.
Sul piano delle regole, la direttiva europea NIS2 impone obblighi di gestione del rischio informatico a determinate imprese alimentari, ma non a tutti i supermercati. Il Cyber Resilience Act si applica invece ai prodotti connessi venduti nell’Unione europea, e gli obblighi di segnalazione delle vulnerabilità sfruttate sono in vigore dall’11 settembre 2026, mentre le disposizioni principali scatteranno dall’11 dicembre 2027.
E per i cittadini? Nelle fonti consultate non risulta una campagna del governo italiano simile a quella britannica, né una raccomandazione ufficiale sulla quantità di contanti da tenere in casa. L’indicazione più vicina arriva dall’Europa: la strategia sulla preparazione dell’Unione, presentata nel marzo 2025, contiene linee guida per aiutare i cittadini a raggiungere almeno 72 ore di autonomia, con obiettivi fissati al 2030. Altri Paesi sono più espliciti: in Francia, Svezia e Finlandia il kit include una riserva di contanti, mentre i Paesi Bassi indicano 70 euro per ogni adulto e 30 per ogni bambino per le prime 72 ore, cioè circa 200 euro per una famiglia di quattro persone. Sono esempi, non regole valide per l’Italia.
Per una famiglia italiana, il punto non è farsi prendere dal panico ma sapere che cosa serve se per qualche giorno non funzionano elettricità e pagamenti. Gli elementi ricorrenti nelle raccomandazioni sono:
Il caso francese suggerisce un’attenzione in più per chi gestisce supermercati, ristoranti, negozi alimentari e magazzini del freddo. Le raccomandazioni degli specialisti sono precise: fare un inventario dei dispositivi con modello, firmware e fornitore, non lasciare le interfacce amministrative aperte su Internet, usare per la manutenzione remota canali protetti e autenticazione a più fattori, isolare la rete industriale da quella aziendale, aggiornare i prodotti supportati e sostituire quelli a fine vita. Utile anche un sensore di temperatura indipendente, con un allarme separato dal sistema di controllo, che avvisi se il freddo sale anche quando i sistemi centrali sono compromessi.
In conclusione, né i frigoriferi francesi né la campagna britannica significano che in Italia sia in arrivo un’emergenza. Ma entrambi ricordano che molte attività quotidiane dipendono da reti digitali e da dispositivi connessi, e che qualche ora di preparazione può bastare a ridurre il disagio se qualcosa si ferma.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...